L’ora di religione
2008
Facoltativa? Ma neanche per idea.
Mi domando come mai, oggi, sia ancora argomento di dibattimenti: l’ora di religione a scuola dovrebbe essere obbligatoria.
Non inorridire, mettiti seduto e parliamone.
Le religioni del mondo sono tantissime e condizionano usi, costumi, mentalità, morale, tradizioni, storia, guerra, pace e chi più ne ha più ne metta delle varie aree della terra, sia prese singolarmente, sia considerate nel loro relazionarsi. Giusto? Giusto.
Ora, partendo dal presupposto che il catechismo (parlando da italiana), chi lo desidera, lo fa in chiesa alla domenica, e che la scuola è un’istituzione laica con il compito ben preciso di offrire conoscenza, io voglio capire perché a scuola dovrebbe essere facoltativo studiare una materia tanto importante quanto la religione.
Per capirci: tu, scuola, hai il dovere di rendermi una persona quanto più possibile colta, e capace di discernimento, non fedele a questa o quella religione. Tu, scuola, non dovresti proprio entrarci nella mia sfera personale religiosa, perché così come non puoi decidere se sarò di destra o di sinistra, non puoi decidere che sarò cattolico piuttosto che musulmano. Il tuo compito è quello di fornirmi un quadro completo, quanto più possibile obiettivo ed imparziale, ma completo. Dopo di che starà a me, forte di quelle conoscenze, decidere se credere a cosa. Giusto? Giusto.
Allora spiegami per quale cacchio di motivo dovrei studiare solo la religione cattolica in quella stramaledetta ora di religione!
L’ora di religione facoltativa è un’occasione persa di conoscenza delle culture altre, quelle di cui non possiamo essere imbevuti fin dalla nascita proprio perché parte di realtà lontane da noi, o comunque diverse dalla nostra; io voglio e devo sapere perché i testimoni di geova non festeggiano i compleanni; io voglio e devo sapere perché i musulmani non mangiano la carne di maiale; io voglio e devo sapere perché i kamikaze si abbattono sulle torri gemelle (politica e terrorismo a parte).
Il fatto è che siamo degli idioti. E gli idioti è più facile controllarli.
Io sogno un’ Italia con l’ora di religione obbligatoria, al pari della storia, della geografia, e della letteratura e, al pari di quelle, fatta di saperi, e non di dogmi; e che siano questi provenienti dall’italia, dall’africa, dal burundi e dal mozambico.
Non si tratta di rispetto per le altre culture o antirazzismo, ma di puro egoismo: io, voglio conoscere il mondo che mi gira sotto i piedi ed imparare a muovermi su di esso nel migliore dei modi possibile, cioè da persona libera.
Stasera ho scoperto che in Serbia il natale si festeggia il 7 gennaio, e che lì, la madonna, non è affatto vergine. E nessuno la considera una bestemmia.
Così, giusto per fare un esempio.
20 commenti
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Rispettoso di ogni idea altrui, ma assolutamente non d’accordo. L’ora di religione andrebbe abolita. Di qualsiasi religione. Nulla di più falso e fuorviante. Un lavaggio del cervello in piena regola.
Vista così non è una brutta proposta, anzi… ma siamo in Italia e mi rendo conto che è utopia
giusto? giusto
Ora di religione non significa ora di conversione alla religione cristiana cattolica. Come se l’ora di storia fosse l’ora di conversione all’idea politica x.
Comunque nell’ora di religione il mio insegnante parla di psicologia e problemi dei giovani, non di catechismo.
Cmq a scuola durante l’ora di religione si parla anche delle altre culture e religioni, chi fa catechismo (e ormai ne sono rimasti solo due o tre) sono invitati a fare cultura religiosa. E’ chiaro che essendo in Italia un ampio spazio viene dato alla religione cattolica anche perchè se vai agli uffizi non trovi certo da interpretare un quadro del medioevo buddhista… Fatevi una visita sul blog http://www.religione20.net per vedere come si può insegnare religione in modo multiculturale e per di più con il web 2.0!!
Saluti a tutti…
In linea di principio non posso far altro che darti ragione: l’ora di Religione sarebbe un momento realmente interessante e formativo, se il programma prevedesse spazio per tutte le più importanti religioni del mondo. Ma se rispettare un programma è difficile anche per un prof di Storia (oppure soltanto noi ci siamo fermati ben prima del ventesimo secolo?), difficilmente un insegnante di Religione di solito cattolicissimo (se non sacerdote) sarà disposto a parlare senza pregiudizi dell’Islam o dell’Induismo: altro che laicità! Perlomeno, a noi è andata così… ma poi ovviamente tutto dipende in larga misura dalle persone.
completamente daccordo, ma conscio del fatto che così come è difficile trovare un docente di storia valido, lo sarà ancor di più trovare un docente di religione valido
(mi preme sotolineare che sono cattolico credente e anche abbastanza praticante, nonostante grande peccatore, nonostante io viva la mai religiosità come voglio io, in maniera molto aperta e oserei dire lontana da come forse molti si stano immaginando di un cattolico praticante, ma tant’è Pessuno è Nerfetto, una maniera appunto frutto di scelte personali, cosa alla quel dovrebe appunto prepararti la scuola)
almeno la matematica è uguale per tutti, o quasi, per fortuna
E’ vero, ci sono insegnanti di Religione assolutamente fantastici, che impiegano ore ed ore ed ore per parlare di problemi sociali, che cercano di risolvere eventuali problemi nelle dinamiche di classe, che sono capaci di parlarti in ebraico e pure in arabo e di insegnarti le parole chiave delle tre grandi religioni monoteistiche nelle lingue originali e di trattare senza arbitrarietà e senza pregiudizi ogni religione col massimo rispetto; ma è lapalissiano che questi favolosi insegnanti (me ne è capitato uno in prima liceo) sono una goccia nel mare. La stragrande maggioranza degli insegnanti di religione, parlo per esperienza mia e di tutti i miei conoscenti, sono individui che (quando non fanno assenze lunghe ANNI) pretendono di lavarti il cervello con la loro etica cristiana fondamentalista, che ti fanno vedere le videocassette di trent’anni fa sull’Islam mostrandoti le tribù di beduini del deserto che si accendono il fuoco e in generale mostrando quello schifosissimo (e cristianissimo) senso di superiorità nei confronti delle altre confessioni e religioni.
Per cui sì, un’ora di religione seria andrebbe fatta; ma ci sono molte altre materie che occorrerebbe studiare a scuola (educazione civica prima ancora che religione, a mio parere).
L’insegnamento definito come “ora di Religione” è superato. Studiosi di psicologia sociale suggeriscono l’inserimento di una o più ore d’insegnamento alla “tolleranza e studio delle civiltà” che, comunque, prevede lo studio delle religioni, delle tradizioni anche laiche dei maggiori popoli della terra. L’ora di educazione alla tolleranza e alla Pace, a mio modesto avviso, dovrebbe far parte del progetto educativo scolastico di un paese civile. Laddove crescita civile sta per rispetto delle minoranze, conoscenza di se stessi attraverso gli “altri”, confronto sociale, educazione alla libertà di pensiero e di parola(non solo propria), visione delle problematiche sociali dei paesi deboli.Non è utopistico perchè è semplice soprattutto con “docenti decenti”.Così i discenti, indipendentemente dal credo religioso, ma tifosi della Lazio non si scaglierebbero, armati, contro quelli della Roma.
Qualsiasi tipo di “fede” può indurre a manifestazioni d’intolleranza. La conoscenza e l’educazione verso gli altri “i diversi da me” possono modificare questo atteggiamento caratteristico della natura umana e produrre un cammino di crescita comune.
anche solo comprendere la storia e teologia alla base del cattolicesimo, con possibilità di replica e dibattito non sarebbe male, anzi, forse il giusto inizio per aprire gli occhi…
E’ esattamente il cuore del mio ragionamento, seppure io parlassi, in questo caso, del “ristretto ambito delle religioni del mondo”.
conoscere, imparare, capire, scoprire, cosa e come succede in posti (o contesti) lontani o diversi dal mio, arrichisce il mio patrimonio “del sapere”; di conseguenza, mi libero dei pregiudizi figli di automatismi ciechi e considero, valuto, pondero.. Se non so cos’è la neve, non posso capire cosa sia un pupazzo di neve..
E sottolineo che meno sappiamo e meno siamo, non solo tolleranti, ma anche meno capaci di “scegliere”.. dunque, ribadisco, meglio governabili.
Un popolo greggie è più comodo di un popolo pensante.
La conoscenza è libertà… giusto? Giusto!
Sarebbe giusto insegnare religione a tutti, peccato che nelle scuole italiane si chiami IRC: insegnamento religione CATTOLICA. Le religioni vanno studiate per capire alcune cose e farsi una cultura, ma andrebbero viste per quello che sono: stupide credenze.
perfettamente d’accordo.
Credo che, a 62 anni suonati – quindi con l’insegnamento della Religione Cattolica obbligatorio – Cattolico e Praticante, inserito nella mia Parrocchia e nel Volontariato Sociale (Sportello Sociale, dove si rivolgono TUTTI: Italiani e non, Europei e non, per chiedere aiuto su lavoro, casa, soldi [faticano, peggio di noi, ad arrivare alla seconda settimana del mese...]) mi rendo conto che vale più la solidarietà (CARITA’) ch’è la base dell’amore verso il prossimo – uguale o diverso da noi – che non la Religione fine a se stessa. Però non mi è mai capitato di parlare di Religione con chicchessia. Desidererei lanciare una proposta:
1) l’insegnamento dei Dogmi principali delle Religioni in generale (monoteiste e non);
2) l’Insegnante dovrebbe essere di Religione diversa dalla nostra onde farci capire, a grandi linee, quali sono i Dogmi della sua Religione;
3) la presenza in aula di tutti gli insegnanti di tutte le Religioni da insegnare (per evitare che si faccia del proselitismo);
4) l’insegnamento di base delle varie Religioni, per non ritrovare i nostri discenti come in Seminario;
5) basterebbero due ore settimanali per ogni Religione… una settimana una, una settimana l’altra Religione.
Credo che così, la popolazione di un Paese come il nostro, si elevi anche culturalmente (ho la convinzione che NESSUNA RELIGIONE predichi il male verso il prossimo…) Ciao a tutti.
Rimarrà tempo per studiare l’italiano poi?
Complimenti per la riflessione. Purtroppo in Italia alcune persone considerano l’insegnamento della religione di secondaria importanza, preferendo materie come il latino. A parte il fatto che la religione è più importante del latino, essendo più diffusa di quest’ultimo nelle scuole dell’Europa; la religione è un elemento culturale importantissimo che andrebbe studiato ovunque. Infatti è così: si studia dall’asilo al dottorato.
Ciao a tutti, vorrei rispondere a Mario: NON E’ VERO CHE LA RELIGIONE SIA PIU’ IMPORTANTE DEL LATINO! Infatti questa “lingua morta” (come l’antico greco, per esempio) è alla base della nostra lingua e di altre lingue (spagno- lo, francese, ecc.), ma la religione, qualsiasi religione, non predicando il male, ha la sua grandissima importanza. Non che io sia intenzionato ad abiurare la mia, ma vorrei tanto conoscere i fondamenti delle altre religioni. Capire per- chè, come scrive qualcuno, in Serbia il Natale si festeggia il 7 gennaio e che la Madonna non sia Vergine (senza considerarla bestemmia). Capire perchè in India abbiano tre Dei, perchè …. perchè…. su tante altre religioni.
Vorrei parlarne al mio Parroco… ma è tanto preso dal portare la Comunio- ne agli ammalati ed agli anziani, al seguire l’intero iter burocratico (e finan-ziario) per la costruzione della nostra nuova Chiesa, nel predisporre gli arti- coli da pubblicare mensilmente sul nostro Bollettino Parrocchiale, ecc. ecc. che di sicuro non mi ascolterebbe. Forse sarebbe utile consultare internet? Fatemi sapere, grazie. Pierfranco.
Pierfranco, anche io penso che sia utile allargare il programma dell’insegnamento della religione alle principali religioni: oltre al cristianesimo, anche islam, induismo e buddhismo. Però mi sembra che sia una cosa che già si faccia. Così mi ha detto mia sorella che ha finito il liceo lo scorso anno. Mi ha mostrato il loro libro di testo che parlava anche di questa religioni, oltre che dei nuovi movimenti religiosi e della teologia morale.
sono un’insegnante di religione delle scuole superiori, io ai miei alunni, dato che è un’istituto alberghiero insegno “cibo e religione” partendo da un duplice aspetto interreligioso e interdisciplinare, rendendo molto interessante la mia materia, visto che ho alunni che provengono da diverse parti del mondo e che viviamo in contesto plurireligioso e multietnico.Bisogna saper scegliere i contenuti sempre tenendo fede allle proprie tradizioni , perchè il cattolicesimo è fondamento e coronomento del patrimonio storico italiano (vedi art.9 della Costituzione).