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Scritto da Teiluj il 7 Agosto 2008
Categorie: società e cultura | 14 commenti

Facoltativa? Ma neanche per idea.
Mi domando come mai, oggi, sia ancora argomento di dibattimenti: l’ora di religione a scuola dovrebbe essere obbligatoria.
Non inorridire, mettiti seduto e parliamone.
Le religioni del mondo sono tantissime e condizionano usi, costumi, mentalità, morale, tradizioni, storia, guerra, pace e chi più ne ha più ne metta delle varie aree della terra, sia prese singolarmente, sia considerate nel loro relazionarsi. Giusto? Giusto.
Ora, partendo dal presupposto che il catechismo (parlando da italiana), chi lo desidera, lo fa in chiesa alla domenica, e che la scuola è un’istituzione laica con il compito ben preciso di offrire conoscenza, io voglio capire perché a scuola dovrebbe essere facoltativo studiare una materia tanto importante quanto la religione.
Per capirci: tu, scuola, hai il dovere di rendermi una persona quanto più possibile colta, e capace di discernimento, non fedele a questa o quella religione. Tu, scuola, non dovresti proprio entrarci nella mia sfera personale religiosa, perché così come non puoi decidere se sarò di destra o di sinistra, non puoi decidere che sarò cattolico piuttosto che musulmano. Il tuo compito è quello di fornirmi un quadro completo, quanto più possibile obiettivo ed imparziale, ma completo. Dopo di che starà a me, forte di quelle conoscenze, decidere se credere a cosa. Giusto? Giusto.
Allora spiegami per quale cacchio di motivo dovrei studiare solo la religione cattolica in quella stramaledetta ora di religione!
L’ora di religione facoltativa è un’occasione persa di conoscenza delle culture altre, quelle di cui non possiamo essere imbevuti fin dalla nascita proprio perché parte di realtà lontane da noi, o comunque diverse dalla nostra; io voglio e devo sapere perché i testimoni di geova non festeggiano i compleanni; io voglio e devo sapere perché i musulmani non mangiano la carne di maiale; io voglio e devo sapere perché i kamikaze si abbattono sulle torri gemelle (politica e terrorismo a parte).
Il fatto è che siamo degli idioti. E gli idioti è più facile controllarli.
Io sogno un’ Italia con l’ora di religione obbligatoria, al pari della storia, della geografia, e della letteratura e, al pari di quelle, fatta di saperi, e non di dogmi; e che siano questi provenienti dall’italia, dall’africa, dal burundi e dal mozambico.
Non si tratta di rispetto per le altre culture o antirazzismo, ma di puro egoismo: io, voglio conoscere il mondo che mi gira sotto i piedi ed imparare a muovermi su di esso nel migliore dei modi possibile, cioè da persona libera.

Stasera ho scoperto che in Serbia il natale si festeggia il 7 gennaio, e che lì, la madonna, non è affatto vergine. E nessuno la considera una bestemmia.

Così, giusto per fare un esempio.

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Commenti

    Commenti


  1. Scritto da digito il 7 Agosto 2008 alle 08:01.

    Rispettoso di ogni idea altrui, ma assolutamente non d’accordo. L’ora di religione andrebbe abolita. Di qualsiasi religione. Nulla di più falso e fuorviante. Un lavaggio del cervello in piena regola.

    1. Scritto da oniduke il 7 Agosto 2008 alle 14:06.

      Ora di religione non significa ora di conversione alla religione cristiana cattolica. Come se l’ora di storia fosse l’ora di conversione all’idea politica x.

      Comunque nell’ora di religione il mio insegnante parla di psicologia e problemi dei giovani, non di catechismo.



  2. Scritto da Oskar NRK il 7 Agosto 2008 alle 09:11.

    Vista così non è una brutta proposta, anzi… ma siamo in Italia e mi rendo conto che è utopia



  3. Scritto da azael il 7 Agosto 2008 alle 09:28.

    giusto? giusto



  4. Scritto da Luca il 7 Agosto 2008 alle 14:55.

    Cmq a scuola durante l’ora di religione si parla anche delle altre culture e religioni, chi fa catechismo (e ormai ne sono rimasti solo due o tre) sono invitati a fare cultura religiosa. E’ chiaro che essendo in Italia un ampio spazio viene dato alla religione cattolica anche perchè se vai agli uffizi non trovi certo da interpretare un quadro del medioevo buddhista… Fatevi una visita sul blog http://www.religione20.net per vedere come si può insegnare religione in modo multiculturale e per di più con il web 2.0!!
    Saluti a tutti…



  5. Scritto da Gwendalyne il 7 Agosto 2008 alle 15:34.

    In linea di principio non posso far altro che darti ragione: l’ora di Religione sarebbe un momento realmente interessante e formativo, se il programma prevedesse spazio per tutte le più importanti religioni del mondo. Ma se rispettare un programma è difficile anche per un prof di Storia (oppure soltanto noi ci siamo fermati ben prima del ventesimo secolo?), difficilmente un insegnante di Religione di solito cattolicissimo (se non sacerdote) sarà disposto a parlare senza pregiudizi dell’Islam o dell’Induismo: altro che laicità! Perlomeno, a noi è andata così… ma poi ovviamente tutto dipende in larga misura dalle persone.

    1. Scritto da sophiasun87 il 10 Agosto 2008 alle 01:09.

      anche solo comprendere la storia e teologia alla base del cattolicesimo, con possibilità di replica e dibattito non sarebbe male, anzi, forse il giusto inizio per aprire gli occhi…



  6. Scritto da il dino & l'idolo il 7 Agosto 2008 alle 17:28.

    completamente daccordo, ma conscio del fatto che così come è difficile trovare un docente di storia valido, lo sarà ancor di più trovare un docente di religione valido
    (mi preme sotolineare che sono cattolico credente e anche abbastanza praticante, nonostante grande peccatore, nonostante io viva la mai religiosità come voglio io, in maniera molto aperta e oserei dire lontana da come forse molti si stano immaginando di un cattolico praticante, ma tant’è Pessuno è Nerfetto, una maniera appunto frutto di scelte personali, cosa alla quel dovrebe appunto prepararti la scuola)
    almeno la matematica è uguale per tutti, o quasi, per fortuna



  7. Scritto da Margutte il 7 Agosto 2008 alle 20:58.

    E’ vero, ci sono insegnanti di Religione assolutamente fantastici, che impiegano ore ed ore ed ore per parlare di problemi sociali, che cercano di risolvere eventuali problemi nelle dinamiche di classe, che sono capaci di parlarti in ebraico e pure in arabo e di insegnarti le parole chiave delle tre grandi religioni monoteistiche nelle lingue originali e di trattare senza arbitrarietà e senza pregiudizi ogni religione col massimo rispetto; ma è lapalissiano che questi favolosi insegnanti (me ne è capitato uno in prima liceo) sono una goccia nel mare. La stragrande maggioranza degli insegnanti di religione, parlo per esperienza mia e di tutti i miei conoscenti, sono individui che (quando non fanno assenze lunghe ANNI) pretendono di lavarti il cervello con la loro etica cristiana fondamentalista, che ti fanno vedere le videocassette di trent’anni fa sull’Islam mostrandoti le tribù di beduini del deserto che si accendono il fuoco e in generale mostrando quello schifosissimo (e cristianissimo) senso di superiorità nei confronti delle altre confessioni e religioni.
    Per cui sì, un’ora di religione seria andrebbe fatta; ma ci sono molte altre materie che occorrerebbe studiare a scuola (educazione civica prima ancora che religione, a mio parere).



  8. Scritto da fabiomassimo il 9 Agosto 2008 alle 18:50.

    L’insegnamento definito come “ora di Religione” è superato. Studiosi di psicologia sociale suggeriscono l’inserimento di una o più ore d’insegnamento alla “tolleranza e studio delle civiltà” che, comunque, prevede lo studio delle religioni, delle tradizioni anche laiche dei maggiori popoli della terra. L’ora di educazione alla tolleranza e alla Pace, a mio modesto avviso, dovrebbe far parte del progetto educativo scolastico di un paese civile. Laddove crescita civile sta per rispetto delle minoranze, conoscenza di se stessi attraverso gli “altri”, confronto sociale, educazione alla libertà di pensiero e di parola(non solo propria), visione delle problematiche sociali dei paesi deboli.Non è utopistico perchè è semplice soprattutto con “docenti decenti”.Così i discenti, indipendentemente dal credo religioso, ma tifosi della Lazio non si scaglierebbero, armati, contro quelli della Roma.
    Qualsiasi tipo di “fede” può indurre a manifestazioni d’intolleranza. La conoscenza e l’educazione verso gli altri “i diversi da me” possono modificare questo atteggiamento caratteristico della natura umana e produrre un cammino di crescita comune.

    1. Scritto da Teiluj il 10 Agosto 2008 alle 03:18.

      E’ esattamente il cuore del mio ragionamento, seppure io parlassi, in questo caso, del “ristretto ambito delle religioni del mondo”.
      conoscere, imparare, capire, scoprire, cosa e come succede in posti (o contesti) lontani o diversi dal mio, arrichisce il mio patrimonio “del sapere”; di conseguenza, mi libero dei pregiudizi figli di automatismi ciechi e considero, valuto, pondero.. Se non so cos’è la neve, non posso capire cosa sia un pupazzo di neve..

      E sottolineo che meno sappiamo e meno siamo, non solo tolleranti, ma anche meno capaci di “scegliere”.. dunque, ribadisco, meglio governabili.
      Un popolo greggie è più comodo di un popolo pensante.



  9. Scritto da fabiomassimo il 10 Agosto 2008 alle 11:29.

    La conoscenza è libertà… giusto? Giusto!



  10. Scritto da Giulia il 10 Agosto 2008 alle 16:37.

    Sarebbe giusto insegnare religione a tutti, peccato che nelle scuole italiane si chiami IRC: insegnamento religione CATTOLICA. Le religioni vanno studiate per capire alcune cose e farsi una cultura, ma andrebbero viste per quello che sono: stupide credenze.



  11. Scritto da illa il 17 Agosto 2008 alle 16:54.

    perfettamente d’accordo.




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