Romeo e Giulietta, quante volte l’avrò riletto: sette, otto, non lo so più.
La prima volta credo avessi si e no 15 anni: piena tempesta ormonale. Le prime cotte, le prime delusioni, e tutto ciò che comportano le prime scoperte su quel terreno angusto, malefico e sublime al tempo stesso che è l’amore. E quel libro, è diventato la mia bibbia sentimentale già dalla prima volta perché mi ha incantato; e mi ha rovinato per tutti gli uomini a venire nella mia vita rendendomi una pesantissima scassapalle romantica che vorrebbe decantar strofe a colazione al bar ed ammirar tramonti dopo la spesa all’iper. Per dire.
Del resto cos’ho io, meno di Giulietta.
Ma torniamo al libro.
Mi è rimasto talmente spalmato dentro che oltre a conoscere a memoria i brani che amo di più, tutti gli anni, il primo di agosto, mi salta in mente il compleanno di Giulietta Capuleti e la voglia di farle gli auguri. Naturalmente con le parole del suo Romeo:
s’io profano della mia mano indegna codesta santa reliquia, il peccato è soltato gentile, e le mie labbra, due pellegrini compresi di pudìco rossore, son qui pronte a render più molle, per un tenero bacio, il ruvido loro tocco.
Shakespeare rimane, per me, il padre delle poesie d’amore più belle.
Tag: 1 agosto, amore, compleanno, confidenze, karma, letteratura, libri, poesie, reliquia, ricordi, romeo e giulietta, santa, shakespeare







Feed
FriendFeed
Twitter
GoogleReader
Plurk
Flickr
Youtube
Technorati
MyBlogLog
che il bardo non ti fosse indifferente s’era capito anche dal nick.
cmq dopo la spesa all’iper è più salutare mettere le mozzarelle in frigo!
ma poi, la reliquia aulentissima, gliel’ha data?
Shakespeare era davvero avanti, però giulietta e romeo alla seconda volta mi avevano un po scassato le palle, senza offesa, preferiso i suoi scritti più pulp (mi è sempre piaciuto definire certi scritti di shakespeare Pulp!
Bhe, la migliore poesia di Shakespeare rimane:
Gli occhi della mia amante non sono per niente come il sole;
Il corallo è di gran lunga più rosso del rosso delle sue labbra;
E se la neve é bianca il suo seno è scuro;
Se i peli sono fili, fili neri le crescono sulla testa.
Ho visto rose damascate, rosse e bianche,
Ma nessuna di queste rose vedo sulle sue guance;
Ed in alcuni profumi c’è molto più piacere
Dell’alito puzzolente della mia amante.
Amo sentirla parlare, eppure so bene
Che la musica ha un suono di gran lunga più piacevole;
Di certo non ho mai visto una dea incedere,
La mia amante quando cammina striscia i piedi.
Eppure, santo cielo, penso che il mio amore sia tanto raro
Quanto qualunque altro imbrogliato con falsi paragoni.
SI CORRE VERSO L’AMORE COME GLI SCOLARI SCAPPANO DAI LIBRI, MA ANDAR VIA DALL’AMORE… è COME TORNARE A SCUOLA.
(che bello sapere che esiste un’ altra che come me conosce R&J a memoria.)
Auguri Juliet.
Grazie Teiluj
difficile dire quale sia “la migliore”..
non dolci baci l’aureo sole sparge
sulle stille di rosa mattutina
quanto i tuoi occhi in freschi raggi accendono
la notte rugiadosa alle mie guance.
Né luna argentea tanto lucente
in seno a liquido abisso risplende
quanto risplendi tu nelle mie lacrime.
Tu brilli in ogni lacrima che piango;
e ciascuna è un cocchio che ti porta.
Tu cavalchi trionfante la mia pena.
Le mie lacrime gonfie di dolore
ti mostreranno la tua stessa gloria.
Ma non amar te stessa, o delle lacrime
farai specchi; e ancor più dovrò piangere.
mia regina, dire quanto vali
non sanno lingue, o pensieri, mortali.
compreso Enrico iv
shakespeare è il mio preferito…
però io d’estate preferisco riprendere spesso in mano sogno di una notte…
cmq credo non ci sia nulla di male ad essere romantici, oggi più che mai credo se ne senta la necessità!
bello cmq il tuo blog
Stessa passione io la nutro per Cyrano de Bergerac!
<a href=”">