10Giugno
Sono gli anni che conto insieme a Te.
Due sono i sorrisi, al mattino appena svegli, anche se è uno, il sogno che ci unisce.
Due è il doppio di uno; la metà di quattro, il multiplo di sei.
Che numeri abbiam fatto.
E quanti ancora ne facciamo. Noi due.
Io più te, noi diviso due.
Due bocche, due nasi, due cuori.
Due è uguale a uno; un per uno due.
7Giugno
Arriva un giorno in cui diventa giusto chiudere un blog.
Arriva un giorno, in cui ti accorgi che il silenzio non può essere scritto.
Arriva un giorno in cui tutto ciò che pensi è troppo personale, troppo riservato per trovare posto su di una pagina nel web.
Arriva quel giorno, e porta con sé fogli bianchi stracolmi di pensieri non scritti.
Arriva quel giorno prima o poi, e va affrontato con onestà e ritegno, e dignità.
Arriva quel giorno.
Ma non è oggi.
Tiè.
6Giugno
Vivamus, mea Lesbia, atque amemus
Rumoresque senum severiorum
Omnes unius aestimemus assis.
Soles occidere et redire possunt:
nobis cum semel occidit brevis lux,
nox est perpetua una dormienda.
Da mi basìa mille, deinde centum,
dein mille altera, dein secunda centum
deinde usque altera mille, deinde centum.
Dein, cum milia multa fecerimus,
conturbabimus illa, ne sciamus,
aut nequis malus invidere possit,
cum tantum sciat esse basiorum.
[Catullo, Carme 5]
3Giugno
ecco cosa succede se ci si iscrive a questo servizio di microblogging:
nel giro di poche ore (ad esser fortunati, altrimenti son più che sufficienti pochi minuti), e senza averne la benché minima consapevolezza, ti ritrovi incollato all’interfaccia del Plurk a leggere tutti i messaggini che si aggiornano in tempo reale sullo schermo, e a scriverne altrettanti preso da una foga disumana per non perdere nemmeno una battuta.
Praticamente una manica di imbecilli che l’asilo durante la ricreazione ci fa un baffo. Ed è inutilmente e drammaticamente bellissimo!
Il titolo, è frutto di questa malata sindrome