La dura legge del bar

Benché quella della ristorazione da bar sia un’attività che conosco ormai piuttosto bene, tutte le volte che mi ci riavvicino dopo un periodo più o meno lungo di lavoro altro, riesce a stupirmi come fosse la prima volta.
Si perché la clientela tipo del bar ha i connotati di un esemplare raro al mondo, diverso da tutti gli altri esseri umani al mondo. Quando un essere umano qualunque va al bar, si trasforma, subisce una metamorfosi, e diventa “il cliente da bar”, declinato ogni volta in una forma nuova, a seconda delle circostanze, della stagione, e, dicono anche taluni, a seconda della congiunzione astrale nel segno in quel preciso momento.
Prendi, ad esempio, il cliente tiratardi: arriva sistematicamente quando hai già sparecchiato, ripulito, e chiuso la cassa pregustando mentalmente il tuo cuscino che ti aspetta, lì, sul tuo lettuccio adorato. Il tiratardi entra nel locale quasi a tentoni, perché hai già spento tutte le luci e tu stesso ci vedi a malapena, ed esordisce con la fatidica frase: “state chiudendo?“. No, abbiam tirato giù la saracinesca perché ce la tiriamo così tanto che i clienti li facciamo strisciare, per concedergli di consumare da noi. Pirla.
Per non parlare poi del cliente viziato; quello che il caffè lo prende lungo, ma non troppo, macchiato caldo, ma con poco latte, e senza schiuma per carità, la pasta la vuole con la crema, ma senza zucchero a velo sopra, e per favore su un piattino, tagliata in due, ché la camicia è appena lavata. Il viziato è lo stesso che mentre consuma la sua colazione al tavolo ti chiama continuamente per una cosa diversa: “mi presteresti una penna?”, “per caso hai anche un foglio di carta?”, “scusa avresti una sigaretta, sai, sono appena uscito e non le ho ancora comprate”, “che sbadato, avresti anche da accendere?”. Certo, e poi? Vuoi anche due fettine di culo? E’ tagliato fine, eh.
(continua, oh, se continua…)

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12 Commenti a “La dura legge del bar”

  1. Novecento scrive:

    Senti, ma questo post lo potrei avere scritto leggermente più grande, in nero, ma non troppo, mi raccomando.
    Ah, a proposito, lo vorrei anche più corto che ho poco tempo. Grazie.

  2. azael scrive:

    e magari signorina, già che c’è, non è che mi ci riassumerebbe dentro un po’ di storia della mesopotamia che oggi ho l’interrogazione???

  3. molengai scrive:

    io faccio ormai parte dei clienti da bar, ma avendo provato l’altro lato del bancone cerco di trattenermi e l’unica cosa che chiedo è caffè in vetro, se possibile

  4. Neverland scrive:

    io sono un cliente viziato….però solitamente chiedo anche se mi possono pagare il conto :lol:

  5. Rick scrive:

    Che strana razza e’ poi il cliente
    c’e’ quello bello e intelligente
    c’e’ il casinaro e l’invadente
    c’e’ chi ascolta trasognato
    c’e’ chi urla e sta sbracato
    c’e’ chi la donna se la intorta
    c’e’ chi gli fa la mano morta
    ma c’e’ il cliente piu’ divino
    il piu’ richiesto e il piu’ invitante
    e’ quello che offre, paga a tutti e fa il brillante

    by Vinicio

  6. Dulse scrive:

    Quanto ti capisco….io ho a che fare soprattutto con tiratardi:|

  7. Clockwise scrive:

    Per non parlare di quelli che alle 2.30 di notte stanno ancora li, imbevuti di birra e alcool, a sparlare e pett’lìare di blogopalla e affini…
    …la peggio specie: per levarli di torno bisogna usare il buttafuori.
    ;)

  8. MadGrin scrive:

    [OT]: Luckytto ha fatto un post sull’origine dei nick citandomi (io avevo già scritto un post sul mio nick tempo fa) e chiedendomi di segnalare altri 5 nick di cui avrei voluto conoscere la storia.

    Uno di quelli sei tu! :-D

    Fai sul post di Luckytto, se ti va, e leggi i dettagli e scusa per lo spam! :-D

  9. Valentina scrive:

    Sono in piena rilettura notturna di Bar Sport… Eh sì, l’idea è quella. E fa sempre parecchio ridere! :-D
    V

  10. annaba1 scrive:

    Se ti può consolare c’era una dura legge simile anche in gioielleria… come quando alle 8 di sera della viglia di Natale la gente si infilava sotto le serrande per comprare il regalo dell’ultimissimo istante… Ma forse, in effetti, Natale fa eccezione un po’ per tutti…

  11. lonejeps scrive:

    E va bene che il cliente ha sempre ragione, ma a tutto c’è un limite, a me è capitato di sentire ordinare “un latte macchiato con pochissimo latte” oppure di chiedere al barman di turno una brioche con la crema però svuotata “perchè a me piace sentire solo il sapore della crema e non mangiarla” oppure ancora un cappuccio senza schiuma (??), e tante altre che per adesso non ricordo.
    Sul tipo che chiede carta, penna, sigaretta e accendino sarebbe da rispondere: Ahò qua fuori c’è scritto bar, mica cartoleria-tabacchi”!!!
    ad maiora

  12. Flavio scrive:

    Io lo preferisco intero, non affettato.
    :roll:

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