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Scritto da Teiluj il 23 Aprile 2008
Categorie: arte e letteratura, citazioni | 3 commenti

William Shakespeare
23 aprile 1564, 23 aprile 1616. Ed oltre.

Non dolci baci l’aureo sole sparge
sulle stille di rosa mattutina
quanto i tuoi occhi in freschi raggi accendono
la notte rugiadosa alle mie guance.
Né luna argentea tanto lucente
in seno a liquido abisso risplende
quanto risplendi tu nelle mie lacrime.
Tu brilli in ogni lacrima che piango;
e ciascuna è un cocchio che ti porta.
Tu cavalchi trionfante la mia pena.
Le mie lacrime gonfie di dolore
ti mostreranno la tua stessa gloria.
Ma non amar te stessa, o delle lacrime
farai specchi; e ancor più dovrò piangere.
mia regina, dire quanto vali
non sanno lingue, o pensieri, mortali.
(da “Pene d’amore perdute, W. Shakespeare.”)

Ecco, cose così, mi mandano in estasi.
E’ un bel giorno per goderne.

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Commenti

    Commenti


  1. Scritto da Flavio il 23 Aprile 2008 alle 14:27.

    Non si può commentare Shakespeare, ma solo ammirarlo.



  2. Scritto da Teiluj il 23 Aprile 2008 alle 14:37.

    Son daccordo Flavio :) Questa traduzione, poi, è molto efficace. Io credo che certe cose, viaggino per canali del tutto estranei alla ragione



  3. Scritto da Flavio il 27 Aprile 2008 alle 19:38.

    Ehhhh sì: pene d’amore …




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