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Scritto da Teiluj il 21 Aprile 2008
Categorie: vecchi tempi | 5 commenti

Il salto con la corda, il campanaro, il nascondino, l’acchiapparello, strega-comanda-colore; quanto mi divertivo! Il gioco che facevo più spesso però era sicuramente quello della “palla al muro”: si può giocare in gruppo, ma funziona bene anche da soli, e da brava misogina in erba, già ai tempi dell’infanzia prediligevo la solitudine anche nel gioco. Probabilmente i nomi di questi giochi sono legati al dialetto locale, e variano quindi di regione in regione, se non vi torna, ecco qui una breve spiegazione di “palla a muro”:

Possono partecipare un numero indefinito di ragazzi. A turno chi tira la palla al muro deve cantare e mimare una filastrocca. Chi sbaglia la presa della palla viene sostituito da un altro “compagno”. La filastrocca che ho trovato su internet è:

Muovere ( semplice: ci si muove tirando),
senza muovere (si resta immobili. Il minimo movimento, e si passa il turno),
senza ridere (difficilissimo, se in compagnia, restar seri)
con un piede (un gioco da ragazzi),
con una mano (con un minimo di allenamento, e la palla delle giuste dimensioni, si impara in fretta)
batti mano (il trucco è stare il più lontano possibile dal muro su cui si fa rimbalzare la palla),
zigo-zago (la prova più difficile: ruotare le braccia nel breve tempo che impiega la palla a tornare indietro),
violino (mi pare fosse una giravolta. Richiede abilità da grande giocatore di palla a muro)
tocco terra (la palla devi riprenderla con le mani, non con la faccia),
la ritocco (idem come sopra),
un bacino (banale: credo sia una mossa strategica per riprendersi dal “tocco terra”)
tocco cuore (niente di più semplice),
angioletto (allarghi le braccia, con fare puro)
del Signore (un inchino. Si, poi si guarisce crescendo).

Ora, io non ricordo bene se fosse davvero così. Mi pare manchi qualcosa. Qualunque contributo mnemonico, dunque, sarà gradito.

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Commenti

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  1. Scritto da Clockwise il 22 Aprile 2008 alle 00:46.

    Ma LOL, io ’sta roba qua non c’ho mai giocato.
    Strega-comanda-colore, quello si.
    E a scuola il famigerato gioco del fazzoletto, o al massimo la “palla avvelenata”.
    Bei ricordi. Ho i capelli bianchi. Sigh.



  2. Scritto da Teiluj il 22 Aprile 2008 alle 14:41.

    e poi c’era anche “un due tre stella”..



  3. Scritto da Nicky il 22 Aprile 2008 alle 20:18.

    Che ricordi.. ! Però neppure io conosco questo gioco.. in compenso, vi ricordate il gioco che si faceva con l’elastico ? Ai due estremi c’era chi teneva l’elastico (prima alle caviglie, poi alle ginocchia e così via a salire) chi stava in mezzo doveva, saltando, calpestare l’elastico, saltare dentro, poi fuori, poi intrecciare, poi… mmm.. è passato un pò di tempo e non ricordo tutti i passaggi !



  4. Scritto da paz83 (non andate da AL GORE? parlate con me allora) il 22 Aprile 2008 alle 21:59.

    uffi volevo dirlo io un due tre stella, anche se mi limitavo a fucilare col tango (pallone di gomma da calcio) le bambine che ci giocavano al parco. Ho mal di testa, e voglio renderlo noto a tutti!



  5. Scritto da paleomiki il 28 Aprile 2008 alle 11:55.

    IO LA SAPEVO COSI…
    muoversi
    senza muoversi
    senza ridere
    (qui un furbone ci hq qggiunto senza piangere ed é rimasta nella tradizione)
    con un piede
    con una mano
    battimano
    lo zigo lo zago (aaarghh… non mi ricordo come si fa!!!)
    con un bacino
    un cuoricino
    con un violino (si fa una sorta di 8 con le le mani)
    tocco terra
    la ritocco
    faccio il giro del mondo (si gira su se stessi)
    occhio di sale (ci si tocca un occhio)
    occhio di pepe (ci si tocca l’altro occhio)
    madre cinese (braccia conserte e ginocchia piegate)
    questa é la palla
    che cade nel mare
    (si fa rinbalzare la palla per terra e si dice “pluff”)




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