Blogger? mi fai ridere

apr
2008
20

scritto da Teiluj on sproloqui

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Diciamolo: la pratica blogging altro non è che condivisione, con un numero potenzialmente infinito di persone, di pensieri, pratiche e argomenti del tutto uguali a fuori dal blog. In un rapporto di “uno a molti” laddove fino a poco tempo fa era al massimo di “uno ad alcuni”. Ciò che cambia è il mezzo, non i contenuti. Men che meno l’attendibilità, l’oggettività e la qualità.

E finiamola con questo sentirci degli eletti, dei super eroi, degli intellettuali per il sol fatto di avere un blog (chiunque abbia un pc, una connessione internet, e non sia analfabeta può avere un blog!).

In particolare mi fanno i ridere i blogger che:

1) copincollano notizie dell’ansa e si credono giornalisti. No, di più, credono di essere più bravi dei giornalisti;

2) trascrivono il loro diario personale e si autodefiniscono geni o poeti incompresi;

3) emettono giudizi su altri blogger credendo, per il sol fatto di leggerli, di conoscerli bene o, peggio ancora, di aver capito quel che hanno letto;

4) ti spiegano come dovrebbe essere fatto un blog, come se esistesse un unico modo di fare blog;

5) si prendono talmente tanto sul serio che la metà basterebbe;

6) ti leggono e poi appongono commenti di tipo valutativo, come se un post fosse un tema, e il commentatore la maestra che ti mette il voto.

Tutto questo è anacronistico, obsoleto, vetusto. Che specialità sarebbe essere blogger?

Per dirla proprio tutta la parola “blogger” ormai non significa proprio niente e non ha ragion d’essere, non più. Ridimensionamoci, siamo ridicoli. E impariamo l’uso del “secondo me”. Ché per il posto di dio in terra c’è da prendere il numeretto e mettersi in fila.

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27 commenti

  1. gibe1
  2. pablodepablis

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