Lettera aperta a mamma e papà

Son cresciuta a suon di “fagli vedere chi sei”, oppure “sei la migliore, certo che ce la farai” o ancora “non avevo nessun dubbio che ci saresti riuscita” e via dicendo.. Frasi che mi hanno accompagnato fin dall’infanzia da parte dei miei insegnanti, si, ma prima ancora e soprattutto da parte dei miei genitori.

Ricordo che quando facevo il quinto ginnasio, travolta dai dèmoni adolescenziali, mi balenò per la mente l’idea di abbandonare la scuola. Molte delle mie amiche di allora lo avevano già fatto, non mi sembrava poi così strano. Allora, ormai convinta, lo comunicai a mio padre: “ho deciso di lasciare la scuola”. La scuola non era mai stato un problema per me prima di quell’anno, per cui vacillare in due o tre materie mi pareva una ragione sufficiente per concludere la mia carriera scolastica. Ricordo ancora la faccia di mio padre alla notizia: non era arrabbiato, no. Ma così scuro in volto per qualcosa che riguardasse me, non l’avevo mai visto; ricordo perfettamente la delusione ed il dolore che la mia decisione gli procurava, perché simbioticamente li sentivo anche dentro di me. Lo avevo pugnalato. Per tutta una giornata non fece altro che parlarmi, pungolarmi, incalzarmi, ripetendomi che stavo sottovalutando me stessa, che potevo ancora farcela, perché ero io. Che dovevo ancora farcela, perché ero io. Le sue parole mi mortificarono allora, perché lo avevo ferito, perché lo avevo deluso, ed io lo amavo e lo amo ancora troppo per sopportare di esser causa di un suo dolore. Mi chiusi in camera. Piansi. Mi sentii una fallita, prima di allora non mi era mai successo. Ma le parole di papà, la fiducia di papà che avevo disatteso, continuavano a girarmi in testa (e nel cuore) e a quel punto il mio vero fallimento si era spostato dall’idea della scuola, all’idea di aver tradito papà. Ancora chiusa in camera, e ancora in lacrime presi il mio libro di antologia senza rendermi conto che avevo già cambiato idea. Papà bussò alla porta della mia cameretta, entrò, mi vide piangere sul mio libro e, serio, come si è seri per le cose importanti, ma con la voce dolce, come si è dolci con gli amori importanti, mi disse, senza aggiungere mai più altro, quel fatidico: “fagli vedere chi sei”.

Oggi sono una donna testarda e caparbia, e anche se la paura di deludere chi mi considera speciale mi accompagna come un’ombra, anche se non concepisco nemmeno l’idea di poter fallire, con tutte le implicazioni emotive che questo comporta, guardo a ciò che ho fatto. Guardo a cosa ho conquistato con le mie risorse, e sono felice. Fiera. Orgogliosa. A tratti insopportabile. Ma mi compiaccio autoironicamente della mia vanità, e rido al telefono con la mia mamma, che ancora oggi mi ripete: “certo che sei la migliore” nonostante io le ripeta che è sfacciatamente di parte, perché provo per me stessa tutto l’amore che loro, mamma e papà, provano per me.

Hanno fatto un ottimo lavoro con me, e le mie debolezze sono ben poca cosa in confronto alle mie forze. Di questo, non gli sarò mai grata abbastanza.

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21 Commenti a “Lettera aperta a mamma e papà”

  1. Clockwise scrive:

    Ma che bello questo post.
    Oddio, c’ho il groppo…
    Torno fra un po’… :oops:

  2. paz83 scrive:

    è stato un piacere leggere questo post, infonde fiducia ed energia a gò gò. La mattina è quello che ci vuole. Credo che sia una cosa fondamentale avere attorno persone che ti caricano perchè credono in te. E anche se inizialmente può sembrare emotivamente pesante e pregno di una responsabilità che non pensiamo di poter dare, poi assume tutti quei connotati che ci permettono di riuscire anche nei momenti più ardui, è una carica che non si esaurisce con le parole del momento, ma anzi si rigenera ulteriormente man mano che andiamo avanti nel tempo.
    Buon lavoro e buon tutto per la dura settimana che ti attende!

  3. Flavio scrive:

    E vuoi sapere un’altra cosa? 8O
    Tutto quest’ottimo risultato si percepisce, incontrandoti. ;)

  4. abreast scrive:

    magari avessero tutti genitori così!
    ma anche figli, però…

  5. Clockwise scrive:

    L’avevo promesso che ripassavo… :-D
    Quoto Flavio.
    E quoto anche abreast.
    Insomma, mi togliete le parole dalla bocca!

  6. http://dilettomanoppello.blogspot.com/

    piu divertente di un convegno ginecologico

    tra l’altro abuzzese come me ahaha vieniti a fa un giro

  7. Ubikindred scrive:

    :-D
    P.S.
    Che cos’è la seconda ginnasio???? Da noi esistevano la quarte e quinta ginnasio e la prima seconda e terza liceo… O_o

  8. Mi successe una cosa simile nel mio primo Terzo scientifico. Gli incoraggiamenti dei miei arrivarono puntuali ed ottennero lo scopo di farmi continuare, ma persi comunque quell’anno. Eppure… dall’anno successivo comunciai a capire che forse valevo più di quello che davo a vedere.
    E tutto grazie a quelle parole che anche mio padre ha detto con quel mix di dolcezza e determinazione che hai così ben descritto: «Fagli vedere chi sei!». 8)

  9. pablodepablis scrive:

    bello sentirti lodare i tuoi genitori, mi auguro che loro possano leggere questo post e anche qualche altro genitore.
    però mollare la scuola per due o tre materie? nah, mi pare poco credibile.

  10. spad scrive:

    la quinta ginnasio ha segnato molta gente..

  11. qualcdelgenere scrive:

    psicodrammi adolescenziali, confronto genitori-figli, lacrime al buio della propria cameretta, voglia di riscatto… un ibrido tra “il giovane holden” e dawson’s creek.
    non mi commuovevo così tanto dai tempi di dumbo.

  12. Teiluj scrive:

    qualcdelgenere, il mio è un blog personale, non un trattato di letteratura. Grazie comunque per esserti sentito libero di dire la tua..

  13. elofoolish scrive:

    leggendo questo post mi ci sono ritrovata in pieno…
    anche se ho tanti rimpianti per le cose che non ho potuto fare al posto di studiare, mi rendo conto ora che forse soprattutto perche’ sono donna, la durezza di mio padre mi ha dato la tutta la forza che ho oggi.
    i milioni di contrasti che ho avuto con lui mi hanno fatto diventare testarda, ma anche una donna affermata sul lavoro. forse non sarebbe stato cosi se mi avessero cresciuto col mito che tanto una donna puo’ solo cercarsi un marito, al piu’ la cultura e’ un bell’orpello.
    grazie

  14. Anonimo scrive:

    ;) :cry: :o :roll:

  15. Anonimo scrive:

    è bellisssimo grazie x averlo skritto

  16. rita scrive:

    bellissima la lettera mi sono comosa visto ke io nn cio piu ne mamma ne papa mamma un anno fa e papa quando ero piccola

  17. rita scrive:

    io nn studio molto quindi grazie di averla scritta

  18. Teiluj scrive:

    oddio! mi son commossa da sola nel rileggermi a distanza di tempo :)

  19. valentina scrive:

    è bellissima questa lettera e io che faccio la
    quinta elementare gia nn me va + de anna a scola xche penso k nn ce la farei ma nn lo ho dtt a nexuno ciao ve amo

  20. ludovica scrive:

    ciao io sono ludovica e sono in quarto ginnasio….e se devo dire la verità ho pensao varie volte a lasciare il classico per vari motivi….tutti mi avevno sconsigliato questo liceo e solo mio padre mi ha sosenuto fin l’ultimo istante..in questa scuola nn faccio che avere brutti voti come il 2 ed il 3 bhe per essere onesta io nn studio e nn credo di avere le capacità di arrivare all’ultimo anno nn vorrei deludere mio padre ma vorrei andare ad un liceo tipo il sociopsicopetagogico……..aggiungimi vorrei chattarecon te grz :s
    by lyulyu95@hotmail.it(in piccolo)^^

  21. Begool scrive:

    Bellissima! complimenti!

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