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Scritto da Teiluj il 11 Aprile 2008
Categorie: società e cultura | 14 commenti
Che per un italiano bere un buon caffè all’estero sia una rarità, non è un mistero. Sottolineo per un italiano perché se tutto il resto del mondo trova normale bere tazzoni annacquati dal vago colorito bruno, e noi siamo gli unici al mondo ad attuare la “prova dello zucchero” (il quale deve inabissarsi dolcemente e lentamente, nevvero) per testarne la qualità prima ancora di assaggiarlo, evidentemente sono i nostri gusti a costituire “eccezione”. Per fortuna, aggiungo io.
Quanti di noi viaggiando all’estero hanno mai degustato (ché noi lo degustiamo, mica lo beviamo il caffè) un caffè degno di essere così chiamato? Certo, a cercar bene, con un po’ di fortuna, magari si riesce persino a scovare un localino italiano (= gestito da italiani, nota bene) che ricorda ancora come si faccia il caffè italiano, oppure un autoctono super chic che, una tazzina si una tazzina no, è capace di soprenderci. A cifre spaventevoli naturalmente.
A Praga per esempio esiste un barettino, proprio lungo la strada del mercato, che fa un ottimo caffè, alla modica cifra di 7 euro a tazzina; dopo giorni di astinenza da caffè, un italiano in vacanza (e a Praga ce ne sono veramente tanti) 7 euro per un caffè li paga, oh se li paga. Siamo o non siamo un popolo di viziosi? Lo siamo, lo siamo. E all’estero lo sanno bene. Eccoteli i 7 euri, dammi quel benedetto caffè e possano tornarti in lassativi, dannato ladro.
Ebbene oggi mi capita tra i feed questa notizia e non posso fare a meno di pensare che la colpa deve essere anche un po’ nostra. Insomma ragazzi, smettetela di sorridere mentre dite “questo caffè è una merda” nei bar e nei ristoranti all’estero, che poi quelli ci prendono sul serio.
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Non vorrete andar via senza lasciare neppure un commento, vero?

Uff... a quante cose mi tocca pensare...
Mmmh, quante cose interessanti ho da leggere oggi...
Che fai, spii?
Ma non sono proprio carine queste cosette?

Torno dopo la pubblicità...








lettera per ringraziare i professori
E questi chi sono???



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Dannazione, la sapevo già questa storia.
E ho cercato di convincere me stesso che non fosse vera, ma ora, spiaccicata la dall’ANSA, riemerge prepotente tra i miei neuroni.
Oggi un caffè e basta, quello già preso, mi sa…
Direi che i tizi di quel grande magazzino di Londra hanno deciso stavolta di farla seriamente fuori dal vasetto. Tanto per rimanere in tema, insomma.
Leggendo il tuo post m’è venuto in mente quando circa 8 anni fà in srilanka, dopo un mese di brodaglie et infusi, degli amici dei miei (che avevano vissuto a Roma per circa una ventina d’anni) mi offrirono un caffè prodotto dalla loro simpatica moka. Bevendo (sorry, “degustando”) quella tazzina di caffè ho sentito per la prima volta nella mia vita nostalgia dell’Italia. Ero proprio un ragazzetto sensibile… O_o
io il caffè lo prendo amaro perchè lo zucchero ne altera il sapore, ma d’ora in poi diffiderò di ogni caffè che costi troppo non si sa mai…
appunto mentale per dino: non pagare un caffè 62€ da tod’s
agli inglesi volevo die che se per 5€ vogliono passare a casa mia a pulire il vialetto dai regali del mio cane son ben voluti, il caffè lo ofre la casa
Chi è disposto a pagare 62€ per una tazza di caffè, o è drogato o è scemo.
A quel punto la cacca di gatto ci sta tutta, anzi, proporrei un sovrapprezzo.
A ciascuno il su’ mestiere e … il lupo alle pecore.
Quanto a Praga, seguendo le abitudini locali, noi abbiamo sostituito per cinque giorni la birra locale al caffè (imbevibile) e all’acqua minerale (35ç la birra, 50ç l’acqua, entrambe 500cc).
Il risultato è stato paradisiaco … (hic!)
Mia moglie, astemia, ha pagato il sovrapprezzo per l’acqua, poveretta …
quando vivevo alle canarie avevo aperto un negozio di vestiti.. e dentro avevo messo una macchinetta per fare l’esperesso da servire ai clienti italiani.. avessi venduto il caffè e offerto i vestiti, non sarei fallito..
chissà che gatto isterico ne vien fuori con quell’alimentazione


dopo gli offrono l’ammazzacaffè?
e anche quello viene riciclato e venduto a 80 euro?
allora, in realtà, non per fare il guasta feste, ma la notizia è vecchiotta hihi comunque il caffè defecato dal Paradoxurus mi sfizia assai, alla fine è sempre meglio quello della diossina, almeno siam sicuri che è naturale
Io amo i Gatti, veramente tanto, ma una cosa così .. ma dai ma che schifo!!!! ma poi sti poveri gatti, cosa fanno li metto come le galline a cagare in batteria oppure il felino caffeinomane li fa li per li.. dalla fonte al consumatore..
Ringrazio me stesso di essere uno tra i pochi italiani a non aver preso il vizio di bere il caffè, né di fumare. La merda a 62 euro? Devo rivalutare le cacchette dei cani che trovo sui marciapiedi… quasi quasi mi metto a raccoglierle io
Ciao Teiluy, e buon week end. (noto con poco piacere che sono stato buttato via in malo modo dal tuo blog roll… eh, uno si allontana dall’Italia due settimane, e cosa trova? Ho bisogno di qualcosa per riprendermi ora… un buon caf… na dormitina va!
Daniele
Sono fissato, lo so, ma quando vado all’estero mi porto caffè e macchinetta, con fornellino elettrico.
scusi signorina, qui è l’accademia della crusca, nonchè del farro e dell’orzo, e devo farle un richiamo su quel titolo…La versione corretta è ” ‘na tazzulell ‘e cafè”…mi Scancelli subito quella i, sia gentile -.-”
Caffettiera, fornello, caffè, zucchero, bicchieri, tutto con me!