Leggo su Panorama un bellissimo articolo che nel pubblicizzare un paio di libri di nuova edizione, affronta un tema a me caro e, neanche a farlo apposta, strettamente collegato al mio penultimo post; il titolo dell’articolo è “che fine hanno fatto le lettere d’amore“.
Oltre ad una serie di citazioni bellissime, si legge:
a differenza di una telefonata o di una conversazione, una lettera d’amore è una cosa: una cosa che esiste nel mondo (spesso per lunghissimo tempo) e che ha il potere di rievocare uno stato d’animo. È per questo che richiediamo indietro le lettere, le distruggiamo, impediamo a qualcuno di pubblicarle o di conservarle con cura.
Ma quante lettere si scrivono ancora, carta e penna, oggi? Ormai passa tutto attraverso il computer, la rete, i telefonini. Andiamo di corsa, in sintonia con la velocità che le attuali tecnologie ci mettono a disposizione, usiamo sempre più spesso linguaggi fatti di acronimi, di sigle, anche per dire ti voglio bene; o addirittura codifichiamo gli squilli per non perder del tempo a scrivere (e spendere). Non c’è molto spazio per il romanticismo di una lettera d’amore manoscritta nell’era del “senza perdere tempo”; credo sia proprio la mentalità sempre più tecnologica a non contemplarne l’esistenza. Probabilmente è il corso naturale delle cose, ed anche se non credo che la carta possa un giorno sparire definitivamente, il processo di digitalizzazione, della comunicazione tutta, anche amorosa, non conoscerà inversioni di tendenza.
Eppure. Eppure leggo sempre nello stesso articolo citazioni di lettere antiche come:
Preparami un migliaio di baci, ch’io verrò stasera a succhiarli dalla tua bocca celeste (U.Foscolo)
e non riesco a non pensare che abbiano un valore inestimabile.
Tag: amore, attualità, cultura, foscolo, internet, letteratura, panorama, poesia, tecnologia







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Io non ho smesso, alcune mattine, mentre la mia Daniela si prepara per andare al lavoro, io gli scrivo dei biglitti e glieli nascondo in posti dove lei durante la giornata andrà a cercare altro ma troverà una mio SMS HOLD STYLE, i posti genericamente sono il portafoglio, il porta occhiali, la tasca del cappotto, il pacchetto di gomme, per fortuna non più le sigarette.. insomma cerco di fargli più sorprese durante la giornata..
Sono un uomo OBSOLETO???
Mec, io non credo
ci sono cose che non scadono mai
Amica Tejlui, per quel che mi riguarda gli SMS hanno preso il posto di quello che una volta erano le lettere d’amore. Li scrivo nello stesso modo e con lo stesso trasporto. Se ti ritrovi (come effettivamente ammetto essermi successo) a cancellare gli SMS della ex tra sofferenze e pianti vari, questo significa che un valore ce l’hanno, eccome…
chiunque abbia in mente qualunque cosa per salvare le lettere io collaborerò.
adesso cerco un amico di penna.
ubi, questo è fuor di dubbio. Ma vuoi mettere l’odore della carta, il tratto della penna..
a me è capitata una lettera scritta a mano, tra le mani.
una lettera d’amore, non per me, ma per mio marito
e non l’avevo scritta io
è finita nella monnezza…
Mi sono spesso “dichiarato” con una poesia.
Non me ne vergogno e non credo sia un atteggiamento solo adolescenziale.
Se una cosa da piacere non può “passare”…
E’ che con le lettere ci si mette troppo in gioco. Preferiamo tenere i sentimenti nell’ombra per non dare a vedere quanto in realtà si sia fragili.
Te lo immagini che Foscolo la scriveva ai nostri giorni quella lettera?
Gli sarebbe stato risposto, con tanto di faccina finale:
Non vi è la cultura dei valori, oggi. La società è arida, l’amore sconfinato in qualche umida cantina, la tecnologia non permette di perdere tempo, da quì l’usa e getta dei sentimenti, un kleenex per asciugare qualche goccia qua e là…
Pantegane
E… scorrono i pensieri come shock anafilattici, luci abbaglianti, caduta-ripresa di un povero corpo martoriato che dondola su un anonimo marciapiede di un’ancora più anonima metropoli.
Cammino, passeggio, mi affretto, mi attardo, osservo incroci di magma umano, corpi che si sfiorano, occhi che guardano altrove, non sorridono, desolazione di vite inutili, morire è fallire, menti disadorne, sempre più nudi, soli, una vetrina in saldo, la merda esposta come oro che luccica, parallelepipedi si ergono solenni, cattedrali di un potere abitate da tarme e scarafaggi sempre più neri che si moltiplicano a dismisura… di conigli.
Ed i pensieri scorrono, camminano, indugiano, chi siamo, perché inermi davanti a quella vetrina, mi risveglio in un marciapiede putrido e calpestato da caschi e motorini irriverenti, da puttane con l’aureola e autisti appestati.
Non ho più il coraggio di guardare diritto.
La scena non muta…
Osservo i tombini, i preservativi ai bordi, siamo noi, sperma raffermo, lasciamo tracce dei nostri miseri tradimenti piccoli e così meschini, le nostre minuscole vite negli occhi acquosi,fieri di essere umani, invidiosi, egoisti, demotivati, demotivanti, dispersivi, gelosi, ansiosi, depressi, brutti, grandi merde, pantegane dal pelo lucido, sovrane incontrastate delle fogne della nostra città da bere.
Cose da guardare, comprare, vendere, riparare, buttare, amare, odiare, discutere, riciclare, le cose della nostra vita.
Saggi, rispettosi, sapienti, educati, buoni, intelligenti, forti, virili, come gatti in calore segniamo ogni notte il territorio, il trionfo dei sensi, l’appagamento di un piacere orale di una nera, di un’amante, di un amico, di una sconosciuta ed altro sperma raffermo nelle fogne di un’acqua da bere e…
Scorrono i pensieri come shock anafilattici, luci abbaglianti,caduta-ripresa di un povero corpo martoriato che dondola su un anonimo marciapiede di un’ancora più anonima metropoli e…
Implora
La fine dell’ultimo atto
hai un template stupendo..
io le lettere quando mi sento di scriverle le scrivo, però le devo scrivere con word perchè la mai calligrafia fa paura, poi le stampo su carta da lettera, le imbusto e le spedisco
ogni tanto scrivere una lettera fa bene, a chi la scrive e a chi la riceve
piccolaweiss mi sa che anche quelli ormai viaggiano con internet

disceseardite, ahia.. non ti invidio l’esperienza..
eventounico non credo che siano le poesie ad esser diminuite, quanto piuttosto le poesie (o semplici messaggi d’amore) scritti ad inchiostro, apponendo cioè la propria grafia su un pezzo di carta.
DANIELE, quel che dici è triste (per me) se è vero ma comunque i poeti ci sono ancora, eh.
Marco intanto grazie per il testo di cui mi omaggi
a proposito di valori, probabilmente si stanno modificando, com’è naturale che sia e com’è sempre stato nella storia del mondo. Il mio vuol essere solo un malinconico resoconto di quelle che sono per me le controindicazioni del progresso tecnologico. In questo caso, il disuso delle lettere cartacee, meditate, lente, personali, sporche di inchiostro, tangibili, stropicciabili, eccetera eccetera
grazie Chota
dino, son daccordo, le lettere fanno bene:)
il word però, le rende più “fredde”, no? Pensa che a me piacciono anche gli scarabocchi e le correzioni fatte a mano
Tempo fa i vecchi dicevano che la scrittura con la penna biro fosse fredda, monotona e noiosa, nella sua uniformità. Niente a che vedere con la morbidezza del tratto del pennino: calda, variabile e suscettibile di ogni minimo fremito della mano e dell’Anima. E se scappava qualche goccia d’inchiostro, la lettera pareva addirittura più vera e vibrante.
Non avevano ragione?
Un saluto
Il Neternauta redivivo
Neternauta, è per questo che io adoro le penne stilografiche, nonostante la pessima loro abitudine di macchiarti le dita.
A proposito, ben riapparso!
Ah, non me ne parlare guarda. Io sono mancino e per capire un mio manoscritto eseguito a pennino o a stilografica bisogna guardarlo controluce per individuare il segno. Praticamente faccio graffiti bianco su nero. E il sapone che non consumo lavandomi le mani…
e mi consumo pure le mani.
No, no, io adoro i manoscritti ma non sono in grado. Preferisco il buon vecchio “undo” se sbaglio a digitare, e buonanotte. E invece delle lettere d’amore canterò serenate. Ad ognuno il suo stile
Ciao a tutti e due i piccioncini
Neter
Non mi dire che non conservi qualche email o PVT particolare …