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Scritto da Teiluj il 14 Marzo 2008
Categorie: consigli appassionati, serius materials, società e cultura | 17 commenti

 

Il sindaco di Milano la proposta l’ha lanciata per la sua città: un kit antidroga nelle mani di 34 mila famiglie per scoprire se i figli dai 13 ai 16 anni si drogano o no. Ma ieri è stata Livia Turco, ministro della Salute, a raccogliere l’idea di Letizia Moratti. «È una proposta che valuto con un certo interesse— ha detto —. Bisogna fare in modo che si arrivi ad un consumo nullo delle droghe, ma per questo serve educazione e formazione ». [fonte]

Mentre i politici si tirano addosso l’un l’altro, cercando una collocazione politica al kit antidroga per le famiglie (è di destra, no è di sinistra, no no è di destra, allora sei di destra, traditore, si si sei un voltagabbana, no non hai capito niente, ah ah faccia di serpente e così via), le famiglie lo contestano eticamente e presuntuosamente, sempre nello stesso articolo citato, infatti si legge:

sono una madre non una poliziotta. Io da padre mi sarei accorto se mia figlia aveva a che fare con la droga.

Il che, naturalmente, nella maggior parte dei casi, a meno di non avere in casa un figlio tossico all’ultimo stadio, è una cazzata stratosferica. I genitori sono di solito gli ultimi a sapere che il figlio si droga, fondamentalmente per due motivi: primo, i ragazzi se vogliono tenerti nascosto qualcosa, ci riescono benissimo (ma quando si diventa genitori si dimentica di esser stati figli?); secondo: i genitori, in quanto cittadini italiani, soffrono di una profonda disinformazione sulle dinamiche "droga", oltreché di un rifiuto istintivo ad accettare anche solo il pensiero che loro figlio, il loro perfetto figlio, possa avere a che fare con la droga.

Per render conto alle significative (?) e degne di nota (?) disquisizioni politiche in merito, sottolineo che a me, la Moratti, mi sta ampiamente sullo stomaco, MA ciò nonostante mi trovo daccordo in questo caso e penso che far la guerra al kit antidroga per le famiglie, sia anacronistico, presuntuoso e, non ultimo, da emeriti imbecilli.

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Commenti

    Commenti


  1. Scritto da paz83 il 14 Marzo 2008 alle 10:41.

    La Moratti sta su anche a me, comunque, io a mia mamma lo dissi che qualche canna me la facevo, non so se l’idea del kit sia giusta o meno, quello di cui sono sicuro è che puoi anche mettere in giro milioni di kit, ma se non c’è seria informazione alla base sulle dorghe e i loro effetti, e se si continua ad attuare una giustizia sommaria, senza differenziare droga leggera da pesante (pur ammettendo che entrambe possono portare a conseguenze spiacevoli) se non viene impostata l’educazione alla base nelle scuole e nelle famiglie, allora poi serve tutto a poco. Quando avevo 18 anni ci si faceva le canne, oggi vedo ragazzini, gli amici dei fratelli più piccoli dei miei amici, che senza problemi si fanno anche di coca, insomma, il kit può anche andare se prima viene impostato tutto un discorso solido e serio attorno a 360°



  2. Scritto da Novecento il 14 Marzo 2008 alle 12:38.

    Sapere se tuo figlio tira coca potrebbe essere utile in un mondo in cui, oramai, la cocaina la si può acquistare ovunque ed a prezzi ridicoli.



  3. Scritto da il dino & l'idolo il 14 Marzo 2008 alle 12:55.

    non fa una grinza. se un genitore volesse sapere se il figlo si droga avrebbe a disposizione il kit, se un genitore se ne volesse fregare non è obbligato a prendere il kit
    io personalmente sotto questo aspetto son sempre stato un bravo ragazzo (non fumo perchè non mi piace il fumo, quindi non mi son mai fatto neanche una canna) mio padre però mi ha fatto intendere che se anche avessi voluto provare non si sarebbe sorpreso, l’importante come in tutte le cose è usare il buonsenso, peccato che ogni tanto mi sembra che quando l’han distribuito eran tutti al cesso…
    poi come dice paz un po’ d’informazione male non fa…



  4. Scritto da paleomiki il 14 Marzo 2008 alle 18:27.

    perfettamente d’accordo con il commento immediatamente precedente!



  5. Scritto da abreast il 14 Marzo 2008 alle 18:31.

    servisse davvero a qualcosa! ma non penso che questo kit, da solo (senza, cioè, adeguata informazione preventiva, combattimento per evitare che i giovani vengano a trovarsi nelle condizioni di avvicinarsi alla droga, ecc.), possa risolvere questa grande piaga dell’umanità!



  6. Scritto da Teiluj il 14 Marzo 2008 alle 19:57.

    una risposta per tutti:
    spesso quando un genitore si accorge che il figlio fa uso di droghe è perché il figlio è passato dal farsi lo spinellino ad avere un vero problema di droga, con annessi e connessi.
    Ora, che ci sia tanta, ma tanta disinformazione sul tema, è chiaro ed evidente (e non mi riferisco solo a quella legata alla differenza tra droghe pesanti e droghe leggere, ma a tutti i sontomi, gli effetti, i campanelli d’allarme che la maggior parte dei genitori ignora), e quella, un kit fai da te non la risolve; risolve però un altro grande lasciapassare alla tossicodipendenza: la mancata consapevolezza dei genitori. Accorgersi per tempo, grazie ad un semplice test accessibile a tutti, che tuo figlio sta correndo un rischio, abbassa le probabilità che quel rischio si concretizzi, perché dal momento che ne vieni a conoscenza, puoi intervenire in suo soccorso. Non dimentichiamoci che il primo passo per risolvere un problema, è conoscerlo. Il kit è ottimo in questo senso: anche un ignorante, usando il kit antidroga, potrà capire ciò che altrimenti non avrebbe notato e che quindi, avrebbe continuato ad essere.
    il kit antidroga serve. Serve e come. I genitori sono i primi a dover tutelare la vita dei propri figli, e i primi ad intervenire nella loro vita quando qualcosa non va, ne hanno il diritto e il dovere.Il kit antidroga li mette nella condizione di poterlo fare.
    Non so se mi sono spiegata.



  7. Scritto da il dino & l'idolo il 14 Marzo 2008 alle 23:15.

    ti sei spiegata alla grande



  8. Scritto da paz83 il 15 Marzo 2008 alle 00:35.

    si teiluj ti sei spiegata benissimo e siamo daccordo mi pare sulla mancanza di informazione, il diritto del genitore a sapere che strade prende suo figlio è legittimo, ed è giusto che vi sia in qualche modo un controllo o un qualcosa che quanto meno indichi la soglia a cui si è spinto il ragazzo, onde evitare situazioni che possono degenerare in tragedia, e parlo per diretta esperienza famigliare diretta purtroppo!



  9. Scritto da lonejeps il 15 Marzo 2008 alle 12:06.

    E poi come lo fai a tuo figlio il test antidroga, lo incateni al letto??? Glielo fai di nascosto???
    Se si rifiuta deve per forza farsi le canne o tirare ti coca o…etc etc? Credo che sarebbe un buon modo per far saltare i già delicati rapporti genitori-figli che ci sono (almeno credo) in molte famiglie italiane.
    ADMAIORA



  10. Scritto da Teiluj il 15 Marzo 2008 alle 18:26.

    paz e idol, si siamo daccordo :-)
    Personalmente, e chiedo scusa per l’arroganza, ritengo che chi ritiene inutile uno strumento del genere, non sa di cosa sta parlando..
    lone, punti di vista.. ma tieni presente che parliamo di ragazzetti tra i 13 ed i 16 anni: se da genitore non hai più alcuna autorità su di loro a quell’età, lasciami dire che un problema, quel genitore e quel figlio, ce l’hanno già..



  11. Scritto da lonejeps il 16 Marzo 2008 alle 11:46.

    Non lo metto in dubbio, Tei, ma se li avessero educati e bene sin dalla nascita…sarebbero in grado di dire di no a certe "offerte"; io penso che in mezzo a tanti che "cadono in tentazione" ce ne sono molti altri che son capaci di dire di "NO". E poi il problema è che sono troppo liberi già da preadolescenti, e che caspio, io a tredici anni neanche me lo sognavo di uscire di casa, a parte la scuola.
    ADMAIORA…



  12. Scritto da baruli il 16 Marzo 2008 alle 22:23.

    io sono mamma di un piccolo "trogly"
    …lo amo alla follia
    e cercherò proteggerlo e di esserci per lui sempre… ma la vita è la sua, le scelte saranno sue… io oggi creo un legame con lui che spero ci aiuterà quando sarà ragazzo, e spero che non abbia MAI paura di me ma sappia che io ci sono per lui… se il kit aiuta a proteggerlo… e sia
    ma ne parleremo insieme



  13. Scritto da Robespierre il 17 Marzo 2008 alle 17:44.

    Mmmmm
    Ho 28 anni
    la mia generazione ha conosciuto ampiamente lo spinello, invece i miei genitori hanno saltato la prima grande occasione generazionale del ‘68 per motivi… "logistici" …
    Se i miei avessero usato il kit quando ne avevo 20 e vi avessero trovato tracce di cannabis, avrebbero enormemente sopravvalutato l’entità del problema : e QUESTO sarebbe diventato davvero un problema: immagina un genitore che crede di avere davanti non un figlio che fuma qualche spinello, ma un figlio CON PROBLEMI DI DROGA : boom!
    (si applica a genitori come i miei che - per motivi generazionali non sono consci della differenza tra droghe pesanti e droghe leggere: dei vostri genitori non so…)
    Se fossi padre non so se cederei alla tentazione del kit;certo però non avrei la presunzione di conoscere i problemi e accorgermi dei segreti dei miei figli. (eccavolo mi ricorderò di essere stato un figlio, e di esserlo ancora!)
    Di sicuro avrei i mezzi per interpretare il risultato del kit e saprei riconoscere un figlio che consuma cannabis da un figlio con PROBLEMI DI DROGA.
    Io non boccio il kit (quasi) bipartisan, ma lo lascerei ancora 5 o 6 anni in soffitta.
    Ora rischierebbe di aggiungere tensioni inutili nel rapporto tra generazioni, già per natura complicato.
    Perciò mi trovo solo parzialmente d’accordo con te (eddai non farti prendere dallo sconforto…doveva succedere prima o poi)
    ;o)
    Ciao Teliù!
    ;oD
    ERRE (comunque tuo fedele)



  14. Scritto da Robespierre il 17 Marzo 2008 alle 17:54.

    poi resta valido il rischio di fondo dello spinello come viatico a droghe ben più pericolose: io ho spento l’ultima canna qualche anno fa, e se ne gira una tra le persone che frequento non avverto nessun disagio a saltare il turno, perchè non mi dà più piacere: ora non saprei se ne "sono uscito indenne" per fortuna, o perchè sono gagliardo e forte…
    Certo ricordo "gli amici del campetto, passati direttamente dalle marlboro alla cocaina, alla faccia delle droghe leggere"…
    ERRE, come prima



  15. Scritto da Teiluj il 17 Marzo 2008 alle 23:27.

    lone, baruli, ERRE caro, rispettabilissimi i vostri punti di vista.. Non intendo polemizzare, finirei col farne una questione personale (giacchè le mie posizioni, forse radicali o poco morbide, le sostengo con cognizione di causa). Quel che mi preme sottolineare è altro. E cioè che è un grosso errore dare per scontato, minimizzare, o esagerare con fiducia ed ottimismo rispetto ad un argomento come la tossicodipendenza: un attimo tuo figlio è li, l’attimo dopo la sua vita è compromessa per sempre, e a nulla serve tutta la dietrologia di cui siam capaci. Quel che mi preme sottolineare e rimarcare è la delicatezza, e l’importanza di non perdere di vista "dettagli" del genere nella vita dei nostri ragazzi. Meglio correre il rischio di dover dire "scusa, ho esagerato" piuttosto che quello di dover assistere alla loro rovina. Perché è a quello, solo a quello che non c’è rimedio, né conforto.
    Non a caso ho titolato questo post "la fiducia o la vita"



  16. Scritto da lonejeps il 18 Marzo 2008 alle 10:18.

    Ma a questo punto mi viene un dubbio:
    fai il test al figlio, scopri che si fa le canne (la cosa  più semplice), che fai? Lo corchi di botte? Lo mandi in comunità perchè fuma le sigarette elaborate? Lo denunci alla polizia?
    ADMAIORA…



  17. Scritto da Teiluj il 18 Marzo 2008 alle 10:30.

    Lone, essù, non esiste mica una ricetta! Dipende dai casi! Hai mai sentito parlare di buon senso??
    La scelta più immediata a quel punto è tra: continuare a controllare ciò che fa, oppure fregarsene bellamente.
    Ci sono genitori che dopo averle provate tutte arrivano anche a denunciare i figli pur di salvarli, sai? … e ti assicuro che è meno insolito o strano di quanto possa sembrare a chi vive in un mondo ovattato ed al riparo da realtà come questa.




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