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Scritto da Teiluj il 19 Febbraio 2008
Categorie: greatest hits, massimi sistemi, sclero, società e cultura | 23 commenti
L’era della comunicazione via internet ci ha modificati, è sotto gli occhi di tutti: gli approcci sessuali, gli scambi confidenziali, perfino il rapporto con noi stessi, in certi casi, cambia.
Le chat, i forum, i vari messenger, i blog, i social network tutti, e le dinamiche ad essi collegate, si sono infrante come onde distruttive sul nostro secolare patrimonio comunicativo, ci hanno proiettato verso nuove simbologie, nuovi codici, nuove etichette, regole, linguaggi abitudini …
Ci parliamo da una parte all’altra del mondo come fossimo seduti alla stessa tavola o distesi nello stesso letto, ci guardiamo negli occhi da posti distanti chilometri; vogliamo ridere? Vogliamo comunicare tristezza? Stizza? Rabbia? Amore? Dubbi? Incertezze? Perplessità? C’è un’emoticon per ogni evenienza, e non ci sentiamo più neanche tanto stupidi a scrivere un “ahahaha”, un LOL, un “Rotfl”, un “asd” e chi più ne ha più ne metta.
Una vera rivoluzione che agisce nell’ambito dei rapporti umani, insomma, con gli altri, ma anche con se stessi in fatto di espressione da un punto di vista qualitativo, nel doppio significato di qualità =” modo di”, e qualità = ”spessore di”, perché diciamolo, senza metterci la faccia è tutto più facile fin dai tempi in cui si mollava il moroso per telefono piuttosto che di persona.
Ora, di tutti questi strabilianti strumenti offerti da mamma “tecnologia web2.0”, e credo di averne sperimentata una buona quota, ce n’è solo uno che non mi si confà ancora del tutto: il Twitter. E vi spiego anche perché: passi il fatto che tra gli iscritti ci siano persone che, con una frequenza che oserei definire ad intermittenza, tipo lucine di natale per intenderci, ti tengono informato su tutto, ma davvero tutto quello che stanno facendo; esempio: pincopalla si sta vestendo; pincopalla si sta mettendo le scarpe; pincopalla si sta allacciando le scarpe; pincopalla ha fatto male il fiocco quindi slaccia le scarpe; pincopalla si riallaccia le scarpe; pincopalla osserva il nuovo fiocco; pincopalla è contento dell’allacciatura delle stringhe; pincopalla slega e riallaccia anche l’altra scarpa per farla uguale.. e così via, fino a che pincopalla non annoda l’ultimo laccio della sua giornata, che tu speri sia un cappio. Dicevo, passi questo uso ossessivo compulsivo, che del resto non è un fatto nuovo ed è riscontrabile, mediamente, anche nell’uso di altri strumenti; ma c’è una cosa, su tutte, che proprio non riesco a metabolizzare: l’uso imposto, pare dalla “twitter-netiquette”, della terza persona. La terza persona per parlare di me. Ecco, io ad usare la terza persona quando parlo di me non ci riesco. Funziona bene nelle chat, la simulazione della terza persona, (il comando /me action, per intenderci), perché spezza un discorso, si frappone enfaticamente, è funzionale a rendere meglio una battuta in un determinato contesto e soprattutto è occasionale; ma parlare in terza persona, indiscriminatamente, a prescindere, sempre e comunque, no, non mi riesce!!
IO, che proprio grazie a questa nuova forma di comunicazione sono finalmente libera di dar libero sfogo al mio EGO smisurato; IO, che anche si trattasse di un mio idolo intellettuale, ucciderei se lo sentissi riferirsi a sé come fosse un altro; IO che quando esprimo il più cretino dei concetti un po’ per correttezza, ed anche, diciamolo, un po’ per compiacenza, non mi esonero mai dall’uso del “secondo ME”; IO che parlerei tutt’al più usando il NOI, per riferirmi a ME STESSA; IO; A ME; MI. E’ una questione di coerenza, cribbio.
ohhhh… adesso che si è sfogata, teiluj vi saluta e vi augura la buonanotte (…)
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Non vorrete andar via senza lasciare neppure un commento, vero?

Uff... a quante cose mi tocca pensare...
Mmmh, quante cose interessanti ho da leggere oggi...
Che fai, spii?
Ma non sono proprio carine queste cosette?

Torno dopo la pubblicità...








shakespeare amore poesia angeli
E questi chi sono???



Commenti
però io ci tenevo a sapere quando ti allacci le scarpe…
ok, adesso è tutto più chiaro: avevi semplicemente tanto sonno! ecco perchè hai scritto un post sconclusionato come questo!
a parte tutto, il segreto sta nel non vivere per internet o per la tecnologia, ma utilizzare internet e la tecnologia per vivere (meglio, se possibile)!
Ma soprattutto…ma chissenefrega del Twitter, lo vogliamo dire o no?
mmh Giulio Cesare parlava in terza, ci sarebbe impazzito per Twitter
ERRE sta per scriverti un messaggio.
ERRE intende convenire con te.
ERRE ti sta per salutare.
Ho fatto
ERRE
Il twi che?Beh, cara mia, fosse l’unico uilizzo astruso di internet!Ce ne sono molto più deprecabili…senza nulla togliere al Twitter che potrebbe anche avere una funzione sociale, ad
Es.: “Marco Rossi sta trucidando il candidato premier del PDL alle prossime elezioni”…
(ok lo so, sempre lui, ma siamo in campagna elettorale e io faccio la mia parte!)
*paleomiki, lo so.. son quelle cose che ti cambiano la giornata vero?;)
*abreast, citrosodina?
*Ubikindred, e se proprio vogliamo dirlo diciamolo. ah, l’hai già detto?
*bastax, vero! altro che tomi e pergamene!
*ERRE, grazie. Il tuo sostegno mi è sempre di estremo conforto
*Jakumal, “deprecabili” è un tantino forte come concetto via. (se inizi a soffrire da ora, rischi di non arrivare ad aprile!)
sta cosa della terza persona fa abbastanza ridere in effetti
D.
Alessia ha letto attentamente quanto da te esposto e si dissocia dal contenuto.
Alessia ora non può spiegare ulteriormenrte il concetto perchè impegnata ad osservare che l’acqua per il tè bolla.
Lol.
Non sono stato io, è stato il mio twitter!
Effettivamente sto twitter è alquanto comico, fa quasi tenerezza, ha un che di robotico e mi fa tornare in mente quei filmetti trash anni 80 all’americana dove c’era il bimbo secchione e occhialuto che con un computer (che lui ridicolizzava chiamandolo “compy”) con caratteristiche tecniche che a confronto un VIC 20 si sarebbe rallegrato di non essere l’ultimo della classe, riusciva a sventare un’imminente terza guerra mondiale eludendo sistemi di sicurezza superblindati a prova di “acaro”.
Con lui c’era il suo immancabile amico robottino trovato per caso nel secchio dell’immondizia agonizzante e rimesso a posto dal bimbetto stesso grazie alle sue secchioniche e precoci doti di genio incompreso.
E il robottino, naturalmente, inteneriva il pubblico col suo sistematico uso della terza persona (lacrimuccia).
Alla fine del film il bimbo secchione veniva portato in trionfo sulla macchina presidenziale, mentre robottino per non addolcire troppo il finale periva definitivamente e ingenuamente nel tentativo di provare la sensazione del bagnoschiuma a cocco sulle sue placche metalliche immergendosi nella vasca da bagno (lacrimuccia bis)
Sono perfettamente d’accordo con te…
Fragolasabry ti saluta e ti manda un bacino… =) =) =) XD XD XD
Buon sfogo, brava!
UN ciao da un Bunkerista.
*evenevil, alla fine è una sciocchezzuola da niente.. ma io ci fisso su sciocchezzuole così!
*Ale, brava. hai assimilato il concetto, si si
*Ubikindred, facile dare la colpa all’imputato!
*pulsar, alla faccia del commento! io sti filmetti però non li ho mai visti O_o
*fragolina, sette più!
*Bunkerista, grazie! -_-
io solitamente scrivo in prima persona, l’idolo in terza…
@Teiluj
“io sti filmetti però non li ho mai visti O_o”
Ti assicuro che la tua salute mentale ringrazierà sentitamente per averle evitato questo supplizio, in caso contrario avresti fatto la mia fine o_O
Non ci trovo niente di divertente.
Pincopalla.
Me è d’accordo con Teiluj.
xD scherzo, ovviamente. lo trovo molto irritante anch’io…specialmente perchè sembra sempre che si mettano a declamare le loro imprese, parlando così, no?
Rotfl. (che non avevo mai sentito e mi ha sconvolta)
il tuo blog è stupendo…
Beh, certo, mica sono scemo! :-p
Posso darle del “Lei”?
^_-
*belladitheboss, chiaro, usi twitter, parli in terza. è il perché che mi sfugge -_-
*pulsar, si, leggendo l’accorata recensione l’avevo sospettato!
*qualcdelgenere ahahahhahaha!
*MechanicRose, io invece lo trovo irritante perché forzato.. e poi mi fa venire in mente l’altro bruttissimo modo di giocare parlando coi verbi all’infinito (rotfl, è uno dei miliardi di acronimi da chat! sta per “rolling out the floor lauthing”, o ‘na cosa del genere)
*alpenliebe, grazie grazie. Torna tutte le volte che vorrai ridirlo:P
*Ubikindred, obiezione! (no, dai scherzo:P)
*Flavio, perché no.. molto meglio del Lei che del Lui (si, fa cagare sta battuta lo so)
@Teiluj
Rick pensa che questo post sia una figata.