A Chiare Lettere

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A proposito di quote rosa

9Marzo

«Ancora con i provvedimenti emergenziali? Ma allora le donne sono davvero parte della politica! Guardi, sono accettabili in Afghanistan, in Marocco. Non in Italia.[…] A me sembra che noi donne dovremmo ritenere e cercare di valere ben oltre la semplice appartenenza a un genere». [fonte]

 

Chi l’ha detto? Una donna. Una donna che ricopre da anni una carica politica di un certo rilievo. Una donna che è entrata in politica, non dalla finestra, ma per merito. Una donna con le palle. Ma donna.

 

La Bonino è un esempio. Di donne in politica, in Italia, ce ne sono poche. Ma ci sono. Come hanno fatto? Sono state BRAVE! Nessuno le ha messe lì pensando: povere rincoglionite, le donne, diamogli un’aiutino, o non ce la faranno mai. No. Al pari dei colleghi uomini hanno lavorato, e al pari dei colleghi si sono distinte. Per MERITO. E per merito sono ancora li, perché in Italia ci sono si un mucchio di problemi, ma il ghetto delle donne non esiste davvero, e anzi, ci sono donne che riescono a fare delle minchiate pur essendo in politica senza il bisogno delle quote rosa. Figuriamoci se arrivasse gente per “concessione”.

Esistono donne capaci e donne inette, così come esistono uomini capaci e uomini inetti. Se devo scegliere di affidare responsabilità politiche a uomini inetti, piuttosto che a donne capaci,  scelgo le donne capaci. Se devo scegliere tra donne inette, e uomini capaci, scelgo uomini capaci. Se devo scegliere tra donne capaci, e uomini capaci, scelgo secondo l’ideologia più consona alla mia. Ma se devo scegliere tra uomini capaci, e donne a quote, beh, scelgo uomini capaci. La “regola del vantaggio” perché rappresento una minoranza mi priva di dignità, e anche laddove del merito l’avessi davvero, lede la mia credibilità e l’offende. Se sei raccomandato, e le quote rosa all’atto pratico non sono che raccomandazioni,  non sei credibile né rispettabile. E rappresenti per di più una manifesta discriminazione. Discriminazione al contrario, ma discriminazione: perché per prendere te, per via di quote imposte, ho tagliato fuori qualcuno che per MERITO valeva di più, senza nemmeno valutarlo. E questo vale per le donne, per i neri, per gli handicappati, per i gay, e per tutte quelle “minoranze” (e quanto odio l’idea di appartenere ad un genere che si definisce “minoranza”) che a pari diritti non riescono ad emergere in determinati ambiti. Una società dovrebbe ambire ad un sistema MERITOCRATICO, e non cooptativo. Quella del “le donne capiscono meglio le donne” è una favola sciocca, strumentale e falsa. Conosco donne che ucciderei personalmente per quanto distanti siano dal mio modo di concepire l’essere donna. E sono tante. E tante mi ucciderebbero per lo stesso motivo. Smettiamola con questa rivendicazione di appartenenza al “genere”, e impegnamoci piuttosto a fortificare la nostra dignità di INDIVIDUI capaci e meritevoli. 

Le donne sono diverse dagli uomini ma hanno gli stessi diritti. E gli stessi diritti devono rivendicare se si sentono al pari degli uomini. Chiedere dei vantaggi è vergognoso oltre che umiliante. E’ come se ad una corsa cui partecipassero un nano ed uno spilungone si stabilisse che il nano deve partire mezz’ora prima. Se voglio il vantaggio, ammetto di essere quel nano, e se anche vincessi, sarei un vincitore nano.

E io sottoscrivo in pieno l’articolo che ho citato.

Festa delle donne?

8Marzo

L’8 marzo 1908, in una fabbrica tessile di New York, morirono bruciate in un incendio 129 donne. In quei giorni le 129 operaie si stavano mobilitando contro le brutali e inumane condizioni di lavoro imposte. Per impedire lo sciopero il padrone le aveva rinchiuse nello stabilimento. Allo scoppio dell’incendio si trovarono quindi intrappolate e per nessuna fu possibile una via di scampo. E noi, donne emancipate dell’occidente evoluto che facciamo??? Festeggiamo l’anniversario di una strage. Senza contare che burka e abusi sono ancora l’attualità per le donne afgane; che in Sudan le donne sono ancora oggi sottoposte all’infibulazione; che è fra le stesse mura domestiche che si consuma ogni giorno il maggior numero di violenze sulle donne.

Quindi, stasera, voi che vi credete emancipate, andate pure fuori a fare le pecore per locali squallidi, e starnazzate per strada dopo esservi ubbriacate in gregge. Poi, quando sarete tornate a casa,  rimetterete il vostro grembiulino, ripulirete il lerciume accumulato in vostra assenza, e recuperete lo stronzo che avete scelto di servire (che avrà approfittato di questo gioioso evento per scoparsi l’amante senza problemi di orario) per poi andare a dormire. Domani riavrete la vostra stupida vita priva di domande e coscienza.

Si, in effetti gli auguri vi servono proprio.

 

Un giorno scopriremo chi ha inventato le catene di Sant’Antonio..

5Marzo

Se dicessi che il maggior numero di libri che ho letto nel corso della mia esistenza si impernia sulla letteratura poetica, nessuno mi crederebbe, o peggio invece si..

Una gran verità è che sono una schifosa snob in fatto di libri, della peggior specie. Prediligo i classici della letteratura alla narrativa post-moderna (intendendo con post-moderna tutto ciò che ancora non è finito nella storia della letteratura, e sperando, in alcuni casi, che mai ci riesca), ed è altresì vero che per lo stesso motivo non ho un bagaglio sconfinato di letture portate a termine.

Come mea culpa credo sia sufficiente. Detto questo, come catena malefica passatami da Novecento vuole, passerò in rassegna tre libri che consiglierei a tutti, e poi, con tutto l’acido che la sindrome premestruale è capace di infondermi, vi parlerò anche di tre libri che invece ho iniziato, e mai finito, perché scagliati via lontano con disgusto. Da brava schifosa snob, appunto.

TRE RECENSIONI PRO:

“Il Maestro e Margherita” – Michail Bulgakov

[…] Dimostrava una quarantina d’anni. La bocca storta. Ben rasato. Bruno. L’occhio destro nero, quello sinistro, stranamente verde. Sopracciglia nere, ma una più alta dell’altra. In poche parole, un forestiero.

Il diavolo in persona, e la sua brigata di bizzarri figuri si aggirano nella Mosca stalinista degli anni ’30, portando scompiglio nelle vite di chi li incrocia. E’ un romanzo magico, che intreccia storie e suggestioni per mezzo di artifici allegorici ed eventi fantastici. Surreale, metafisico, satirico, tragicomico; non è una lettura rilassante, ma tiene col fiato sospeso e fa palpitare il cuore. Travolgente e affascinante, ogni personaggio ha una forte caratterizzazione ricca di sfumature. Mai ostentato, né scontato.

“I dolori del giovane Werther” – J. Wolfgang Goethe

[…]pigrizia e malintesi producono in questo mondo forse più imbrogli di quanto non facciano gli inganni e la cattiveria. Per lo meno questi ultimi sono certamente più rari.

Da emblematico caposaldo dello Sturm und Drang qual è, questo libro è splendidamente stucchevole e lacrimevole. Il linguaggio usato, il tenore generale delle lettere di Werther di cui è composto, i personaggi che egli stesso ci racconta, i paesaggi, tutto potrebbe esser riscritto in versi senza spostarsi di significato. Sconsigliato quindi a chi non ha una particolare simpatia per il genere. Io l’ho letto tre volte, per il gusto di piangere ancora dopo la prima.

“Il linguaggio dimenticato” – Erich Fromm

[…]nei nostri sogni non soltanto siamo meno ragionevoli e meno discreti, ma siamo anche più intelligenti, più saggi e più capaci di giudicare che non quando siamo svegli.

Ovvero il linguaggio dei sogni, e dei simboli più in generale, analizzato da chi fra i primi finalmente ha segnato un’evoluzione rispetto alla psicanalisi di Freud, pur essendone un diretto discendente. Illuminante e rassicurante per certi aspetti, un saggio che scorre come fosse un testo narrativo; lo lessi quando la mia attrazione per la psicologia era forte della mia curiosità adolescenziale, e mi ha arricchito tanto in termini di sicurezza, rispetto a cose che potevo solo immaginare probabili.

Con la cognizione di oggi, posso definirlo un libro interessante anche da un punto di vista più filosofico.

TRE RECENSIONI CONTRO:

“Va dove ti porta il cuore” – Susanna Tamaro

Sei partita da due mesi e da due mesi, a parte una cartolina nella quale mi comunicavi di essere ancora viva, non ho tue notizie. Questa mattina, in giardino, mi sono fermata a lungo davanti alla tua rosa. Nonostante sia autunno inoltrato, spicca con il suo color porpora, solitaria e arrogante, sul resto della vegetazione ormai spenta.”

Il trionfo della banalità e della pesantezza. L’emblema del sentimentalismo ostentato, e cercato a fatica, e ad ogni costo. Il testo trasuda di innaturale partecipazione compassionevole, il linguaggio è ruvidamente tenuto insieme da macchinose quanto poco convincenti esposizioni pseudo-romantiche che sembrano dire per ogni virgola:” e adesso che cazzo mi invento”. Cestinato dopo circa trenta pagine per nausee violente.

“L’Alchimista” - Paulo Coelho

Il ragazzo si chiamava Santiago. Stava cominciando a imbrunire quando giunse con il suo gregge davanti a una vecchia chiesa abbandonata

Mistico e profetico oltre i limiti dell’umana tolleranza. C’è questo pastorello di dubbio equilibrio psichico che gironzola attraverso il nulla e intrattiene rapporti ambigui con le sue pecore. Si inseguono e si ripetono allo sfinimento precetti divinatori stile “io sono la via la verità la vita”, misti ad allucinazioni karmiche. Ho riso tantissimo. Dimenticato da qualche parte dopo qualche capitolo.

“La rabbia e l’orgoglio” – Oriana Fallaci

[…]sono molto, molto arrabbiata. Arrabbiata d’una rabbia fredda, lucida, razionale. Una rabbia che elimina ogni distacco, ogni indulgenza. Che mi ordina di rispondergli e anzitutto di sputargli addosso. Io gli sputo addosso.

Questo il tenore che si respira fin dalla prefazione. Incute terrore. Prima di qualsiasi possibile commento, fa paura.. Restituito all’imprestatario immediatamente dopo il punto. Della prefazione, appunto.

Giro la catena a campanellino, hubrys e coprofilo. Nella mia infinità bontà amplio le condizioni di questa catena maledetta, in modo tale che i tre prescelti possano decidere liberamente di recensire tre libri IN , oppure tre libri OUT, oppure tre In e tre OUT.

Mai più senza

28Febbraio

Ci sono cose nella vita difficili, ostiche, noiose; una di queste è sicuramente infilare un preservativo. Del resto se le varie case produttrici sprecano della carta per le istruzioni d’uso del suddetto, è segno che non sia così facile. Provate a seguirle, quelle istruzioni,  sono minuziose e precise al punto da spiegare, che la confezione va aperta, senza usare le unghie, ma neanche le forbici, e neanche il macete. Che il profilattico va usato prima, attenzione, e non dopo l’eiaculazione. Lo so, sembra strano, ma pare che metterlo dopo non sortisca prevenzione alcuna. Che lo si deve usare una volta sola, mi raccomando, non fate i tirchi cercando di riciclare quelli usati. Che bisogna evitare che lo sperma entri in contatto con il partner, non pensiate di dare la colpa al profilattico poi se  dal cassetto del comodino non ha funzionato. Che bisogna stare attenti alle bolle d’aria negli spazi vuoti, senz’offesa per la vostra virilità, s’intende.  Insomma: strappa, gira, strizza, srotola, se ne sono andati buoni buoni cinque minuti, e con loro anche il momento propizio.

 

Ecco, se almeno una volta nella vita vi siete trovati in una situazione del genere, la soluzione ideata dal sudafricano (e mi risparmierò troppo facili malizie sulla garanzia che questo assicura) Roelf Mulder è quello che fa per voi. Si chiama “Pronto”, e già questo la dice lunga (ogni doppio senso è frutto di coincidenze); si tratta di un applicatore di preservativi che vi toglie dall’impaccio in 3 secondi netti. Il progettista ha impiegato “6 anni 6” della sua vita nello studio di questo dispositivo del cazzo (sfido chiunque a negare che lo sia!), e ha pure vinto il primo premio all’Expo del design di Città del Capo, come il più bello tra i 14 oggetti presentati. E in effetti il rosso fuoco è sempre stato un colore favoloso. Va su tutto. Se potessi, lo indosserei anche io. La chicca della gara pare sia stata proprio la dimostrazione del prodotto; voci di corridoio riferiscono di urla osannanti e lacrime di commozione tra i presenti.

Darwin vs Noah

21Febbraio

Avete mai sentito parlare di Noah Kalina?

Questo tizio una bella mattina di 7 anni fa circa, si sveglia, si guarda allo specchio, e decide di farsi una foto. La mattina successiva si sveglia, e decide di rifarsi una foto. La mattina dopo ancora, si sveglia e scatta un’altra foto, e il giorno dopo un’altra ancora, e così il giorno seguente, e quello seguente al seguente. Da sette anni, questo individuo documenta la sua evoluzione con un autoscatto, e il 31 Luglio del 2006 prende le 2356 foto che ha scattato fino a quel momento e ne fa un video, questo:

 

Ora, a parte il fatto che secondo me, zazzera a parte, non ci sono cambiamenti sensibili nel suo aspetto, il che vanificherebbe di fatto la sua impresa scientifica oltre a lasciar spazio a parecchi interrogativi e dubbi sull’evoluzione dello stesso, la cosa bella è che il video girando su YouTube, ha dato il via ad una serie piuttosto rigogliosa e colorita di produzioni affini. A me fra tutti, è piaciuto questo qui sotto. Per me fanno scopa

Pensavo che potrei fare la stessa cosa, scattando una foto ogni giorno alle verdure che dimentico in frigorifero..

Windows Live Messenger

20Febbraio

Che spettacolo la tecnologia! Che meraviglia il progresso informatico! Io sono veramente affascinata da questi innovativi “strumenti del futuro”, ormai del presente nevvero, come il mitico MSN:

E’ qualcosa di più di una corrispondenza telematica, perché avviene in tempo reale, è qualcosa di diverso da una chat, perché in chat se parli con qualcuno in PVT (bellissimi questi acronimi del futuro; anche Splinder l’ha adottato: PVT, al posto di Mail, come era prima, ci avete fatto caso? Ovvia la scelta tattica: fa più figo), dicevo, se in MSN parli con qualcuno in PVT non dai nell’occhio come in una chat, dove normalmente ( o almeno in via teorica) le discussioni avvengono tra più e più persone contemporaneamente, senza intimità, e se l’intimità scatta, ZAC, gli altri utenti ti sgamano, perché sei distratto, assente, impegnato, preso da altro. Ma in MSN no, è normale così, a meno di non decidere deliberatamente di allargare le tue “confidenze” a terzi. Che fantastica innovazione comunicativa! Io posso finalmente flirtare col mio papà (oggi per esempio mi ha inviato un mp3 che ascolta quando pensa a me bambina) che vive a km da qui, posso finalmente accorciare la distanza dal mio uomo mentre è al lavoro, posso chiacchierare con amici lontani in qualsiasi momento. Ma c’è di più. Si c’è molto di più. La tecnologia del futuro è intelligente, o non sarebbe del futuro se non fosse anche intelligente, e difatti oltre a permettermi di contattare persone lontane,  se quel giorno c’ho la luna storta, mi concede di spacciarmi per “occupato” o meglio ancora per “non al computer” (la mia modalità di default, si) o ancor di più per “non in linea”(osservando però presenze di altri contatti. Occhio a bloccarli se non si tratta di nemici “ufficiali”, è fin troppo facile saperlo) perché se in quel momento c’ho altro da fare e non c’ho voglia di rispondere a qualcuno, in questo modo posso ignorare chiunque, fingendomi indisponibile. Una mossa splendida, ve la consiglio, è aspettare che il contatto momentaneamente indesiderato sia off-line, e, senza prima aver chiuso la finestrella, al di lui/lei  scollegamento effettuato lasciare una riga del tipo: toh! Troppo tardi.. E l’amicizia è salva. Fantastico MSN. Del resto a volte capita davvero così.

Ma come se i contatti di ciascuno di noi non fossero sufficienti, come se tutto questo tenersi in contatto non fosse abbastanza, Windows Live Messenger ci mette a disposizione dei BOT. Si, dei programmini che rispondono come persone normali.. o quasi.. Voglio darvene qui di seguito una breve illustrazione:

encarta@botmetro.net , il bot che risponde alle domande culturali. In inglese, per venire incontro a tutti. Non è solo sapientone, ma anche simpatico, risponde proprio a TUTTO, sempre e comunque, qualunque sia la domanda. Provare per credere..

secretarybot@hotmail.com , la segretaria virtuale. Inglese anche lei, ma meno colta del precedente,  acida e antipatica come una vera zitella oltre un certo limite confidenziale.. L’ideale per i momenti di sfogo che comprometterebbero rapporti non virtuali se perpetuati tra conoscenze in carne ed ossa.

E poi c’è lei, doretta82@live.it , la ricercatrice quasi perfetta, come recita lei stessa nella lista dei contatti. Ecco, quest’ultimo bot è l’incarnazione della deficienza femminile per antonomasia. E’ in italiano (novità recente), e risponde a cazzo all’80% delle domande che le si pongono; un motore di ricerca perfettamente inutile e superfluo, e su cui neanche infierire in momenti di particolare nervosismo da soddisfazione. Una scema completa.

 

Il futuro è oggi. Maremma maiala.

Siete caldi?

13Febbraio

Dice: il mondo è bello perché vario. Certo. Esistono i bianchi, i gialli, i neri, i rossi e gli ossigenati. Esistono i repubblicani, i democratici, i comunisti, i nazisti e i leghisti. Esistono i cattolici, i musulmani, i buddisti, gli ebrei, gli induisti e gli interisti. Certo, il mondo è vario, è talmente vario che uno può essere ossigenato, leghista e interista insieme. Ma che si vada in Giappone piuttosto che in Alaska, che si passi la domenica in parlamento piuttosto che a sprangarsi allo stadio, c’è qualcosa, una su tutte, che riduce tutta la varietà del mondo ad un unico comun denominatore: IL SESSO. Tutto il mondo si piega al suo cospetto, tutta l’umanità è schiava della legge di Freud.

Per esempio:

1)      Mike Crisp,  32enne, ingegnere informatico di Worcester, Gran Bretagna (che bestia affascinante la Gran Bretagna). Ebbene, siffatto uomo di scienza e tecnologia, tra un chip e l’altro s’è inventato la Milehighflights, un’idea  di utilità indispensabile per il progresso tecnologico della conoscenza: come riuscire a fare sesso in aereo senza doversi nascondere nei bagni (certo, a chi non è mai capitato) ostili e angusti dei voli di linea o, peggio ancora, precipitare (si, è successo al fondatore onorario, Lawrence Sperry, noto per aver inventato il pilota automatico. Suppongo però DOPO esser precipitato in un laghetto perché impegnato ad amoreggiare con una passeggera).

Il prezzo sarà di 250 sterline per mezz’ora, 450 per un’ora e 750 per un’ora e mezza di volo,        dall’aeroporto di Staverton, nel Gloucestershire (a sud-ovest dell’Inghilterra), a partire dai  prossimi mesi. Un’esperienza irrinunciabile.

2)      Bulgaria, fermata dell’autobus. La società dei trasporti pubblici, amorevolmente preoccupata per quanti sono costretti a patire il rigore delle intemperie nell’attesa, spesso lunga, cosa hanno pensato di fare? Proiettare film porno negli orari notturni, gli orari in cui fa più freddo, ovvio, per scaldare i loro amati passeggeri fermi ad aspettare. Pare che gli ingrati, però, non abbiano gradito poi così tanto..

3)      Brasile, Carnevale di Rio. Il ministero della salute, bontà sua, teme per la piega che i festeggiamenti potranno prendere. Tre giorni di baldoria non sono poca cosa, specie se sotto gli occhi di milioni di persone ondeggeranno per tutto il tempo le curve di donne seminude e bellissime. Soluzione: preservativi gratis per tutti! Per la precisione 10 milioni di profilattici gratuiti che saranno distribuiti durante il carnevale (altri 15 milioni li aveva distribuiti a gennaio, e la campagna di prevenzione non è neanche male per la verità)

4)      Gran Bretagna. Si, torniamo dai cugini inglesi. Come li adoro. Non trovate anche voi che siano genti misteriose e irresistibili? Io si. Ma veniamo al tema: domani, S.Valentino, il giorno  dell’amore per eccellenza, ragazzi e ragazze di tutto il nostro vario mondo, coppie sposate, coppie di fatto, coppie etero, coppie omosessuali, tutti, festeggeranno il giorno dell’amore. Qualcuno prenoterà un viaggio in Polinesia solo per fare le porcherie nel cesso dell’aereo, qualcun altro correrà a comprare l’anello per l’amata/o (in gioielleria o in farmacia, a seconda delle esigenze), qualcuno ancora si chiuderà in casa, a lume di candela e con musica in sottofondo (dall’Hi Fi o dall’ OhMiBod, anche qui, a seconda dei casi), altri ancora faranno scorta di preservativi per tutta la giornata (in lattice o a micro sensori, come sopra, secondo le esigenze). Ma. C’è un ma. Cosa faranno tutte quelle povere coppie che a causa dell’età avanzata, o di una qualsiasi disfunzione si trovano nell’impossibilità di consumare il loro S.Valentino? Nessuno ci ha pensato. Nessuno è stato così altruista da porsi il problema. Tranne la Alliance Boots, una casa farmaceutica della, neanche a dirlo, GRAN BRETAGNA! Eh si cari miei, perché la suddetta ha deciso di far partire proprio domani la vendita del viagra senza ricetta medica, ufficializzandone il passaggio di grado a medicinale da banco. Basterà avere pressione, glucosio e colesterolo in ordine e un’età compresa tra i 30 e 65 anni.

 

Felice S. Valentino a tutti!

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