Forse non tutti sanno che, la grammatica italiana ha accettato (?) solo di recente l’articolo “il” o “un” davanti alla parola “pneumatico”. Già. L’accezione corretta vorrebbe che si dicesse “uno pneumatico, lo pneumatico, gli pneumatici”. Ma ormai nessuno lo usa più . Ormai  esiste una cospicua maggioranza che dice “il pneumatico, un pneumatico, i pneumatici”.

 

Embè? Direte voi. E’ un esempio, dico io.

 

Personalmente rimango ancora legata all’articolo che spezza la sequenza di consonanti, alla norma grammaticale di quando andavo a scuola io. Ma solo le lingue morte non cambiano, e bisogna accettare che l’uso abbia la meglio sulle regole. E’ questo che fa di una lingua, parlata e scritta, una lingua viva.

 

Embè? Direte voi. E’ un esempio, calma, dico io.

 

Mia nonna è morta. Mia nonna non ha avuto il tempo di imparare le nuove tecnologie. Mia nonna forse “pneumatico non l’ha mai detto in vita sua, ma se voleva parlare con i suoi figli usava il telefono, e le sembrava un miracolo che stando a Reggio Calabria potesse sentire la voce di suo figlio a Bologna. Mia nonna forse avrebbe voluto dirlo a tutti quali erano le cose che le sembravano miracoli, ma era già tanto, per lei, aver imparato a comporre i numeri dei figli sul telefono.

 

Embè? Direte voi. E’ una metafora, suvvia.

 

Mia nonna, Internet, non ha avuto il tempo di scoprire cosa fosse. Perdeva soldi e tempo a telefonare in giro per l’Italia per scambiare due chiacchiere, per raccontare cosa le faceva male, e non sapeva che avrebbe potuto, a costo zero, fare un elenco dei suoi acciacchi e pubblicarlo su un blog. Si sarebbe alleggerita di ciò che voleva dire, forse avrebbe cercato di instaurare un rapporto amoroso con un dottore di Ravenna, forse avrebbe solo sfogato i suoi lamenti senza per questo sentirsi dare della noiosa. Perché, fra tutti,  in rete esiste di certo qualcuno che l’avrebbe trovata interessante. La rete, oggi, è il mondo stesso. Il mondo di oggi.

 

Mia nonna però è morta prima di impararlo.

 

Embè? Direte voi. Embé una cippa dico io. Rompicoglioni..

 

 

 

Sottotitoli alla pagina 777

 

Aggiornamento del 22/10/07

 

A Chiare Lettere lancia la campagna "Io dico LO!", per avversare l’uso improprio dell’articolo "il" davanti alla parola "pneumatico". Chiunque volesse sostenere l’iniziativa può prelevare il bannerino:

 

 

 

in fede Teiluj il 9 Ottobre 2007
categorie: sclero, sproloqui

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Teiluj scrive (14.10):

senti

Novecento@Work scrive (14.10):

sento

Teiluj scrive (14.10):

siccome io mi sento benissimo

Teiluj scrive (14.11):

..sono rilassata

Teiluj scrive (14.11):

..non ho ansie

Teiluj scrive (14.11):

..non ho pressioni

Teiluj scrive (14.11):

ti va se a fare la spesa ci andiamo insieme, più tardi, quando torni?

Novecento@Work scrive (14.11):

ahahahah

Teiluj scrive (14.11):

Novecento@Work scrive (14.11):

tanto per poterti poi sentire male?

Teiluj scrive (14.12):

no no.. se ci andiamo insieme non mi pesa

Teiluj scrive (14.12):

per il sol fatto che siamo insieme, io e te, amore mio dolcissimo

Novecento@Work scrive (14.12):

non è che sia il mio sogno tornare a casa per andare a far la spesa

Novecento@Work scrive (14.12):

ma se è indispensabile, ok

Teiluj scrive (14.12):

che si vada.. si, lo è, o almeno così urlano i topi in frigo

Teiluj scrive (14.13):

ma… se per te è un peso, un sacrificio troppo grande, ecco..

Teiluj scrive (14.13):

io .. potrei farmi forza, per quanto sia dura, e andarci.. tutta sola

Novecento@Work scrive (14.13):

ti conviene sbrigarti allora

Novecento@Work scrive (14.13):

a quest’ora c’è meno gente

Teiluj scrive (14.14):

     

in fede Teiluj il 3 Ottobre 2007
categorie: sproloqui

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Andava fatto.

Ci ho pensato a lungo, ma alla fine è stata una scelta obbligata. Lo so, lo so, che mi perderò per strada un mucchio di link, perché la pigrizia è più forte della volontà di aggiornare le vostre liste, ma non avevo altra scelta.

Insomma, si sa come va con i blog, no? Un giorno sei lì che scrivi cagate e straparli e spari a zero su amici e parenti e il giorno dopo ti han sgamato il capo ufficio, gli amici ignari delle risate fatte alle loro spalle, la maestra di tuo figlio,  tuo figlio e tua nonna. Con tutte le conseguenze del caso. Ecco. E non è più divertente. Ecco. Sei lì che scrivi, e tutto a un tratto ti senti gli occhi addosso. Ecco. E mio padre mi ha sgamato il blog. Cacchio. E’ una questione di pudore, di prAivaSi. Cacchio. Uffa. Che palle.

"tanto non mi scandalizzo", dice lui. Si, ma a me vien da scrivere "acciderbolina" dove invece ci metterei un "porca puttana" al pensiero che papino, per il quale ho tanto, troppo rispetto mi sta leggendo.

Porca puttana! Oh! Ora si! Ah!

Prossimamente le foto di Teiluj nuda.

Ehm, ok, non esageriamo.

 

 

in fede Teiluj il 1 Ottobre 2007
categorie: comunicazioni di servizio, sclero

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Avevo letto tra le pagine ANSA di questa notizia, e mi ero detta: cacchio, questa  merita un post. Poi  ne ho letta un’altra che mi ha fatto dire: minchia, questa si che è bella!

Giacché, si sa, “minchia” è esclamazione più appassionata di “cacchio”,  ho ragionevolmente deciso che parlare di matrimonio  con scadenza fosse indubbiamente più eccitante che parlare delle solite donne depresse che fanno sesso “addirittura” una volta a settimana e sognano (chissà perché, con tanta attività!!) di tradire il proprio uomo.

Assolutamente, non vi è dubbio, il matrimonio con scadenza ha conquistato il post di oggi!

In pratica, c’è questa signora tedesca, tale Gabriele Pauli, la quale oltre a far parte di un partito politico, ha già due divorzi alle spalle, per cui tanta esperienza nel settore. Ebbene la signora in questione appellandosi alla rinomata “crisi del settimo anno”, ha avanzato la proposta di assegnare al contratto matrimoniale una scadenza, al settimo anno appunto, in modo da rendere liberi tutti coloro che invece continuano a rimanere sposati per non dover affrontare la noia, lo stress, i costi e le lungaggini di un divorzio, nonostante abbiano le palle piene l’un dell’altra. Ovviamente il contratto sarebbe rinnovabile nel caso in cui le cose, invece, continuassero ad andar bene dopo la crisi.

Insomma un’idea moderna, al passo coi tempi, forse un po’ spoetizzata, certo, ma alla fine, chissenefrega, in fondo l’amore eterno, si sa, dura tre mesi, e quel che rimane sono bollette da pagare, calzini da rammendare, e pupi da accudire. La signora Pauli invece è una persona realista (oltre che recidiva) e pensa a ciò che conta davvero, e cioè come risolvere un problema prima di arrivarci, avendo l’assoluta certezza che arriverà. Del resto solo la chiesa oggi crede ancora alla favola romantica del “fin che morti non vi separi”, e la stessa signora Pauli è un’ottimista nel pensare che un matrimonio medio, oggi, duri addirittura sette anni. Non siamo mica più ai tempi di nonna, quando le donne si sposavano solo per uscir di casa, e gli uomini per non soffrire la mancanza delle cure di mamma, e poi restavano insieme per evitare le maldicenze delle comari del paese, anche se nemmeno si parlavano più. No. Oggi quei tabù sono estinti, e quando uno è stufo sa che il divorzio è un’ancora di salvezza a cui potersi aggrappare dicendo: sai che c’è? Mi hai rotto i coglioni. Ma vuoi mettere quanto di più rompe i coglioni affrontare e sopportare una separazione? Gli avvocati, l’affidamento dei figli, la divisione dei beni,  i traslochi, i litigi, lo stress, le guerre, la fame nel mondo, eccheppalle: facciamo del matrimonio un contratto a scadenza rinnovabile, così siam tutti più tranquilli e sereni, oltre che realisti. Non vi pare?

in fede Teiluj il 23 Settembre 2007
categorie: Senza categoria

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Oggi pomeriggio si guardava  su sky le qualificazioni per il GP di domani. Non so esattamente perché, ma tra le altre,  han trasmesso le immagini di Schumacher  in lacrime, quando raggiunse il record di vittorie ottenuto da Senna. Era Emozionato e piangeva. Dall’emozione piangeva. Stava a testa bassa, per  nascondere il volto sotto la visiera da campione e piangeva di gioia. Non me ne frega un gran che, francamente, delle lacrime di Schumacher. Quel che, piuttosto, mi è venuto in mente è : perché gli esseri umani hanno vergogna delle emozioni?

L’uomo più pagato del mondo in quel momento era felice, per qualcosa che gli attribuiva prestigio, eppure aveva vergogna dell’emozione che provava.  Non era stato iscritto nel libro degli indagati per un assassinio, non era stato tacciato di una colpa ignobile, no. Era Felice. Emozionato per la gioia. E piangeva. Piangeva di gioia e chiedeva scusa per questo, nascondendosi il viso.

Perché? Tutti abbiamo vergogna di mostrarci significativamente emozionati. Emozionati al punto da piangere. Perché la vergogna?

Non dico che non sia lo stesso per  me, altroché. Preferirei morire piuttosto che mostrarmi incontrollabilmente emozionata,  ma perché?

Ci si sente indifesi, vulnerabili quando l’emozione è più forte dell’autocontrollo. Perché?

Quando succede agli altri, condivido il senso di vulnerabilità, ma allo stesso tempo mi chiedo perché accada. Col distacco sufficiente mi domando: che c’è di così vergognoso nel provare una gioia così forte da non poter trattenere le lacrime? Non è forse aspirazione di tutti essere in preda alla felicità? E soprattutto, non è un evento tanto raro da agognarlo?

Boh.

 

Buono però questo whisky.

in fede Teiluj il 9 Settembre 2007
categorie: serius materials, sproloqui

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E mentre i pastori degli Abruzzi lascian gli stazzi, e vanno verso il mare, io mi riapproprio di questo bellissimo, interessantissimo, acclamatissimo blog donandogli una nuova veste grafica. Ché quando ho tempo da perdere il mio estro creativo scalpita e si dimena, non riesco a tenerlo a bada e devo assecondarlo. Fantastico questo template.

Insomma si diceva, è tempo di migrare. Non nel senso che io migro, no. No no. Nel senso che settembre è arrivato, la pioggia pure, il freddo anche e la fine del lavoro stagionale ( dio l’abbia in gloria ), insieme con loro. Ragion per cui sono sull’orlo di un’estasi da relax tale che anche alzarmi per fare pipì potrebbe rivelarsi un trauma insormontabile.

Ulteriori aggiornamenti, a riconnessione cerebrale ultimata.

in fede Teiluj il 7 Settembre 2007
categorie: comunicazioni di servizio, sproloqui

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Dopo più di un mese d’assenza dalla blogopalla, causa lavoro intenso et mancata connessione (grazie telecom italia per aver capito in soli 30 giorni che i coglioni eravate voi alla centrale e non noi col router), mi riaffaccio alla rete. Più o meno tutto ha continuato a girare nonostante la mia assenza (complimenti, so che è stata dura senza di me), i blog son sempre lì (grazie compagni furetti per esser riusciti a non distruggere la stamberga), e tra i miei PVT splinderiani un caldo bentornato. Commovente. Da parte di uno sconosciuto poi, fa anche più effetto. Bello. Si. Tanto che voglio dividerlo con tutti:

" Da: ciucciamelo La mia homepage: http://ciucciamelo.splinder.com Il mio profilo Contattami Blocca questo utente
Oggetto: Ciao
Data: 17 Luglio, 2007 - 12:31


Potresti essermi utile! "

 

……..

 

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