Signore e signori, eccovi le foto della SplinderNight di ieri a Roma (ed anche qui. Qui le foto di altri fotografi).
Adesso che avete sbirciato quel che più vi interessava, vi racconto:
Pescara venerdì 9 novembre, ore 16:00
Ci si prepara alla partenza, destinazione: Roma.
Per risparmiare sui tempi, la sottoscritta si recherà direttamente in ufficio da N0vecento, per partire da lì non appena finiti i di lui impegni: - amore, però cerchiamo di far presto, io non sono in condizioni di presentarmi in un ufficio, dovrò tenere il cappotto addosso finché non andiamo via.
- Tranquilla, se arrivi per le 17, partiamo subito -
Questa la veloce conversazione, tra una valigia da una parte, e un appuntamento dall’altra. Salvo poi arrivare in ufficio e dover scappar fuori dopo 5 minuti, perché scopro che mi era stata tesa una trappola: diffusasi la notizia del mio imbarazzo per l’abbigliamento non esattamente consono ad un luogo di lavoro, i riscaldamenti di tutta l’azienda erano stati portati a temperature insopportabili al fine di costringermi alla necessità di scoprire la mia tenuta da “splindernight”.
Scoperta la trappola, attendo un’ora a finestre spalancate neanche fosse ferragosto, ma cappotto-munita, nell’ufficio del mio simpaticissimo boyfriend e dopo averlo sentitamente ringraziato per la calda, e sottolineo calda, accoglienza, ci proiettiamo sulla A25 che sono ormai le 18:00.
In quel mentre, da sopra un treno partito dalla direzione opposta, ma con la stessa destinazione, campanellino77 mi chiama per dirmi che alla fine l’ho convinta: sarà dei nostri! E Fiodor, già in loco ci avverte prontamente che a Roma diluvia, avremo bisogno dell’ombrello. Ci troveremo tutti lì.
Alle 20 e qualcosa siamo a Roma e il navigatore finisce il suo sporco lavoro, dopo un paio di prese per il culo (in fondo alla strada gira a destra, gira a destra. Ah ah, l’hai bevuta, non era questa ma la prossima, pirla) conducendoci in via Libetta . Ci siamo.
Presentarci per nickname all’entrata ci fa sentire un tantino imbecilli, ma tant’è, ormai siamo entrati nella dimensione splinder ed oltrepassata la soglia del locale ogni disagio svanisce: il badge col nickname addirittura ce lo attacchiamo in petto, come una medaglia al valore.
Siamo più o meno puntuali, per cui non c’è ancora il pienone, ma la tavola del buffet al centro con gli antipasti è già stata saccheggiata almeno una volta dato che i camerieri ri-impiattano.
Gli incontri, le presentazioni, le conversazioni, i bicchieri si susseguono in un crescendo di scatti e video interviste musica e brusio di fondo. Praticamente una bolgia: fantastico!
Personalmente faccio anche un po’ la parte della rompipalle, ma splinder mi ha autorizzato nel momento in cui ha accettato la mia candidatura a fotografa, per cui saltello tranquilla tra un gruppetto e l’altro, e la cosa più bella è che il tenore generale è di condivisa disponibilità e socievolezza e nessuno mi vuole picchiare per i miei flash, anzi, mi sorridono tutti: meraviglioso!
Ormai ho perso la cognizione del tempo, tutta questa gente è fantastica: credo di aver dimenticato l’80% dei nomi anagrafici delle persone con cui ho parlato, ma i nick no, e sono tanti, ma proprio tanti tanti. Perdonatemi se non faccio una lista, ma sarebbe riduttivo, perché per ciascuno serbo un ricordo ed una impressione diversi, tutti positivi. Se tra di voi c’era un assassino, giuro, io non me ne sono accorta!
Quattro salti in pista, dove per fortuna son riuscita a risparmiarmi trenini e musica anni 80, fino a che i piedi non implorano riposo, e poi il commiato.
Il giorno dopo, il sole splende, al nostro pranzo per pochi intimi, la compagnia è stata piacevolissima, tanto che spero si possa bissare presto. Ma questa è un’altra storia.. e la lascio dietro le quinte.
in fede Teiluj il 10 Novembre 2007
categorie: comunicazioni di servizio, gli splinderelli, splindernight
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Mi sono sempre chiesta:
… ma la E, con l’accento, copula?
in fede Teiluj il 9 Novembre 2007
categorie: greatest hits, massimi sistemi, sclero, sproloqui
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Esistono blog tristi, e blog felici. O meglio: esistono blog in cui il tenore predominante è malinconico, nostalgico, fortemente introspettivo e meditativo, criptico, noir. Altri in cui il cazzeggio è la chiave di volta, l’ironia il portone, la satira e lo sberleffo le finestre sul cortile e grasse, grasse risate di sottofondo il cortile verdeggiante.
Il mio è un blog felice. Lo tratto bene, lo nutro con amore, gli cambio l’acqua regolarmente, e lui cresce serenamente. Ho avuto anche io un blog triste. Era insicuro, timido, e si nascondeva dietro metafore e allegorie per non esporsi. Però parlava bene. Probabilmente era persino più educato e rispettoso del mio blog attuale, anche se meno di compagnia con quel suo costante muso lungo .
E allora mi torna in mente una mia professoressa di lettere della prima media.
Lei adorava Leopardi, era una sua “fan” sfegatata. Le sue ore di lezione erano persino imbarazzanti a volte, quando arrivammo a Leopardi, perché era capace di piangere. Si , piangeva tanto le piaceva.
Fu lei a pronunciare una frase tanto significativa quanto inquietante che mi torna in mente tutte le volte che mi trovo di fronte a testi belli, ma profondamente tristi.
Disse esattamente così: Leopardi scriveva quel che sentiva, e quel che sentiva era una profonda inadeguatezza. La sua condizione di storpio lo tormentò per tutta la vita. E noi dobbiamo esserne felici, perché se così non fosse stato, oggi non avremmo avuto tanta e tale poesia..
Ora, sorvolando sulle mie personali considerazioni riguardo a Leopardi, il suo intento era quello di rendergli omaggio.
Ma tutto sommato io credo che fosse proprio stronza.
in fede Teiluj il 5 Novembre 2007
categorie: sclero, sproloqui
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Come molti di voi avevano già notato, stanotte ho messo su il mio nuovo template.
Si chiama Mandy, come il personaggio che mi ha ispirato. Mandy è la figlia prediletta di Dean Yeagle, illustratore strepitoso che nel suo curriculum vanta, tra gli altri, clienti come la Disney, la Warner Bros e la MGM.
E’ stato amore a prima vista. Quest’uomo ha la capacità di dare vita alle sue ragazze colorate, e Mandy in particolare è dotata di molto carattere: la sua espressività è magistralmente incisiva. Basta guardarla del resto; non lascia indifferenti.
Da qui, a creare intorno a lei una grafica calzante, è un attimo! (grazie anche all’inventiva sagace di Novecento che mi ha dato una mano)
Che ve ne pare? Non è favolosa?
in fede Teiluj il 2 Novembre 2007
categorie: comunicazioni di servizio
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Non vorrete andar via senza lasciare neppure un commento, vero?

Uff... a quante cose mi tocca pensare...
Mmmh, quante cose interessanti ho da leggere oggi...
Che fai, spii?
Ma non sono proprio carine queste cosette?

Torno dopo la pubblicità...








lettera per ringraziare i professori
E questi chi sono???


