Ehi, pss pss, dico a te. Si, te. Proprio te, che guardi con quella faccia lì, ti sto parlando, diamine, smettila di fissarmi e dimmi, piuttosto: mi conosci?

 

No, perché io in questo momento non capisco bene che ci faccia qui. Che ci faccio qui?

Hai visto per caso da dove arrivavo? Mi sai dire cosa ci ero venuta a fare qui?

 

Telefono, indirizzo, cognome, nome. Li sai?

 

Ehi! No dai, dove vai! Aspetta!

 

Ho una penna in mano, e nell’altra un taccuino. Sono una giornalista per caso? Una studentessa che si è smarrita? Una spia una cartomante un paroliere una poetessa una turista? Cosa sono?

 

E’ una casa questa? Vedo delle finestre aperte, ninnoli sui mobili. Che strano mobilio.

Oh! Dove scappi! E perché eri qui? Se sei venuto qui allora avevi un motivo per venire qui. O eri di passaggio? Che motivo avevi? Ne avevi?

 

E poi, chi sei tu?

 

E io, chi sono?

in fede Teiluj il 15 Ottobre 2007
categorie: sclero, sproloqui

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Ebbene si.

Nonostante la presenza di soggetti pericolosi,  io e il mio bodyguard abbiamo prenotato un tavolo insieme a quelli di SplinderNight, per la serata che si terrà il 9 novembre di quest’anno.

 

Io mi sarei anche proposta come fotografa della serata.

 

Non conosciamo praticamente nessuno degli iscritti al momento, non sappiamo dove si terrà l’evento, non sappiamo bene che si andrà a fare, e non abbiamo la ben che minima idea del perché ci andremo noi. Quindi, abbiamo deciso di andarci.

 

Alla peggio ci alcolizzeremo in mezzo ad altri sconosciuti, coi quali condividiamo niente meno che un blog sulla stessa piattaforma. Mi pare sufficiente per bere insieme. Parleremo di blog, di nick, di avatar, ci racconteremo un sacco di fatti nostri , un bel po’  di frottole, e a fine serata avremo parlato con così tanta gente da non ricordare nessuno!

Ma sbronzi e felici!

Alla salute di Splinder.

 

Se qualcuno di voi, miei cari amici blogger linkati, avesse intenzione di decidersi a partire anche lui, ce lo faccia sapere.

 

Così saprò da chi non farmi trovare

in fede Teiluj il 11 Ottobre 2007
categorie: comunicazioni di servizio

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Forse non tutti sanno che, la grammatica italiana ha accettato (?) solo di recente l’articolo “il” o “un” davanti alla parola “pneumatico”. Già. L’accezione corretta vorrebbe che si dicesse “uno pneumatico, lo pneumatico, gli pneumatici”. Ma ormai nessuno lo usa più . Ormai  esiste una cospicua maggioranza che dice “il pneumatico, un pneumatico, i pneumatici”.

 

Embè? Direte voi. E’ un esempio, dico io.

 

Personalmente rimango ancora legata all’articolo che spezza la sequenza di consonanti, alla norma grammaticale di quando andavo a scuola io. Ma solo le lingue morte non cambiano, e bisogna accettare che l’uso abbia la meglio sulle regole. E’ questo che fa di una lingua, parlata e scritta, una lingua viva.

 

Embè? Direte voi. E’ un esempio, calma, dico io.

 

Mia nonna è morta. Mia nonna non ha avuto il tempo di imparare le nuove tecnologie. Mia nonna forse “pneumatico non l’ha mai detto in vita sua, ma se voleva parlare con i suoi figli usava il telefono, e le sembrava un miracolo che stando a Reggio Calabria potesse sentire la voce di suo figlio a Bologna. Mia nonna forse avrebbe voluto dirlo a tutti quali erano le cose che le sembravano miracoli, ma era già tanto, per lei, aver imparato a comporre i numeri dei figli sul telefono.

 

Embè? Direte voi. E’ una metafora, suvvia.

 

Mia nonna, Internet, non ha avuto il tempo di scoprire cosa fosse. Perdeva soldi e tempo a telefonare in giro per l’Italia per scambiare due chiacchiere, per raccontare cosa le faceva male, e non sapeva che avrebbe potuto, a costo zero, fare un elenco dei suoi acciacchi e pubblicarlo su un blog. Si sarebbe alleggerita di ciò che voleva dire, forse avrebbe cercato di instaurare un rapporto amoroso con un dottore di Ravenna, forse avrebbe solo sfogato i suoi lamenti senza per questo sentirsi dare della noiosa. Perché, fra tutti,  in rete esiste di certo qualcuno che l’avrebbe trovata interessante. La rete, oggi, è il mondo stesso. Il mondo di oggi.

 

Mia nonna però è morta prima di impararlo.

 

Embè? Direte voi. Embé una cippa dico io. Rompicoglioni..

 

 

 

Sottotitoli alla pagina 777

 

Aggiornamento del 22/10/07

 

A Chiare Lettere lancia la campagna "Io dico LO!", per avversare l’uso improprio dell’articolo "il" davanti alla parola "pneumatico". Chiunque volesse sostenere l’iniziativa può prelevare il bannerino:

 

 

 

in fede Teiluj il 9 Ottobre 2007
categorie: sclero, sproloqui

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Teiluj scrive (14.10):

senti

Novecento@Work scrive (14.10):

sento

Teiluj scrive (14.10):

siccome io mi sento benissimo

Teiluj scrive (14.11):

..sono rilassata

Teiluj scrive (14.11):

..non ho ansie

Teiluj scrive (14.11):

..non ho pressioni

Teiluj scrive (14.11):

ti va se a fare la spesa ci andiamo insieme, più tardi, quando torni?

Novecento@Work scrive (14.11):

ahahahah

Teiluj scrive (14.11):

Novecento@Work scrive (14.11):

tanto per poterti poi sentire male?

Teiluj scrive (14.12):

no no.. se ci andiamo insieme non mi pesa

Teiluj scrive (14.12):

per il sol fatto che siamo insieme, io e te, amore mio dolcissimo

Novecento@Work scrive (14.12):

non è che sia il mio sogno tornare a casa per andare a far la spesa

Novecento@Work scrive (14.12):

ma se è indispensabile, ok

Teiluj scrive (14.12):

che si vada.. si, lo è, o almeno così urlano i topi in frigo

Teiluj scrive (14.13):

ma… se per te è un peso, un sacrificio troppo grande, ecco..

Teiluj scrive (14.13):

io .. potrei farmi forza, per quanto sia dura, e andarci.. tutta sola

Novecento@Work scrive (14.13):

ti conviene sbrigarti allora

Novecento@Work scrive (14.13):

a quest’ora c’è meno gente

Teiluj scrive (14.14):

     

in fede Teiluj il 3 Ottobre 2007
categorie: sproloqui

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Andava fatto.

Ci ho pensato a lungo, ma alla fine è stata una scelta obbligata. Lo so, lo so, che mi perderò per strada un mucchio di link, perché la pigrizia è più forte della volontà di aggiornare le vostre liste, ma non avevo altra scelta.

Insomma, si sa come va con i blog, no? Un giorno sei lì che scrivi cagate e straparli e spari a zero su amici e parenti e il giorno dopo ti han sgamato il capo ufficio, gli amici ignari delle risate fatte alle loro spalle, la maestra di tuo figlio,  tuo figlio e tua nonna. Con tutte le conseguenze del caso. Ecco. E non è più divertente. Ecco. Sei lì che scrivi, e tutto a un tratto ti senti gli occhi addosso. Ecco. E mio padre mi ha sgamato il blog. Cacchio. E’ una questione di pudore, di prAivaSi. Cacchio. Uffa. Che palle.

"tanto non mi scandalizzo", dice lui. Si, ma a me vien da scrivere "acciderbolina" dove invece ci metterei un "porca puttana" al pensiero che papino, per il quale ho tanto, troppo rispetto mi sta leggendo.

Porca puttana! Oh! Ora si! Ah!

Prossimamente le foto di Teiluj nuda.

Ehm, ok, non esageriamo.

 

 

in fede Teiluj il 1 Ottobre 2007
categorie: comunicazioni di servizio, sclero

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