Il pneumatico/ Lo pneumatico
2007
Forse non tutti sanno che, la grammatica italiana ha accettato (?) solo di recente l’articolo “il” o “un” davanti alla parola “pneumatico”. Già. L’accezione corretta vorrebbe che si dicesse “uno pneumatico, lo pneumatico, gli pneumatici”. Ma ormai nessuno lo usa più . Ormai esiste una cospicua maggioranza che dice “il pneumatico, un pneumatico, i pneumatici”.
Embè? Direte voi. E’ un esempio, dico io.
Personalmente rimango ancora legata all’articolo che spezza la sequenza di consonanti, alla norma grammaticale di quando andavo a scuola io. Ma solo le lingue morte non cambiano, e bisogna accettare che l’uso abbia la meglio sulle regole. E’ questo che fa di una lingua, parlata e scritta, una lingua viva.
Embè? Direte voi. E’ un esempio, calma, dico io.
Mia nonna è morta. Mia nonna non ha avuto il tempo di imparare le nuove tecnologie. Mia nonna forse “pneumatico non l’ha mai detto in vita sua, ma se voleva parlare con i suoi figli usava il telefono, e le sembrava un miracolo che stando a Reggio Calabria potesse sentire la voce di suo figlio a Bologna. Mia nonna forse avrebbe voluto dirlo a tutti quali erano le cose che le sembravano miracoli, ma era già tanto, per lei, aver imparato a comporre i numeri dei figli sul telefono.
Embè? Direte voi. E’ una metafora, suvvia.
Mia nonna, Internet, non ha avuto il tempo di scoprire cosa fosse. Perdeva soldi e tempo a telefonare in giro per l’Italia per scambiare due chiacchiere, per raccontare cosa le faceva male, e non sapeva che avrebbe potuto, a costo zero, fare un elenco dei suoi acciacchi e pubblicarlo su un blog. Si sarebbe alleggerita di ciò che voleva dire, forse avrebbe cercato di instaurare un rapporto amoroso con un dottore di Ravenna, forse avrebbe solo sfogato i suoi lamenti senza per questo sentirsi dare della noiosa. Perché, fra tutti, in rete esiste di certo qualcuno che l’avrebbe trovata interessante. La rete, oggi, è il mondo stesso. Il mondo di oggi.
Mia nonna però è morta prima di impararlo.
Embè? Direte voi. Embé una cippa dico io. Rompicoglioni..
Sottotitoli alla pagina 777
Aggiornamento del 22/10/07
A Chiare Lettere lancia la campagna "Io dico LO!", per avversare l’uso improprio dell’articolo "il" davanti alla parola "pneumatico". Chiunque volesse sostenere l’iniziativa può prelevare il bannerino:

30 commenti
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Tutti tranqulli. Mi ero solo distratto un attimo. Ora però le ho tolto la bottiglia di Lagavulin dalle mani…
lo zaino o il zaino?
Non “una” cippa, adesso si dice un’cippa. Liberalizziamo gli apostrofi!
ah. sei qui.
*Novecento, grazie per l’abile copertura!
*looplab, dì la verità, hai letto il titolo del post…
*paperinosway, piano. E’ ancora in corso la guerra civile tra “ch” e “k”..
*hubrys, tana! ora tocca a me contare e a te nasconderti
Comunque, ok tutto questo gran filosofeggiare, ma io sono ancora qui ad aspettare che qualcuno di voi venga a cambiarmi il/lo pneumatico…
lo zucchero o il zucchero? ho un attacco di analfabetismo di ritorno (leggo il cattomoderasta)
Ecco, mi era sembrato di percepire la
eco di un errore grammaticale.
Pensai che qui e’ piovuto tanto e questo poteva giustificare il rumore di fondo, invece no.
La Crusca, la crusca fa bene.
Chi parla male, pensa male e vive male. Bisogna trovare le parole giuste: le parole sono importanti!
Anche l’accademia della crusca e’ importante: perche’ chi non va in bagno con regolarita’ sta male.
Poi avere in testa la crusca e’ molto meglio di avere in testa segatura.
Che poi e’ piovuto proprio tanto e mi sento la segatura bagnata che mi preme la testa che scoppia.
Certo ci fosse un dotore di Ravenna gli chiederei cosa fare per me e per Durante detto Dante.
Devo ricordarmi di dormire di piu’.
embè?
*Novecento, tu dici “il pneumatico”, sii onesto su su
*lilith, neanche stavolta siam riusciti a farlo chiudere!
*Falloppio, falla girare però…
*Robespierre, “rompicoglioni”!
si ma ancora non mi avete rispost
io sono come mia nonna, ma con altri mezzi?
teoria molto interessante.
sono d’accordooo.. embè una cippa!!!… è come quelli che invece di circùito dicono circuìto!…:)
Ieri me lo sono chiesto anche io!
http://ilgattosilver.splinder.com/post/14315078
(Pubblicità Comparativa)
Oh! Finalmente una campagna utile!
partecipo assolutamente!
prelevato, inserito sul mio blog e creato ulteriore link al tuo
Ed io che prendevo in giro Capello il telecronista della formula uno della Rai perchè diceva Gli Pneumatici.
la mia maestra che quando io ero bambino una ventina di anni fa era già una cariatide, ci faceva però scrivere i pneumatici, il pneumatico…
lo stesso discorso vale per a me MI piace.
Io dico a me piace oppure mi piace ma è consuetudine accettare a me mi piace.
io dico kmq lo pneumatico …….tieh! nn me ne frega! aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaah………..
Completamente d’accordo con la tua battaglia.
guarda: http://fiorirosafioridipesco.splinder.com/post/19395178
Stranamente ho sempre detto “uno pneumatico e lo pneumatico”. Certo che è proprio una parola cacofonica, n’è vero?
Ma da dove è uscito sto blog??? LO LINKO IMMEDIATAMENTE AL MIO! (poi sei pure DeFilippizzato… come non amarlo alla follia???)
))
Hai anche un banner per la campagna a difesa della specie in via d’estinzione che è il CONGIUNTIVO?
Se si contattami per favore, lo voglio nel mio blog!
Vai così che siamo rimasti in pochi a parlare come grammatica italiana comanda!
Tutto il mio apprezzamento.
Un saluto cordialissimo.
Ilda
Io l’ho scoperto oggi grazie a quei sapientoni dell’accademia della crusca. Ma non ci sto!
L’uso ha il meglio delle regole, che vero
La ragione dell’uso consueto dell’articolo ‘il’ davanti a pneumatico e non davanti a pneuma nasce dal fatto che a differenza di pneuma, parola dotta e pronunciata appunto pneuma, pneumatico è parola di uso comune e frequente e nella realtà viene pronunciato ‘neumatico. I fonemi reali ‘neumatico e ‘neumatici continuano a essere trascritti tradizionalmente come pneumatico e pneumatici, ma l’articolo si accorda spontaneamente a quella che sarebbe la regola per ‘neumatico, ossia articoli: il, un al singolare, i al plurale. In Toscana spontaneamente diciamo i ‘neumatici e scriviamo i pneumatici, nel nostro “dialetto” chiamato anche Lingua Italiana.
Persone di provenienza settentrionale tendono a scrivere erroneamente il zio, il zucchero, e simili, seguendo la regola che varrebbe se tali parole si pronunciassero come costoro la pronunciano, ossia “il sio”, “il succhero” (con s dolce). La pronuncia toscana di zio e zucchero è tsio, tsucchero, e questo spiega perché la lingua italiana davanti alle parole che cominciano per z (equivalente, a seconda dei casi, a ts -es. in zio- o a ds -es. in zuzzerellone) voglia: lo, uno, gli.
Ho sentito e pronunciato per una vita “il pneumatico” “i pneumatici” che onestamente, al di là della buona regola “spezzaconsonanti” sono indubbiamente meno cacofonici (“gli pneumatici” è orribilmente pesante). Una lingua dovrebbe cercare di premiare l’eufonia quando possibile, no?
Non sono d’accordo. E spiego perché. Lo pneumatico non è cacofonico proprio perché risponde ad una regola che mira a evitare la cacofonia e la difficile pronuncia di tre consonanti consecutive.
Inoltre, a mio parere, una lingua per essere viva non deve necessariamente essere imbastardita. Allora eliminiamo il congiuntivo e il passato remoto perché tanto non li usa più nessuno… Così si impoverisce una lingua, la nostra, che è una delle più belle e ricche del mondo.
E’ solo un esempio, in inglese, lingua ormai diffusissima e a quanto pare ormai -ahimè- indispensabile, si usa un solo vocabolo per significare tante cose e in italiano invece puoi usare tanti vocaboli per esprimere lo stesso concetto ma ognuno con tante sfumature diverse. Questa è ricchezza. Per questo amo l’italiano. Se lasciamo andare le cose, se non ci impegnamo a mantenere le “regole” che tengono in vita la bellezza della nostra lingua, ci troveremo, come purtroppo già accade, che scrivendo, poiché la pronuncia è la stessa, non si faccia differenza tra “a” preposizione semplice e “ha” terza persona singolare del presente indiicativo del verbo avere.
In pochissimi anni abbiamo visto aumentare a dismisura il cosiddetto analfabetismo di ritorno causato sia dall’inefficienza della scuola sia dall’uso smodato ed inopportuno delle abbreviazioni da sms. Ormai anche nei compiti in classe la frase ” Per qualcuno non c’è più speranza” viene scritta: X QLCN NN CE + SPRNZ. E lo fanno veramente in tanti. Quindi l’uso comune non è sempre da accettare supinamente. Se continuiamo così la nostra bella lingua diventerà la parodia di se stessa e la nostra cultura, per usare un’espressione popolare, andrà a farsi friggere.
Si dice LO zucchero… LO!
La grammatica italiana stabilisce che si usino gli articoli LO e GLI davanti a nomi maschili che incominciano per vocale e per le seguenti consonanti: S impura, Z, X, GN, PS.
LO ZUCCHERO GLI ZUCCHERI
LO ZOCCOLO GLI ZOCCOLI
LO ZUFOLO GLI ZUFOLI
LO ZEBU’ GLI ZEBU’
LO ZIO GLI ZII
LO ZOO GLI ZOO (zoo è invariabile)
LO GNOMO GLI GNOMI
LO PSICHIATRA GLI PSICHIATRI
LO XILOFONO GLI XILOFONI
LO STUDIO GLI STUDI
LO STRACCIO GLI STRACCI
LO STINCO GLI STINCHI
ecc..
Ciao
sarà anche una regola grammaticale, ma usare LO suona malissimo e da quando hanno cominciato ad usarlo i commentatori soprtivi (sono appassionato di f1 et similia) ogni volta è un pugno nello stomaco. Non se ne può più.
IL pneumatico e I pneumatici TUTTA LA VITA!
Contento tu… contenti tutti. Molti la pensano come te, infatti non si trova più un giovane che sappia parlare come si deve, che sappia usare un congiuntivo o una consecutio temporum…
Tanto basta che ci capiamo, no?
LO gnocco. GLI gnocchi.