Oggi pomeriggio si guardava su sky le qualificazioni per il GP di domani. Non so esattamente perché, ma tra le altre, han trasmesso le immagini di Schumacher in lacrime, quando raggiunse il record di vittorie ottenuto da Senna. Era Emozionato e piangeva. Dall’emozione piangeva. Stava a testa bassa, per nascondere il volto sotto la visiera da campione e piangeva di gioia. Non me ne frega un gran che, francamente, delle lacrime di Schumacher. Quel che, piuttosto, mi è venuto in mente è : perché gli esseri umani hanno vergogna delle emozioni?
L’uomo più pagato del mondo in quel momento era felice, per qualcosa che gli attribuiva prestigio, eppure aveva vergogna dell’emozione che provava. Non era stato iscritto nel libro degli indagati per un assassinio, non era stato tacciato di una colpa ignobile, no. Era Felice. Emozionato per la gioia. E piangeva. Piangeva di gioia e chiedeva scusa per questo, nascondendosi il viso.
Perché? Tutti abbiamo vergogna di mostrarci significativamente emozionati. Emozionati al punto da piangere. Perché la vergogna?
Non dico che non sia lo stesso per me, altroché. Preferirei morire piuttosto che mostrarmi incontrollabilmente emozionata, ma perché?
Ci si sente indifesi, vulnerabili quando l’emozione è più forte dell’autocontrollo. Perché?
Quando succede agli altri, condivido il senso di vulnerabilità, ma allo stesso tempo mi chiedo perché accada. Col distacco sufficiente mi domando: che c’è di così vergognoso nel provare una gioia così forte da non poter trattenere le lacrime? Non è forse aspirazione di tutti essere in preda alla felicità? E soprattutto, non è un evento tanto raro da agognarlo?
Boh.
Buono però questo whisky.
Tag: dubbi, meditazioni, uomini







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Forse la psicoanalisi potrebbe dare una risposta…. ma meglio il whisky nella giusta misura! smk
Passa và, che temo mi serva.
Gli individui narcisisti controllano continuamente le loro emozioni, attenuandole il più possibile.
Per loro provare una sensazione intensa è pericoloso, perchè potrebbero perdere tale controllo e ritrovarsi in una situazione che non sanno gestire.
…. son tornato pure io! Ciao
DD
Mi capitasse di piangere di felicità… Figuriamoci se mi vergognerei.
*bersagliere, per carità, la psicanalisi ha come fine ultimo quello di rincoglionire del tutto chi lo è ancora solo per metà!
*campanellino, doppio?
*PV64, benritrovato!
*Fiodor, non è che capiti così spesso, e davanti alla tv non vale!
va a capire la mente umana…
Sì, certo.
Però voglio versarmelo io con il tuo magnifico dosa whiskey.
Posso?
Infatti ho detto forse! meglio il wkisky, anche se preferisco il bacco! smk
Forse ci dovrebbe capitare più spesso!!!!!!!!
Sarà forse il timore per la vulnerabilità, sarà il narcisismo…ma io credo sia cosa buona e giusta trattenere le emozioni, ed evitarne manifestazioni troppo ostentate, se non altro per timore di aderire al progetto perverso di TUTTI i mass-media che crescono e proliferano strumentalizzando ogni sorta di emozione, vera o falsa. A forza di pianti, crisi isteriche o di rabbia trasmesse in TV ormai anche le emozioni sono codificate. Io, un giorno, ho il terrore che qualcuno, vedendomi piangere, possa dire: “Guarda! Quello si commuove proprio come Raffaella Carrà!”
E’ un problema soprattutto maschile quello di non svelare le emozioni. Prosit!
se la gente si vergogna di condividere emozioni, questo la dice lunga su quali sono i valori accettati della società di oggi.
tutto quello che dici è vero però è anche vero che mostrarsi vulnerabili su qualcosa ci porta ad essere più facile preda degli altri! Mostrare cosa ci fa felici ci espone al rischio che sia lì che ci vadano a colpire se vorranno farci soffrire e allora il dolore sarà tanto, troppo…
l’uomo non è fatto per essere felice, ma solo per resistere.
ciao diego.
le maschere.. ci impongono di nascondere le nostre emozioni.. infondo siamo tutti schiavi della nostra mentalità..
solo alcuni però.. solo alcuni..
Vagamente kunderiano il post…
E Occhetto quando sciolse il PCI e lo fece diventare PDS, in pianto a singhiozzi di fronte all’intero congresso?
E l’ex ministro della pubblica istruzione, Tullio De Mauro, che scoppiò a piangere mentre parlava di una scuola che non riusciva a governare? (io, a dire il vero, avrei trovato più dignitose delle sane dimissioni)
Ma, insomma, piangere è abbassare una difesa, è mostrare se stessi. Farlo in pubblico, poi… non fa un po’ paura?
Per Schumacher io avrei però cercato di dargli una ragione migliore: una passata di schiaffoni…
difese per cosa?
è già brutto quando ride… ti puoi immaginà quando piagne…