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Scritto da Teiluj il 9 Marzo 2007
Categorie: serius materials | 42 commenti

«Ancora con i provvedimenti emergenziali? Ma allora le donne sono davvero parte della politica! Guardi, sono accettabili in Afghanistan, in Marocco. Non in Italia.[…] A me sembra che noi donne dovremmo ritenere e cercare di valere ben oltre la semplice appartenenza a un genere». [fonte]

 

Chi l’ha detto? Una donna. Una donna che ricopre da anni una carica politica di un certo rilievo. Una donna che è entrata in politica, non dalla finestra, ma per merito. Una donna con le palle. Ma donna.

 

La Bonino è un esempio. Di donne in politica, in Italia, ce ne sono poche. Ma ci sono. Come hanno fatto? Sono state BRAVE! Nessuno le ha messe lì pensando: povere rincoglionite, le donne, diamogli un’aiutino, o non ce la faranno mai. No. Al pari dei colleghi uomini hanno lavorato, e al pari dei colleghi si sono distinte. Per MERITO. E per merito sono ancora li, perché in Italia ci sono si un mucchio di problemi, ma il ghetto delle donne non esiste davvero, e anzi, ci sono donne che riescono a fare delle minchiate pur essendo in politica senza il bisogno delle quote rosa. Figuriamoci se arrivasse gente per “concessione”.

Esistono donne capaci e donne inette, così come esistono uomini capaci e uomini inetti. Se devo scegliere di affidare responsabilità politiche a uomini inetti, piuttosto che a donne capaci,  scelgo le donne capaci. Se devo scegliere tra donne inette, e uomini capaci, scelgo uomini capaci. Se devo scegliere tra donne capaci, e uomini capaci, scelgo secondo l’ideologia più consona alla mia. Ma se devo scegliere tra uomini capaci, e donne a quote, beh, scelgo uomini capaci. La “regola del vantaggio” perché rappresento una minoranza mi priva di dignità, e anche laddove del merito l’avessi davvero, lede la mia credibilità e l’offende. Se sei raccomandato, e le quote rosa all’atto pratico non sono che raccomandazioni,  non sei credibile né rispettabile. E rappresenti per di più una manifesta discriminazione. Discriminazione al contrario, ma discriminazione: perché per prendere te, per via di quote imposte, ho tagliato fuori qualcuno che per MERITO valeva di più, senza nemmeno valutarlo. E questo vale per le donne, per i neri, per gli handicappati, per i gay, e per tutte quelle “minoranze” (e quanto odio l’idea di appartenere ad un genere che si definisce “minoranza”) che a pari diritti non riescono ad emergere in determinati ambiti. Una società dovrebbe ambire ad un sistema MERITOCRATICO, e non cooptativo. Quella del “le donne capiscono meglio le donne” è una favola sciocca, strumentale e falsa. Conosco donne che ucciderei personalmente per quanto distanti siano dal mio modo di concepire l’essere donna. E sono tante. E tante mi ucciderebbero per lo stesso motivo. Smettiamola con questa rivendicazione di appartenenza al “genere”, e impegnamoci piuttosto a fortificare la nostra dignità di INDIVIDUI capaci e meritevoli. 

Le donne sono diverse dagli uomini ma hanno gli stessi diritti. E gli stessi diritti devono rivendicare se si sentono al pari degli uomini. Chiedere dei vantaggi è vergognoso oltre che umiliante. E’ come se ad una corsa cui partecipassero un nano ed uno spilungone si stabilisse che il nano deve partire mezz’ora prima. Se voglio il vantaggio, ammetto di essere quel nano, e se anche vincessi, sarei un vincitore nano.

E io sottoscrivo in pieno l’articolo che ho citato.

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Commenti

    Commenti


  1. Scritto da bersagliere il 9 Marzo 2007 alle 12:38.

    Bellissimo articolo! complimenti!

    Se ti dovessi candidare per qualche carica politica , il mio voto è assicurato…

    Ciao!!!



  2. Scritto da utente anonimo il 9 Marzo 2007 alle 12:41.

    Come non essere d’accordo con Emma.

    …sono sempre ben contento di dare il mio voto (di genere maschile) a una donna come lei.

    K



  3. Scritto da ArepoSator il 9 Marzo 2007 alle 13:15.

    Uomini capaci, donne capaci, inetti e quote rosa!

    Sai cosa ti dico? Che nonostante in Italia ci siano state figure maschili e femminili davvero capaci, con senso dello stato e della giustizia, il sistema ha partorito sempre governi inetti, ingiustizie sociali, che negli ultimi tempi si sono ingigantite enormemente.

    Governi di destra incapaci di guardare al sociale e governi di sinistra altrettanto incapaci di guardare alle categorie più deboli.

    Viviamo in una società di incertezze! Il lavoro sempre più un miraggio e quel poco che c’è è precario, pensionati che non arrivano alla fine del mese, lavoratori che dovranno rinunciare alla propria liquidazione per avere un futuro decoroso (dicono loro).

    Non voglio dilungarmi perchè di problemi ce ne sono davvero tanti ed i politici anche quelli più capaci, non fanno altro che parlare, parlare, parlare.

    Un bacio

    Gianni



  4. Scritto da 0feli4 il 9 Marzo 2007 alle 13:20.

    inutile ripetermi, credo.. ho scritto tanto nel post qui sotto circa il mio pensiero e il concetto di non-meritocrazia che secondo me non ha nulla a che fare con l’ingresso attravero quote, da non avere più altro da aggiungere…

    alla prossima!

    :-)



  5. Scritto da Grisson il 9 Marzo 2007 alle 13:29.

    Ma alla fine si dovrebbe trovare una mediazione visto che la nostra politica è patrialcale ed anche in su con gli anni, molti incapaci cercano di tagliare le gambe alle varie donne capaci o giovani capaci per continuare e rimanere incollati a quella poltrona con tutti i benefici che ne comporta.

    Se le quote rosa servono a far entrare delle donne capaci e levare dalle palle molti vecchi bavosi incapaci ben vengano ma stiamo attenti a non far entrare cani e porci già c’è una sorella Carlucci al giro per il parlamento…

    Bisognerebbe affrontare questo argomento in modo piu’ distensivo e pacato perchè alla fine è un argomento difficile e pieno di sfaccettature.

    Adie



  6. Scritto da N0vecento il 9 Marzo 2007 alle 13:38.

    «Perché c’è sempre qualcuno che decide, i segretari di partito, gli editori di giornali o televisioni, di enti locali o finanziari. E loro, in un mondo in cui c’è la cooptazione e non la meritocrazia, molto semplicemente invece degli amichetti loro ci metteranno le amichette loro. Problema non risolto, insomma»

    Grisson, il problema che dici tu non cambierebbe di una virgola. Solo più donne inette, ma con le amicizie giuste, farebbero strada.



  7. Scritto da Teiluj il 9 Marzo 2007 alle 14:03.

    @bersagliere, ti ringrazio. Ne terrò conto nel caso decidessi di candidarmi

    @K, immagino tu sia l’amico di Chester; grazie di bazzicare da queste parti:)

    @ArepoSator, è la politica.. ma il tuo punto di vista sottolinea il concetto, per certi versi.. grazie

    @Ofeli4, mi dispiace tu abbia esaurito gli argomenti… Ti faccio notare comunque, come al di là delle quota rosa, le donne che abbiano partecipato a discussioni di questa natura non siano numerose… Mi chiedo invece quante abbiano più volentieri dissertato circa i festini della scorsa sera.. Non dovrebbe farci pensare questo?

    @Grisson, starai mica proponendo delle nuove “quote giovani”? Ma si, istituiamone di nuove. Dopo le quote rosa, le quote giovani, poi le quote per gli ex carcerati, e le quote per gli ex tossicodipendenti. In fin dei conti anche loro hanno il diritto di riaffermarsi…

    @Novecento, se mi candido mi voti? :D



  8. Scritto da N0vecento il 9 Marzo 2007 alle 14:09.

    Assolutamente no!

    Ho ancora il mio spirito di autoconservazione intatto, io!



  9. Scritto da 0feli4 il 9 Marzo 2007 alle 14:46.

    non è che non ho argomenti… è che li ho esposti già, per lo più…. ma partiamo da due interpretazioni della materia differenti… io credo siano un passaggio necessario e obbligato perla crescita di un paese… e lo credo proprio alla luce della “latitanza” da certi argomenti. Io tu e sofyshokking sioamo state le sole a parlarne? Verissimo. E questo si che mi fa riflettere…. chi non l’ha fatto? chi è andata a “festeggiare”? O chi ritiene già di essere emancipta e on guarda DOVE ancora e profondamente la società è manchevole? Io credo che troppe donne e troppi uomini credano che ormai la strada sia finita… e non vogliano ammetere, per educazione o perchè la tv ancora subdolamente ci propina certi modelli… E convinti-convinte che “tutto sommato stiamobene” non affrontano la questione in maniera concreta… Il tetto di cristallo c’è! A parità di valore le donne faticano più degli uomini ad inserirsi. Qui, non in afganistan. Qui. Nella civile Italia. Che facciamo? Ci mettiamo una benda e fingiamo non sia vero? Ci rassegnamo a dover faticare di più senza mai arrivare, se non una tantum, ai vertici della pubblica amministrazione oltre che della politica? Restiamo popolo di nicchia? O combattiamo con le armi dell’intelligenza plitica? Ti ricordo che le donne insieme agli uomini ahnno boicottato un referendum sulla procreazione assistita, incuranti dei loro stessi diritti… Per secoli e secoli ci hanno abituate a pensare che così doveva essere: dominate! Poi ci hanno illuse che finalmente fosse uguaglianza. ma dov’è l’uguaglianza? Nella forma o nella sostanza? la forma non mi basta!! Serve un passaggio altro, qualcosa che pur non definitivo (le quote NON SONO uno strumento definitivo, ma temporaneo) segni una svolta. Più donne in parlamento significa più Carlucci? Ma questo E’ un pregiudizio. Questo E’ maschilismo!!! La Carlucci non è n grado perc sua manchevolezza e non in quanto donna… le quote non sono e non devono essre una corsia preferenziale… ma solo uno strumento che imponga inizialmente un cambio dio rotta nelle abitudini stratificate in una cultura ancora subdolamente ancorata a modelli patriarcali…

    E “inizialmente” non significa per sempre…

    Possiamo chiacchierare ancora tanto… ma tutto si ridice a sterile polemica senza concreta applicazione, com’è sempre stato… ragion per cui ci hanno detto che eravamo isteriche maschiacci… o possiamo rimboccarci le maniche e intervenire dove lo Stato DEVE cambiare!!!

    Io almeno così la vedo…

    Chi non è intervenuto qui su… non l’ha fatto per NOSTRA responsabilità: io sento in me e nella colettività il dovere di migliorare me E la collettività. Partecipo delle sorti comuni e di quelle mi preoccupo.

    C’è una cosa che ho imparato: indignarsi mezz’ora al giorno fa bene!!! da la forza per combattere una battaglia. Ora la piazza non serve, sarebbe fuori luogo. Ora serve la legge.

    Ovviamente, ribadisco, questa è la MIA opinione… degne di rispetto tutte le altre, esattamente come la mia, credo…

    io semplicemente la esprimo…

    :-)



  10. Scritto da N0vecento il 9 Marzo 2007 alle 15:01.

    Cito:Restiamo popolo di nicchia? O combattiamo con le armi dell’intelligenza plitica?

    E le armi del’intelligenza politica sarebbero quelle dell’imposizione della donna, e qualcuno deciderà chi debba essere quella giusta, in un dato posto o ruolo?

    E se grazie a queste quote rosa i nostri governi e le nostre istituzioni si riempissero di Valerie Marini, Flavie Vento e compagnia cantante?

    Tanto lo sai benissimo che sono le conoscenze e le aderenze a far arrivare un uomo (o una donna) su certe soglie. O facciamo finta di non sapere che questa è la realtà e che combatterla è praticamente impossibile in qualsiasi paese della terra?

    E mi sai suggerire un paese uno che dopo aver istituite le quote rosa le abbia poi abolite perché tanto non servivano più?

    Forse il prblema è tutto qui. Io parlo di filosofia, di scelte basate sul rispetto della dignità e della autodeterminazione, valori che si ottengono battendosi sul campo. Tu di rimedi temporanei, di rattoppi e del trattare le persone, uomini e donne come poveri deficienti che abbiano bisogno di una mamma e di un papà che gli dicano: sei troppo piccolo per capire e quindi esegui. Poi crescendo capirai.

    E sia chiaro. Il semplice fatto che si stia continuando questa discussione è, dal mio punto di vista, già dimostrazione del rispetto che ho delle idee altrui e tue nello specifico. La discussione è un alimento per l’animo umano.



  11. Scritto da Teiluj il 9 Marzo 2007 alle 15:10.

    sacrosanto esprimere e difendere le proprie idee, sacrosanto confrontarsi e parlarne. Questa è la democrazia!

    io credo però che tu sia troppo ottimista, mi spiego: a differenza di paesi come l’Afghanistan, l’Italia non taglia le gambe in partenza alle donne, tant’è vero che noi di donne in politica ne abbiamo. Poche, ma ne abbiamo. Questo lo dico non per affermare che possano essere sufficienti; potrebbero essere poche o troppe per come la vedo io, perché per me conta cosa hanno IN TESTA e non fra le gambe, quelli che siedono in parlamento. detto questo arrivo al punto, e cioè, personalmente credo che l’emancipazione femminile, oggi, sia da mettere un attimo in discussione e rivedere, per questo inveivo ieri contro quelle donne che ieri hanno festeggiato. le “nostre” donne non sono pronte, questa è la realtà, perché corrono dietro a falsi miraggi di emancipazione fatti di modelli televisi, modelli sessuali, modelli professionali, modelli familiari troppo spesso corrotti e fuorvianti in un modo o nell’altro. potrebbero queste donne governare un paese? No. E infatti non lo fanno. E per contro invece lo fanno quelle donne che di emancipazione hanno un’idea diversa. E lo dimostrano. E ne hanno i giusti vantaggi, senza dover ringraziare nessuno. Ripeto, se le donne non smettono di essere oche, e il fatto che esistano più UOMINI che difendano questo concetto è già interessante, non meritano di ricoprire ruoli di responsabilità per cui non sono preparate. Ecco perché credo tu sia ottimista..

    E io continuo a contare solo due donne in questo contesto. E questo è un fatto, non un’opinione



  12. Scritto da Grisson il 9 Marzo 2007 alle 15:46.

    No forse non mi sono spiegato l’unica cosa che voglio che molti vecchi bavosi fossili ed inetti se ne vadano dal parlamento senno qui non se va avanti de mezzo cm…

    Adie



  13. Scritto da groik il 9 Marzo 2007 alle 16:58.

    Un’anziana donna cinese aveva due grandi vasi, ciascuno sospeso

    all’estremità di un palo che lei portava sulle spalle.

    Uno dei vasi aveva una crepa, mentre l’altro era perfetto, ed era sempre

    pieno d’acqua alla fine della lunga camminata dal ruscello a casa, mentre

    quello crepato arrivava mezzo vuoto.

    Per due anni interi andò avanti così, con la donna che portava a casa solo

    un vaso e mezzo d’acqua.

    Naturalmente, il vaso perfetto era orgoglioso dei propri risultati. Ma il

    povero vaso crepato si vergognava del proprio difetto, ed era avvilito di

    saper fare solo la metà di ciò per cui era stato fatto.

    Dopo due anni che si rendeva conto del proprio amaro fallimento, un giorno

    parlò alla donna lungo il cammino: .

    La vecchia sorrise: .

    Ognuno di noi ha il proprio specifico difetto. Ma sono la crepa e il

    difetto che ognuno ha a far sì che la nostra convivenza sia interessante e

    gratificante.

    Bisogna prendere ciascuno per quello che è e vedere ciò che c’è di buono

    in lui.



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  14. Scritto da sofyshokking il 9 Marzo 2007 alle 19:33.

    Eccomi! sono la terza o la 4 (se sono poche le donne che intervengono qui, non credo sia imputabile alle donne che superficialmente se ne infischiano dell’argomento, ma piuttosto a un fattore di visibilità del blog!! senza offesa ovviamente!) Mi fa molto molto piacere che l’argomento infiammi gli animi, anche se solo di 4 donne! è bello che se ne parli! In qualsiasi modo! Io la penso esattamente come Ofeli4 e quello che dice nel post 9 potrebbero essere parole mie!Mi spiace che Teiluj (e 900 che sono una cosa sola) sia così pessimista nei confronti del genere femminile! Non tutte le donna sono ochette e veline come vengono descritte nel commento 9! è assurdo generalizzare! come non tutti gli uomini sono preparati e degni del ruolo politico che ricoprono!

    Per quanto riguarda la bonino…be io l’ho sempre amata e vista come un modello da seguire….fino a quando non l’ho incontrata di persona. E’ dura, antipatica, saccente e piuttosto stronza….. Anche se comunque concordo con voi sul suo valore politico…ma quanto gli è costato? La bonino è una donna triste e sola, senza un uomo e senza figli. Nell’intervista l’unica cosa “umana” che ha detto è che si SENTE SOLA e che ha dedicato la sua vita privata al lavoro. Questo cara Teiluj è quello che capita a una donna che vuole arrivare allo stesso livello di un uomo. Non puoi mollare MAI. (Per non parlare di quanto tempo ci ha messo…) Devi dimostrare sempre e comunque. QUesto non è giusto! Non so che lavoro tu faccia, io sono anni che lotto e i miei successi professionali (sinceramente ne ho avuti e sono orgogliosa!) me li sono sudati sul campo, in battaglia con e contro uomini. Io lavoro esclusivamente con UOMINI. SOno pochissime le donne colleghe che ho e sono tutte molto brave, altrimenti vengono segate. Per una donna brava, nel mio campo, ci sono 8 uomini di cui alcuno 4 mediocri. Ovviamente la linea che devo seguire è maschile! Ovvio, no? Questo non è giusto! e sai una cosa? se per sbaglio dovessi avere un bambino…bhe, chissà cosa ne sarebbe della mia carriera. Tu mi dici che le quote sono un insulto alla mia intelligenza? No! Quello che vedo tutti i giorni è un insulto alla mia morale e alla mia intelligenza! un governo in cui ci sono solo 6 donne ministro di 4 senza portafoglio. Questo è un insulto alla mia intelligenza. Io sono ottimista e concreta: datemi un punto e vi solleverò il mondo! Di donne intelligenti (con le Tette, non con le palle!!) ce ne sono molte, diamo loro gli strumenti per agire! (come in spagna, ad esempio) e vedrete che le cose cambieranno!

    OOHLà ho detto la mia, so che ne Teiluj ne 900 cambierete opinione ma spero di non avervi in alcun modo offeso!

    xxxxsofy



  15. Scritto da Teiluj il 9 Marzo 2007 alle 23:30.

    @sofy, dolente davvero, ma sei la seconda, non la terza né la quarta, se escludo me in quanto autrice del post..ovviamente non ambisco a grandi visite in questo spazio, ma stando alle statistiche, sto, oggi, a 120 utenze( facciamo anche 80, se escludo i vari F5), e non mi sembrano poche nell’ottica di una ipotetica stima di donne che sono passate di qua ignorando la discussione.

    per quanto riguarda la Bonino, ne ho profonda stima come donna politica, la sua vita privata la ignoro, come ignoro quella delle altre donne e degli altri uomini politici. Il risultato non cambia. I problemi e le difficoltà professionali le hanno tutti, soprattutto se l’impegno cui si è chiamati è alto, anzi, direi che con ogni probabilità lo è in maniera proporzionale. Non mi sconvolge, né mi indigna, le responsabilità hanno un prezzo se si lavora seriamente, e io non solo non ho mai avuto niente in regalo, ma nemmeno l’ho mai voluto quando mi è stato offerto. Per dignità appunto. Dimostrare sempre e comunque non solo non mi spaventa, ma lo trovo giustissimo: non mi faccio rappresentare da nessuno solo sulla parola. Quel che non capisco è perché debba essere così importante avere l’esatto numero corrispondente di uomini e donne in parlamento. Perché? Siamo più fighe? Siamo più colte? Siamo più intelligenti? Cosa? Ribadisco: per me un parlamentare è un parlamentare, e lo giudico per come si comporta politicamente, non per la sua capacità o meno di partorire. Non ho nessun vantaggio particolare a preferire una donna ad un uomo come rappresentante politico. E non viviamo una situazione di “emergenza”, tanto per citare ancora la Bonino (lei fa politica dal 1976, la bellezza di trentuno anni fa, quando probabilmente discorsi di questo tipo sarebbero stati più plausibili). Se ci fosse l’apartheid, ovvio, sarebbe diverso. Semplicemente mi piace la democrazia e il gioco pulito, e se voglio occupare un posto, cerco di raggiungerlo dimostrando di esserne capace, di regali non ne voglio. Se per caso tu dovessi avere un bambino, sarebbe un problema, è vero, ma perché chi ti paga sarebbe in difficolta, dal momento che la legge al momento lo mette in una condizione di difficoltà in casi del genere. Ma ognuno si preoccupa dei propri di interessi. Impegnamoci per cambiare quello allora, invece di imporci alla cieca.

    Di donne con le palle (no, non mi fa paura usare locuzioni correnti solo perché fanno riferimento al mondo maschile) ne esistono, certo che ne esistono, ma non sono poi così tante. Sono molte di più quelle cui è piaciuto scoprire che è molto più facile fare le fusa a destra e a manca per ottenere fama, successo, denaro, agi. Divergenze di ambizioni, certo. Ma l’8 marzo se ne contano tante, davvero tante, di queste donne. Troppe.

    No, non è sufficiente a farmi cambiare opinione al momento, ma parlarne fa solo bene. A noi che scriviamo, e spero anche a chi legge, senza dire niente. :)



  16. Scritto da sofyshokking il 10 Marzo 2007 alle 00:35.

    hai ragione il discordo davvero alimenta la ricerca e arricchisce! anche se alla fine, ciascuno rimane legato alle proprie opinioni, lo scambio arricchisce sempre! Capisco perfettamente quando dici che un sacco di donne hanno scelto la strada più facile! è vero, ne conosco molte…non le giudico, ma io non potrei farlo, la mia coscienza non me lo permetterebbe…se ti sembro troppo buonista, non è così, solo mi hanno insegnato che chi semina raccoglie sempre e che senza il lavoro e la fatica le cose non si riescono ad apprezzare…e avevano ragione! io oggi sono piuttosto soddisfattta anche se…ci sono i soliti se dei post precedenti, non voglio ripetermi…ma sono positiva e confido nel futuro! IO non mollo!

    xxxSofy

    ps Donne con le tette (le palle lasciamole agli uomini, il mio grido di battaglia) è riferito al fatto che si è in gamba, si arriva lontano ma in moso femminile, senza snaturarci…nonostante l’impegno e la fatica….



  17. Scritto da Sspleen il 10 Marzo 2007 alle 00:36.

    Azz



  18. Scritto da sofyshokking il 10 Marzo 2007 alle 00:43.

    ….e dopo tutte queste parole…ancora una: Buonanotte! (sogni rosa)

    SOFY



  19. Scritto da bersagliere il 10 Marzo 2007 alle 13:12.

    BUON WEEKEND!!!

    Ciao…



  20. Scritto da Mattakkions il 11 Marzo 2007 alle 20:13.

    Concordo pienamente con ciò che dici.

    Ciao.



  21. Scritto da PV64 il 13 Marzo 2007 alle 00:50.

    Bell’articolo si: brava! :-DD

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  22. Scritto da Decablog il 13 Marzo 2007 alle 14:01.

    non sapevo che la Bonino fosse la Ma-donna… ciao teilù! ;)



  23. Scritto da Robespierre il 14 Marzo 2007 alle 09:43.

    La quota rosa è un pò come la festa dell’8 marzo che l’uomo -bontà sua- concede alla donna. Addirittura una festa,addirittura una quota minima - rosa - da calcolare con la calcolatrice scientifica, quella che usavamo al liceo per determinare seno e coseno… (ed è tutto un ridondare di insano maschilismo perverso pervertito e interessato)..

    E allora dai: con la stessa logica: lottiamo solo per una quota minima di diritti: perchè perdere il sonno e infocare i nostri ardori, per qualcosa che potrebbero darci d’ufficio?

    Rivendico il mio bicchiere d’acqua,la mia mollica di pane, il mio metro d’aria.

    Quotidiani.

    Ciao Teiluj



  24. Scritto da coprofilo il 14 Marzo 2007 alle 18:46.

    TORNATE ALL’UNCINETTO !

    :-)))



  25. Scritto da Chewba il 15 Marzo 2007 alle 14:50.

    quote rosa o meno, lo STIPENDIO se lo sono aumentati TUTTI dell’8,2%…. poi ci chiedono di sopportare la “manovrina”.

    prendiamo un attimo esempio dal governo finlandese… c’hanno un presidente donna, mentre noi non solo ce lo abbiamo avuto sempre uomo, ma devi aver compiuto almeno 56 anni altrimenti non puoi fare il presidente. Destre, sinistre uomini capaci/inetti e donne capaci/inette: ma v_ff_nc_l_ (compriamo una vocale?).

    Il sistema governativo logora gli stessi componenti. Un/una “capace” viene fatto/a fuori. un/a imbecille e leccaculo fa carriera! …e non è demagogia…. E’ COSI’!!!!!!!!!!!!!!!!

    Per quello che mi riguarda: fuori tutti e lasciamo più spazio alle donne.

    Saluti

    Chewba



  26. Scritto da PV64 il 16 Marzo 2007 alle 00:38.

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    Ciao !:-DDD



  27. Scritto da There il 16 Marzo 2007 alle 14:53.

    Oh, santo cielo, fa piacere leggere certe cose. Meno male che c’è gente che la pensa così, condivido appieno.



  28. Scritto da ChesterWilliams il 17 Marzo 2007 alle 11:42.

    E’ davvero triste che in Italia si pensino a delle leggi create apposta per difendere il gentil sesso o il sesso debole o i ministri in gonnella; tutti termini anni ‘50 che mi fanno vomitare!

    Ah, ho fatto la vostra maledetta catena, anche se un pò in ritardo! :P



  29. Scritto da lozoccoletto il 18 Marzo 2007 alle 01:06.

    condivido in pieno.

    ovviamente sono per l’ uguaglianza…. ma quando si parla di donne in politica, non riesco a fare a meno di pensare a gente come la Santanchè o la Carfagna, e mi vengono i brividi… le quote rosa non farebbero che peggiorare la situazione!



  30. Scritto da bersagliere il 20 Marzo 2007 alle 08:40.

    Ciao cara, mi raccomando! aspetto le prossime elezioni con ansia!!!

    Buona giornata….

    smaK



  31. Scritto da Inakea il 20 Marzo 2007 alle 13:59.

    Passo qui per caso..

    Bel blog,passerò in seguito.Condivido molte cose che dici..

    Come te anch’io sono abruzzese..

    Un saluto!

    Sara

    ;-)



  32. Scritto da Ricciola94 il 20 Marzo 2007 alle 14:46.

    Bello il tuo blog e cmq ank’io sn Abruzzese



  33. Scritto da Luja85 il 22 Marzo 2007 alle 01:35.

    un saluto al mio passaggio



  34. Scritto da bersagliere il 22 Marzo 2007 alle 09:15.

    Buona giornata….

    smk



  35. Scritto da POSTUMO il 24 Marzo 2007 alle 14:11.

    Signoraaaaaaaa !!!!!

    Dove Vi siete cacciata ? C’è del lavoro qui !



  36. Scritto da campanellino77 il 25 Marzo 2007 alle 15:35.

    Ci sono blogger in attesa qui…. mica si può batter la fiacca, eh!

    :-D



  37. Scritto da maestrobuitre il 25 Marzo 2007 alle 19:47.

    Ispirato dall’ultimo post di Anneheche (vedere fra i miei link), ho deciso di commettere un atto abominevole e contro i miei princìpi… ma lo faccio: questo commento è un “(mezzo)spam”. Uguale per tutti (spam), ma ho letto anche la maggiorparte dei post ai quali sto infliggendo questo gesto di “auto-ribellione-sperimentale” (mezzo)

    Saluto.

    E buona giornata.



  38. Scritto da hubrys il 27 Marzo 2007 alle 09:43.

    sei stata contronominata.

    :)



  39. Scritto da bersagliere il 3 Aprile 2007 alle 10:04.

    Ti trovo??? Il bersagliere corre verso la terra frentana…. le pupe di pasqua…le aspettano a braccia aperte… smk



  40. Scritto da MadFool il 10 Aprile 2007 alle 11:35.

    Più o meno la penso come te, ma la cosa la guardo da un’altro punto; Un giorno mi ritroverò una lista in cui ci sono solo donne e sarò costretto a votarle ‘perchè è giusto così’? Ancora, ai tempi che furono vidi un faccia a faccia tra Guazzaloca (uomo e di destra) e Bertolini (donna e di sinistra). Anche se Bertolini era di un partito più vicino ai miei pensieri politici parlava solo per frasi fatte e idee non ne aveva. L’avrei dovuta votare solo per il suo sesso?

    Inoltre Bertolini l’ho conosciuta persino personalmente e m’ha fatto pure girare le basse sfere! Di più: ma qui i meriti non li vuol valutare nessuno?!?



  41. Scritto da TimidiOrizzonti il 17 Aprile 2007 alle 19:46.

    Finalmente qualcuno che la pensa esattamente come noi. La verità, e sono io la prima ad ammetterlo, e che più del 90% delle donne non sono minimamente interessate alla politica e trovare in questo numero già ristrettissimo qualcuna che sia anche capace è un impresa. Inserendo donne al posto di uomini non faremmo altro che sostituire degli uomini inetti con donne inette solo perché sono donne. E’ pura idiozia, come dici tu è meglio una scala meritocratica che non una sessuale.



  42. Scritto da Riccardo Rossi il 10 Marzo 2008 alle 04:11.

    Rispondo citando Leonina Grossi. Una donna che definiresti ‘con le palle’.

    “Da sempre le donne, nella loro storia, nelle professioni, nei partiti, nella vita di tutti i giorni hanno dimostrato di valere. Ma queste capacità e competenze, abbiamo dovuto constatare, non le hanno portate alla gestione del potere, alla condivisione della gestione della cosa pubblica, alla gestione democratica della politica e dello Stato in ogni sua forma. Non dimentichiamo che l’Italia, in quanto a rappresentanza femminile in Parlamento si colloca, a livello mondiale, in una graduatoria che la pone subito dopo il Bangladesh.
    Non dimentichiamo che l’articolo 51 della Costituzione è da sempre disatteso e che la sua non applicazione non ha consentito la partecipazione democratica ai processi decisionali.
    La non - partecipazione a tali processi da parte delle donne, ha fatto si che si implementassero politiche senza il coinvolgimento diretto e/o per rappresentanza del 54% della popolazione (le Donne).
    Allora ci sentiamo di pretendere davvero che finalmente si applichi il principio della meritocrazia!
    Troppe volte lo strapotere maschile ha usato il potere per se, tutelando il genere e le poltrone, a prescindere dalle competenze.
    In luoghi in cui, per entrare, agli uomini non venivano richiesti titoli o competenze (la famosa meritocrazia?) se non quelle di rispondere ad un gruppo di potere piuttosto che ad un altro, alle donne, nonostante le competenze, difficilmente veniva accordato il permesso di accedere.
    E ora, dov’è il problema?
    Le donne hanno chiesto solamente di entrare, per potersi finalmente misurare e contribuire, grazie alle loro competenze ed alle loro sensibilità, ad una crescita veramente democratica e di qualità del Paese.
    Lasciateci entrare e diteci finalmente quali siano le vostre, di competenze!”
    Consigliera delegata alle Pari Opportunità della Provincia di Rimini.




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