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Scritto da Teiluj il 8 Marzo 2007
Categorie: serius materials | 43 commenti
L’8 marzo 1908, in una fabbrica tessile di New York, morirono bruciate in un incendio 129 donne. In quei giorni le 129 operaie si stavano mobilitando contro le brutali e inumane condizioni di lavoro imposte. Per impedire lo sciopero il padrone le aveva rinchiuse nello stabilimento. Allo scoppio dell’incendio si trovarono quindi intrappolate e per nessuna fu possibile una via di scampo. E noi, donne emancipate dell’occidente evoluto che facciamo??? Festeggiamo l’anniversario di una strage. Senza contare che burka e abusi sono ancora l’attualità per le donne afgane; che in Sudan le donne sono ancora oggi sottoposte all’infibulazione; che è fra le stesse mura domestiche che si consuma ogni giorno il maggior numero di violenze sulle donne.
Quindi, stasera, voi che vi credete emancipate, andate pure fuori a fare le pecore per locali squallidi, e starnazzate per strada dopo esservi ubbriacate in gregge. Poi, quando sarete tornate a casa, rimetterete il vostro grembiulino, ripulirete il lerciume accumulato in vostra assenza, e recuperete lo stronzo che avete scelto di servire (che avrà approfittato di questo gioioso evento per scoparsi l’amante senza problemi di orario) per poi andare a dormire. Domani riavrete la vostra stupida vita priva di domande e coscienza.
Si, in effetti gli auguri vi servono proprio.
Commenti
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Non vorrete andar via senza lasciare neppure un commento, vero?

Uff... a quante cose mi tocca pensare...
Mmmh, quante cose interessanti ho da leggere oggi...
Che fai, spii?
Ma non sono proprio carine queste cosette?

Torno dopo la pubblicità...








lettera per ringraziare i professori
E questi chi sono???


Commenti
Letto il tuo post, mi permetto di segnalarti questa immagine che spero gradirai:
http://senzaqualita.splinder.com/1173340556#11266009
ciao.
guarda anche qui
mumble, noto dell’acredine!
(visto il tuo link! GENIALE)
…lo stronzo troverà pure una corrispettivo per questa sera!!!
ciao!
p.s.
Comunque carino il tuo post…
Oddio cara Teiluj, il link che hai segnalato non solo è degno di nota ma di applausi e contrizioni dello spirito!
Quello che l’ha fatto deve essere per forza un gran figo, già già…
No comunque quello che potevo dirlo l’ho già detto, mi limiterò a non regalare mimose e a guardare con una lacrima negli occhi i servizi su come festeggiano l’8 marzo le varie puttane dello show business italiano.
Che tristezza.
Una mimosa per te…
…non tel’aspettavi eh?!..
…..e invece eccola quà!!!!!
AUGURI DONNA!!!!!
@Sspleen, acredine? ma no… è proprio nausea:)
@bersagliere, non sono sicura di aver capito se tu hai capito..
@Chester, suvvìa, contegno! Comunque si, è un triste spettacolo. Già le vedo.. in sette o otto al cesso a interrogarsi sulle cose importanti di questo giorno:”meglio i capelli ricci o lisci?” “metto la mini o i pantacollant tigrati?”…
@rfblasco.. Ma perché la gente commenta senza leggere!
Non si può non essere d’accordo con te.
Un saluto, Paolo.
altro post degno di nota
come non essere d’accordo con te.
K
Boh credo che se un sociologo andasse con un gruppo de casalinghe a briglia sciolta stasera avrebbe il materiale per circa 10 anni di ricerca e lavoro se non piu’…
Adie
e infatti questa dovrebbe essere la giornata della donna., non la “festa”. Dovrebbe servire a ricordare la strada che ancora deve essere fatta. Il tetto di cristallo, che non si vede ma c’è, alla nostra emancipazione, non è mai stato sfondato. E anzi, ci hanno poi detto che urlare nelle piazze era eccessivo… che il “femminismo” non aveva più ragione d’essere. Andrebbe spiegato a chi, in barba alla legge, ancora è costretta, per lavorare, a impegnarsi a non restare incinte.
Ci vorrebbe Zapatero. Lo scrivevamo poc’anzi in un commento al mio post di oggi. ma qui siamo in Italia, non in Spagna. Qui la tv passa “pupe e secchioni”. E nessuno vomita disgusto.
Troppa poca politica per noi donne: ma le cose si cambiano solo dall’alto…. e le quote rosa sono ancora poca cosa, qui…c’è tanta, tanta strada da fare…
0feli4, ma secondo te, a questo mondo c’era bisogno della festa (o giornata) della donna? Per me è solo una stupidaggine che, in qualche modo, indica solo dovreste essere considerate degli animali a rischio di estinzione e da difendere.
E, in ogni caso, ci sono guerre, sfruttamento dei minori, immigrazione clandestina, lavoratori in nero, torture, pedofilia, soprusi, dittature, povertà, fame e Prodi Presidente del Consiglio.
Che dici, manca qualcosa?
Ma sono certo che la ricetta per risolvere questo ed altro magari l’hai già nel cassetto…
Ciao,sono Girl…Avevo un blog qui su splinder,ma per problemi tecnici ho dovuto cancellarlo e ora devo e voglio ricominciare da capo…Passa da me,anche un secondo,per un commento o una semplice visitina,se ti va e se non ti crea disturbo…Un baciux…
Girl
Che fai, li collezioni gli spammers da queste parti?
@Grisson, non basterebbe un equipe di sociologi e ricercatori!
@Ofelia, un attimo. Per me non dovrebbe proprio esistere una giornata della donna, è poco dignitoso. L’8 marzo dovrebbe essere unicamente una giornata della memoria, perché delle persone sono morte, punto. Per quanto riguarda le quote rosa, per me non sono molto differenti dalla festa della donna come concetto.
Non so te, ma io non voglio mi si regali NIENTE. Certo è che finché le donne si comporteranno da oche, potranno al massimo ambire a cariche politiche nel gallinaio tra le vicine.
Non sono mai stata femminista, anzi, ci tengo a precisare che io con il femminismo non ho proprio niente da spartire, e semmai mi sento quasi maschilista di fronte ad esponenti del mio stesso sesso che sono sicuramente “femmine”..ma di che specie, non saprei dire
si, Novecento; quando arrivo a 150 mi regalano la borsa da palestra firmata di splinder
Le quote rosa sono l’equivalente delle quote “diversamente abili” (handicappati non si può più dire, sarebbe come offendere un operatore ecologico e chiamarlo spazzino).
Se hai un’azienda, oltre un tot di dipendenti DEVI assumere un numero di “diversamente abili” stabilito da una legge.
Con la differenza che una donna non ha gli stessi problemi e dovrebbe lottare con gli uomini alla pari dove può.
Ognuno tragga le proprie conclusioni in merito.
Caustica.
Ma la pensiamo allo stesso modo.
Fino a qualche anno fa ci cascavo e compravo uno striminzito fascetto di mimose per la bella, o per la mamma; facevo gli auguri alle amiche.
Poi la rivelazione: ho capito che frequentavo le donne giuste quando quasi mi canzonavano negli otto marzo che provavo a fargli gli auguri.
Oggi guardo le donne con occhi diversi.
E posso permettermi di ridere dei servizi di studio aperto sulla festa delle donne, sulle interviste per strada a giovani studentesse e ad affermate e belle manager in carriera.
La festa della donna è una pratica maschilista.
Io amo le donne.
E il vino.
E le due cose insieme mi hanno sempre dato emozioni non da poco.
Ciao Teiluj.
Un amico.
@Robespierre, grazie:) intervento puntuale e prezioso
FANTASTICA !!!
:-)))
copro sloggato !!
invece io penso che ricordare quelle 129 che sono state bruciate, che sono un simbolo dell’oppressione delle donne lavoratrici non sia per niente sbagliato. meglio ricordarle una volta l’anno che non ricordarle mai.
cara Teiluj sono perfettamente d’accordo con te, la festa è inutile e offensiva, per questo prorpongo “Fatti” più che auguri!!
per quanto riguarda le quote rosa però (ovviamente dato il mio blog) non sono d’accordo. è vero il presupposto di partenza non è lusinghiero, ma è il fine quello che conta! iniziamo a mettere più donne nei posti chiave, nei consigli di amministrazione, in parlamento! Vi siete accorte che il governo Prodi ha portato il numero delle ministre a 6, ma quanttro sono senza portafoglio? Solo la Turco (sanità) e la Bonino (comemrcio internazionale) ce l’hanno, quindi alla pari col governo precedente…per non parlare dei posti chiave in tutti i campi del mondo del lavoro! una schifezza! Per questo dico, chissenefrega se sarà grazie alle quote, ma dateci il posto e il potere che ci spetta! poi sono certa che le cose cambieranno…incluso la cancellazione di questa tristissima ricorrenza….
SOFY
allora… ho frequentato diversi corsi sulle pari opportunità… rispondo una volta sola e a tutti: no, io non ho risposte preconfezionate nel cassetto… ho solo espresso civilmente una mia opinione… quanto alla interpretazione dell’8 marzo come “festa” piuttosto che come giornata della “memoria”, trovo anche io che sia indegna… ed è questo che volevo sottolineare scrivendo che invece dovrebbe essere “giornata della donna”, ovvero spunto per la memoria a fronte di secoli e secoli di buio, e di una emancipazione non ancora completta… no che non interpreto questa giornata come una “ricorrenza” per cui si dica “auguri”!
Quanto alle quote… è un problema controverso su cui ho riflettuto tanto. Inizialmente ho interpretato le quote come un “regalo”. Poi ho studito la loro applicazione su vari aspetti: dalle quote di genere a quelle razziali… e tecnicamente ho scoperto una serie di elementi che trascuravo. Dal background culturale che ci si porta dietro… i neri, per dirtene una, senza le quote non avrebbero mai avuto accesso alle più prestigiose università americane… anche se i test di ingresso erano anonimi loro erano perdenti… per una questione di background, appunto… che poi, con una integrazionee inizialmente forzata si è abbattuto, per lo più… ad ogni modo la giurisprudenza è molto vasta a riguardo… entenze e controsentenze si sono susseguite… ma la pratica ha dimostrato una cosa sola: se le quote sono usate come elemento di passaggio sono positive e conseguono risultati enormi. Lo hanno dimostrato i paesi del nord europa e no solo. Poi, una volta cambiata la forma mentis di una società, nei limiti del possibile, le quote non hanno più ragione di esistere e allora andrebbero eliminate…
E’ una questione controversa… passa per una serie di pregiudizi… ma onestamente alla fine ho tratto le mie conclusioni, dopo una lunga e articolata riflessione che non ho fatto da sola… non che i corsi, per quanto organizzati dal minisrtero delle pari opportunità, abbiano in sè la “verità”… che ogni punto di partenza è già di per sè vero… la garanzia che una opinione sia piuù o meno giusta non c’è mai… io ho solo espresso la mia… le quote danno ottimi risultati… e col tempo “civilizzano” anche oltre al fenomeno di “genere”. Quello delle università USA è solo un esempio, nell’analisi del quale avevo inserito ogni eemento possibile per negare valore alle quote. Ma mi sono dovuta ricredere. Utilizzate in maniera transitoria sono un gradino per la crescita dei Paesi.
Il cd tetto di cristallo oltre cui le donne non riescono ad andare solo le quote in altri paesi lo hanno abbattuto. Servono donne in politica per cambiare la politica e le leggi alla luce di una prospettiva di genere….
sono a favore dell’abolizione del lavoro
0feli4, perdonami se ti cito:i neri, per dirtene una, senza le quote non avrebbero mai avuto accesso alle più prestigiose università americane… anche se i test di ingresso erano anonimi loro erano perdenti
Scusami ma questa, letta come l’hai riportata, dimostrerebbe solo che con le quote, che siano razziali o sessuali, si droga la relatà falsandola. Un bianco più intelligente e capace viene scartato a favore di un rappresentante di una minoranza evidentemente meno dotato.
Ribadendo quanto già scritto qui ed altrove, certe battaglie vanno combattute e vinte sul campo, non a colpi di protezionismi legislativi. E di norme che hanno lo scopo di impedire la discrimazione ce ne sono oramai persino troppe.
Per un approfondimento su cosa intenda, qui.
sabotar, se fondi un partito voglio la tessera numero 1…
no novecento… tu hai trascurato l’elemento del background culturale di secoli che i neri si portavano dietro… le quote non affrontano la questione in maniera razziale… anche se apparentemente può sembrare… è una tesi ingenua facilmente confutabile, com’è stato fatto, nella stragrande maggioranza delle corti che hanno affrontato la questione, assiee a sociologi, esperti del lavoro… nonchè professori, psicologi e “mostri sacri” della dottrina…
Non erano più “bravi” i bianchi che emergevano: erano solo facilitati per il diverso background culturale che la storia aveva loro concesso… i test erano preparati da “bianchi” non da commissioni miste….
a seguito dell’introduzione delle quote sono stati tanti i ricorsi. falliti. Poi nel lungo periodo le quote spiegano la loro funzione. E quando vengono abolite la storia è cambiata: improvvisamente i test sono readatti in maniera tale che il background storico-culturale non incida… è fisiologico. E quello è il mometo in cui le quote possono essere eliminate. Risultato: dove ci sono state le quote e ora non ci sono più, l’integrazione è perfettamente riuscita. non voglio necessariamente convincerti che io abbia ragione, credimi. Rispetto la tua idea… tuttavia ho costruito la mia studiandola a fondo con degli esperti.. di economia, di storia, di sociologia, di politiche nazionali, comunitarie ed internazionali… e sono arrivata alla conclusione che l’introduzione inizialmete imposta di quote di genere sia il solo strumento per uscire, com’è stato fatto in altri paesi, testimoni di questa esperienza, da una situazione di emancipazione non effettivamente compiuta. Scandalizzarci per il burqua va bene, benissimo.. ma in questa nostra Italia mie amiche, laureate col masimo dei voti, per essere assunte hanno dovuto sottobacnco, e in maniera del tutto illegale, acconsentire a non restare incinte. Altrimenti niente lavoro. E allora l’intervento che sere è di tipo strutturale e legislativo. Un intervento che sia operato da donne perchè solo le donne possono capire le esigenze delle donne. La costruione di asili nei luogjhi di lavoro, per esempio… o l’illuminazione di una strada pericolosa piuttosto che, tanto per fare un esempio banale, l’ampliamento dei parcheggi davanti allo stadio… cambia la prospettiva delle priorità. In nord europa grazie alle quote ci sono state più donne in plitica. E sono le donne che hanno legiferato in maniera tale che le aziende incentivassero l’impiego di donne, creando uan struttura tale da adeguare le esigenze della maternità a quelle delle imprese… Contano i fatti, i risultati… un uomo bravo può emergere molto più facilmente di una donna, oggi, qui… l’unica starda sono le quote….
ma, ripeto, non posso nè voglio forzosamente convincerti… tuttavia prima di interpretare le quote come elemento discriminatorio… andrebbe studiato il problema un po’ più da vicino e senza semplicismi… chè si rischia di impantanarsi… combattere sul campo non significa non predispore le strutture di una uguaglianza non solo formale ma sostanzialer, perchè l’art. 3 della costituzione ha un primo e un secondo comma… e il secondo sottolinea che le diversità ESISTONO… negarle significa discriminarle. Predisporre sistemi legislativi perchè le opportunità invece siano sociologicamente strutturalmente paritetiche significa realizzare una uguaglianza sostanziale che è la sola strada per la civiltà compiuta, e in questo contesto, pe una civiltà in cui il c.d. tetto di fristallo, problema tutto femminile, non sia più infrangibile… almeno così io credo…
0felia4, lungi da me ogni semplificazione strumentale. Quello che sto sostenendo è un punto di vista che è, certo dal mio punto di vista, fondato e ragionato. Ed è, lo puoi ben immaginare, molto condiviso in questo paese. Di nazioni che, grazie alle quote rosa o altre quote simili siano divenuti posti mervagliosi e più democratici io non ho esempi. Primo fra tutti ad adottare questi sistemi furono gli USA, e non so se proprio tu li possa ritenere ricettacolo di democrazia ed avanzamento. I paesi scandinavi sono una parentesi a se che non nasce certo da quote rosa. Stato sociale, tasse altissime, appiattimento sociale ed i più elevati livelli di suicidio del mondo sono da sempre loro caratteristiche.
Ma, ribaltando anche a te un altro commento che ho postato solo poco fa, mi spieghi come mai le donne, che rappresentano più del 50% dell’elettorato italiano non si fidano delle donne al potere (e lo dimostra il fatto che siete voi per prime a non votare per candidate del vostro sesso, piuttosto Luxuria che una donna) e ritieni che obbligare prima loro e poi gli uomini a votarle sia una soluzione democratica?
Io so solo che mia madre, femminista doc, che mi portava ai comizi a favore del divorzio, dell’aborto e che mi ha sempre ripetuto che donne e uomini hanno gli stessi diritti (non che sono uguali) se gli faccio gli auguri l’otto marzo si offende.
Concordo quindi pienamente con Teiluj dovrebbe essere una giornata dedicata alla memoria, non una festa becera pervasa dal consumismo più retrivo.
gli usa non sono mio modello… affatto… ho usato il loro esempio solo per una settore: quello che con le quote ha dato frutti.
quanto alle donne che non si fidano dele donne…
mi viene da sorridere perchè ne ho a lungo parlato con una professoressa dell’università di roma appena qualche mese fa: è che siamo scimmie!
ok, non ridere che ti spiego: c’è un istinto di distruzione della simile che deve essere ri-educato. E’ vero: le donne non si fidano delle donnne. Obiezione validissima. E su cui si può argomentare tanto. La tua opinione, novecento, è rispettabilissima e segue un filo logico ineccepibile… ma non è strutturata sullo studio soiciologico-filosofico ed economico della realtà… la donna agisce diversamente dall’uomo: il background culturale è anche questo! E’ essere abituate da secoli alla diffidenza vero le altre. sai perchè il femminismo non ha mai davvero concluso la sua opera di emancipazione femminile? Perchè le donne sono in competizione tra loro per struttura socio-storica. E’ quella che va cambiata. Ed è possibile! I popoli si educano alla crescita… La civiltà avanza con la “cultura” in ogni senso. Anche in quei paesi a cui mi sono spesso riferita, del nord europa, esempi mirabili di democrazia, il passagio è stato questo! E il risultato è stato ottimo. La mia opinione resta la mia… che non sia condivisa dalla massa ha una importanza relativa… io dico solo quiello che penso… la maggioranza delle persone in afganistan non si indigna per il burqua… le donne che infibulano le figlie… sono in certi paesi la maggioranza. Essere di pinione diversa non mi preoccupa affatto. Se c’è una cosa di cui sono certa è che tutto quello che pesno devo ragionarlo e studiarlo. Avere un’opinione, coltivarla, studiarla… manifestarla… non ha nulla a che fare con la “maggioranza”… L’identità di pensiero è importante… e se vogliamo argomentare sulle ragioni per cui sociologicamente la donna non vota la donna possiamo farlo: abbiamo non so quanti trattati a cui attingere, per documentarci, capire, studiare certe dinamiche e poi farci una idea… ma se l’obiezione è che “la magioranza” la pensa diversamente da me… non mi tange. Il mio pensiero (come il tuo) resta sacrosanto. Il confronto può solo far bene ad entrambi, ma nessuna identità è diminuita… Credo concordi con me, no?
Ecco: io penso che le quote, per quanto le ho studiate, siano un passo necessario e affatto discriminante… vedo la loro funzione, gli esempi che hanno dato.. e le valuto molto positivamente. Tutto qui. Ovviamente cerco di argomentare perchè dove non c’è confronto non c’è mai crescita… ma la tua opinione la rispetto. Senza scandalizzarmi se la maggioranza è o meno d’accordo con me. Se lo è bene. Alrtimenti… il dissenso è l’anima della democrazia….
Fiodor… credo che su questo almeno ci troviamo tutti completamente d’accordo. fortunatamente.

Il mio riferimento al fatto che un certo mio punto di vista sia quello probabilmente più condiviso, non intendeva né sminuire altri punti di vista e neppure avvalorare il mio. Ma se c’è un pensiero condiviso, c’è sempre una causa di fondo e non andrebbe sottovalutata.
Per quanto riguarda il cambiamento del modo di vivere e vedere il mondo da parte delle donne, o rieducazione come la chiami tu, sono molto fiducioso che avvenga rapidamente e senza quote rosa o altri particolari interventi, visto che, in soli 20 anni, siete diventate, se possibile, più maschi dei maschi, attingendo a piene mani dai tipici difetti del nostro genere.
E, ne sono certo, riuscirete a far persino meglio.
Peccato che così facendo, tenderete a perdere molte di quelle particolari caratteristiche femminili che davvero potrebbero tanto dare alla nostra civiltà in ogni suo ambito.
L’evoluzione sociale del maschio viene comunemente definita “crisi”, quella delle donne “affermazione”. Ma la verità è che è anch’essa, né più né meno, una “crisi”.
mi spiace leggere dei luoghi comuni, anch’essi tanto condivisi dai più… eppure fallaci… o quelli che almeno io reputo essere tali. Ovvio che abiamo punti di vista divergenti. Che dire oltre? La mia speranza è che l’emancipazione avanzi e sono certa sia anche la tua. La storia ci dirà, come sempre accade, chi dei due aveva torto. Mai chi aveva ragione. Così è. A ciascuno il proprio legittimo punto di vista… la democrazia fa il suo corso… io, ovviamene e logicamente, auspico che ne faccia uno… tu, ovviamente e logicamente, che scelga una strada diversa… speriamo, mi auguro entrambi, che, aprescindere da “dove” sia la ragione, sul fronte dei risultati chi vinca sia, comunque, una civiltà migliore….
brava ragazza! l’8 marzo è come il san valentino! dovremmo noi uomini dimostrare di essere vicini alle donne nelle piccole quotidianità, e non solo una volta l’anno.ho sempre l’impressione che l’8 marzo legittimi molti uomini a tirar fuori il meglio di se solo in quest’occasione…molto spesso ci dimentichiamo che le grandi case sono costruite su piccoli e numerosi mattoni.
enjoy
Alla fine della fiera, è emblematico il fatto che questo post, sul tema dell’otto marzo (tralasciando le divergenze politiche), abbia ricevuto solo due consensi femminili….
Anche secondo me, in Italia, l’8 marzo viene festeggiato in modo erroneo.
ciao
Io sinceramente non approvo assolutamente l’idea di che e l’uomo e il despota le donne sono le sfruttate, ideologia delle femministe che mi stanno sulle palle e che distruggono la vera bellezza della donna che deve in questa società, ritrovare un ruolo idoneo ossia essere se stessa e non entrando in competizione con l’uomo, io sono un uomo e non ho mai pensato se mi sposerò che avrò vicino una serva, queste banali generalizzazioni sono veramente stupide e non produttive. arrivederci. la bonino non e certo il mio tipo di donna
Il tuo tipo di donna dovrebbe essere una professoressa di grammatica e/o ortografia…
buona sera.
Io uso solo parentesi.
Sono ridondante e sovrappeso le virgole le metterei
ma non ne ho.
Comunque ci pensate a tutto Voi , inteso come lei, vero?
grazie di esistere.
Delle volte , mi viene il dubbio che anche la sostanza abbia un senso.
Scrivo questo perché vedo quel “coso” che scorre….non so nulla di nulla a parte forse avere visto sto blog da qualche parte.
Scusommi per il commento…voleva essere quello che è.
Comunque sono finita da qualche mese nel girone sbagliato!
Siete inarrivabili per me.
God bless you.
Io lo trovo una cosa giusta fare gli auguri ad’una donna il giorno dell 8 marzo! E l’ho fatto e continuero a farlo proprio per ricordare che 129 donne hanno avuto il coraggio di morire bruciate vive invece di bruciare la loro vita nella schiavitù e nella brutalità “gratuita”!
Che poi il mondo ne ha fatto uno scempio di quel ricordo, storpiandolo e offendendolo con un consumismo che ha solo del volgare, quella è un’altra cosa!
Buonanotte!
hanno avuto il coraggio di morire bruciate vive invece di bruciare la loro vita nella schiavitù e nella brutalità “gratuita”????
Sono certo che, con un bel fanculo al coraggio ed agli atti di eroismo, queste avrebbero preferito uscire dal rogo se un coglione non le avesse serrate dentro.
c’è da ragionarci.
Anchio non festeggio. E’ una (non) festa inutile che fa taaaaanto bene solo ai fioristi e alle donnine represse che hanno bisogno di un EVENTO del genere per uscire di casa senza il cane da guardia!
Ila