Care italiane, cari italiani,
eccomi qui ad entrare nelle vostre case, a reti unificate, per l’ennesimo discorso del cazzo di fine anno.
In questo momento di festa e di bilanci, mi è doveroso ricordarvi i problemi che riguardano la situazione internazionale, la situazione del nostro paese, le guerre, l’inflazione, il calo della libido oltre i settant’anni, la Salerno Reggio Calabria e la fame nel mondo.
il mio animo di uomo libero, che si è sempre battuto per la libertà, è turbato dinanzi al nostro oggi. Oh, noi adolescenti, salutammo con tante speranze la rivoluzione d’ ottobre; dobbiamo dire adesso che molte di quelle speranze si sono spente nel nostro animo, e siamo profondamente angosciati, ma non ci arrendiamo:
noi protestiamo, protestiamo come uomini liberi e come uomini che hanno il dovere di difendere i diritti civili ed umani di tutti i popoli, quindi, anche dei disadattati (auguri Campanellino77). Il nostro impegno morale e civile ci impone di preservare il diritto di parola anche a chi non sempre ha piena consapevolezza delle fregnacce che racconta (auguri Novecento); e che dire di quelli, che vivono la loro battaglia interiore quotidiana più o meno all’altezza dell’ intestino crasso (auguri coprofilo).
Io qui, proprio da dove vi parlo, ho ricevuto due o tre volte madri che venivano dall’Argentina, clandestinamente (buon anno nonsolomamma), e le ho sentite piangere disperate perché noi abbiamo contribuito ad esportare la democrazia, e la Carrà. Io qui ho parlato, ho ricevuto scienziati che sono venuti a dirmi quali sono i pericoli che sovrastano l’ umanità (buon anno ChesterWilliams e beneselve). Se per dannata ipotesi, italiane e italiani che mi ascoltate, la Chiesa perisse sotto il raggio di energia solare di Daitarn3, che ne sarebbe di quanti nel suo nome si riconoscono uniti in un solo corpo e in un solo spirito (buon anno hubrys).
Siamo preoccupati per la nostra situazione interna, che non è lieta. La disoccupazione continua, è aumentata, ed è sempre più evidente il livello di degrado per le nostre disgraziate strade (auguri Postumo) abbiamo la disoccupazione, dico, che ci tormenta, ma anche il terrorismo che si è scatenato nel nostro paese e che ha fatto tante vittime (buon anno Conigliolo) e qui una breve parentesi: ancora una volta con animo veramente addolorato, angosciato, io esprimo la mia solidarietà fraterna, umana, alle famiglie che soffrono ogni giorno per i disturbi psichici, e le turbe mentali dei propri cari (buon anno Fiodor), e alle famiglie che ormai hanno perso la speranza (auguri Ubikindred), e per quante invece aspettano il ritorno dei loro figli scomparsi (buon anno ilcavatappi)
Ma in questo tempo di festa e di bilanci, spero di non avervi angosciato troppo, parlandovi dei guai che pesano sulle vostre coscienze mentre ve ne state lì belli gioiosi, ubbriachi fradici, a ballare e starnazzare come oche giulive e strusciandovi come esseri dotati di soli bassi istinti. Spero di non avervi rovinato il morale, come ogni anno, e spero che, come ogni anno, abbiate continuato a strafogarvi di lenticchie e cotechino mentre io me ne sto qui come un pirla a parlare davanti una telecamera da solo, e immagino le vostre mandibole masticanti e i vostri occhi lucidi di ebbrezze alcoliche che nemmeno i romani erano più zozzi.
Noi anziani, "uti cursores’", consegniamo la bandiera della libertà, della giustizia sociale, della pace, perché voi la portiate sempre più avanti e sempre più in alto.
(liberamente ispirato al discorso di fine anno di Pertini, del 1981 – Tutti coloro che non sono stati citati hanno il diritto di insultarmi e fare gli offesi, vi basti sapere che ne sono consapevole, ma non ho tempo adesso per rimediare.)
Felice








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