Buongiorno Mondo! Vi siete alzati presto anche stamattina? Al primo rintocco di sveglia? In mezz’ora siete lavati, vestiti, pettinati e sulla via del posto di lavoro già chiacchierate al telefono, salutate i passanti sorridendo e pensate che è una giornata meravigliosa? Si? Spiegatemi come cacchio fate!
Io, il primo rintocco della sveglia non l’ho mai sentito in vita mia, non so proprio cosa sia. Per me la sveglia inizia a suonare direttamente dal 5°, 6° bis. Ciascuna delle tre sveglie, perché non è detto che due siano sufficienti. Se lo sono state apro gli occhi, il che non garantisce assolutamente una avvenuta connessione cerebrale.
In un’ora mi lavo, mi vesto, mi imbelletto, e guai a rivolgermi la parola prima del caffé, soprattutto se l’altrui aprir bocca richiede collaborazione al dialogo da parte della sottoscritta. In questa fase del risveglio rivivo il trauma neonatale dell’avvento nel mondo, per cui c’è poco da gioire.
La mia giornata prosegue per inerzia per le successive due o tre ore, comunque non prima del secondo caffé, e a quel punto, solo a quel punto, sono pronta ad interagire con l’umanità, sempre che il trauma neonatale di cui sopra non sia stato aggravato dall’intervento di fenomeni esterni, quali telefonate mattiniere di amici parecchio loquaci, ritardi che costringono a velocizzare il trapasso alla vita terrena e simili.
Secondo caffé per me.







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